L’Orizzonte degli Eventi

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Si è vero occorre pensare sempre in grande, guardare più in là, guardare avanti, per non essere domati dalla tristezza del momento; o, della gioia dell’attimo, ci si appaga e non ci vien voglia di girare pagina.

Tuttavia talvolta è più confortevole stare qui, nel buchetto, cercare di guardare a quello che mi accadrà tra pochi minuti, forse ore.
Paradossalmente però ci si accorge che la prossimità ci sta stretta, ma la vastità ci spaventa.
Per fortuna il nostro cuore è fatto per guardare oltre la siepe (sempre), anche se poi la mente ci trattiene al di qua (ed è un male, a volte).

Questi i pensieri, di Leopardiana memoria, durante il tragitto Casa-Lavoro di oggi.

Mi è sembrato giusto condividerli.

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Piovono Polpette

Bucoliche considerazioni attendendo il verde in sella al mio scooter.

… stormi di uccelli Neri,
com’esuli pensieri, …“.
Cantava il Poeta.

E’ che l’esulo pensiero genera guano e le precipitazioni sono intense: probabilità di ripararsi praticamente nulle.
Il Poeta questo lo sapeva, ma ha taciuto.

Un Gran Bel Film

Capita talvolta di immaginarsi tutto.
Prefigurare, tentare di indovinare, di farsi domande e di rispondersi, arrovellarsi insomma.
Ecco capita, o almeno, a me capita, sovente di incancrenirmi in inutili pensieri.

E in tutto questo guazzabuglio di mal di testa, sembra che l’immaginario prenda il sopravvento sulla realtà.
Accade, poi, che quando l’imprevisto si palesa: la nebbia si dissolve, improvvisamente, e tu rimani lì, inebetito, con un sorriso accennato sulle labbra, a contemplare un fatto e ritorni a pensare di quanto tempo hai passato con gli occhi chiusi, preclusi alla luce del vero.

Instancabile Desiderio

La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani.

Non che io creda che dall’esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole maravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana.

Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali.

“Giacomo Leopardi – Zibaldone Pensieri – LXVIII”