When The Saints…

Noi sosteniamo la campagna di sensibilizzazione di Pane, Burro e Rock & Roll (programma gentilmente offerto da Rock FM ai più mattinieri): riscopriamo le nostre tradizioni, viva la ricorrenza di Ognissanti, abbasso all’Halloween!

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Quelli della Briscola – 7

Punteggi: L’Onnivoro +13; Il Caricatore +12; Ing. della Briscola –6; Darietti –9; Zorapide –10.

Lì, lì, guarda bene è proprio lì!
Lì dove, io non vedo nulla.
Ma sì, lì sulla manica, la vedi?
Ah, sì ora la vedo…
E’ proprio brutta, fa proprio impressione…

Una macchia, sul bel vestitino giallo dell’Ing. della Briscola. Non sembra quasi vero, in mezzo a quel luccichio abbagliante, una macchia nera come la pece: un buco nero!

La prima sconfitta stagionale è giunta, finalmente: giubilate cori angelici, cantate valchirie del cielo, fiato alle trombe, rallegratevi e fate festa!
Esultate! Gridate! Perché il Re è caduto!
Si è schiantato!
E’ stato decapitato!
Nuova linfa agli avvizziti rovi, apritevi cataratte del cielo sull’arida terra.
Dunque anche il senza macchia, l’intonso, l’ineffabile, l’indicibile, è precipitato nel baratro della sconfitta: dall’alto del suo strapotere ha dovuto cedere all’arrembante partita di un Caricatore sopra le righe e di un Onnivoro in grande spolvero: sveglio, lesto e arguto come non mai.

Anche il super-blasonato è stato colpito dalla sfiga che non perdona: ben 19 mani da perfetto sconosciuto, poi un colpo di coda finale che non ha portato a nulla, oramai l’Onnivoro ed il Caricatore erano belli che imbarcati sul traghetto dell’amore, della vittoria: salutavano dal ponte principale con fazzoletti bianchi sventolanti e coriandoli multicolore a sacchi.
Di contorno uno stralunato Darietti, che quasi stentava a ricordarsi la sua identità, perso nei meandri della sua contorta mente, e Zorapide più sfigato che nonostante i generosi sforzi continua a spalare letame in fondo alla classifica.

La Classifica Macchiata: godetevela perché è uno spasso!

In ogni modo ci sentiamo di fare le seguenti inconfutabili asserzioni:
a) Il Caricatore è un cialtrone: il suo secondo posto è intensamente bugiardo.
b) L’Onnivoro ha giocato finalmente una partita degna del suo nome e ha trovato (e diciamolo) soci ben piazzati che gli hanno fatto fare il salto di qualità (che nella Briscola il culo conta molto).
c) Se il pezzente di Darietti, sulla chiamata di Zorapide (con Asso, Tre, Re, Donna, 6 e 5 in mano) al 2 a 80, non si fosse fatto trovare completamente sguarnito, saremo qui a parlare di un’altra partita (miserabile).
d) L’Ing. della Briscola è affondato e qui si è molto contenti dell’accaduto.

Sull’educazione

Dedicato ai crucci pedagogici di Naudhiz.

E’ che chiedo meno perfezione a questa povera gente.
Lo so, io, quant’è difficile.
E quante volte quando penano tanto nelle loro prove
Ho voglia, sono tentato di metter loro la mano sotto la pancia
Per sostenerli nella mia larga mano
Come un padre che insegna a nuotare a suo figlio
Nella corrente del fiume
E che è diviso fra due sentimenti.
Perché da una parte se lo sostiene sempre e lo sostiene troppo
Il bambino ci confiderà e non imparerà mai a nuotare.
Ma anche se non lo sostiene bene al momento buono
Quel bambino si troverà a bere.
Così io quando insegno loro a nuotare nelle loro prove
Anch’io sono diviso tra questi due sentimenti.
Perché se li sostengo sempre e li sostengo troppo
Non sapranno mai nuotare da sé.
Ma se non li sostengo bene al momento giusto
Quei ragazzi potrebbero forse bere.
Questa è la mia difficoltà, ed è grande.
E tale è la duplicità stessa, la doppia faccia del problema.
Da una parte bisogna che raggiungano da sé la salvezza. E’ la regola.
Ed è formale. Altrimenti non sarebbe interessante. Non sarebbero uomini.
Ora io voglio che siano virili, che siano uomini e che si guadagnino da soli
I loro speroni di cavaliere.
D’altra parte non bisogna che bevano troppo
Per aver fatto un tuffo nell’ingratitudine del peccato.
Tale è il mistero della libertà dell’uomo, dice Dio,
E del mio governo verso di lui e della sua libertà.
Se lo sostengo troppo, non è più libero
E se non lo sostengo abbastanza, cade.
Se lo sostengo troppo, espongo la sua libertà
E se non lo sostengo abbastanza, espongo la sua salvezza:
Due beni in un certo senso quasi ugualmente preziosi.
Perché quella salvezza ha un valore infinito.

(Charles Peguy, Lui è Qui)

Quelli della Briscola – 6

Punteggi: Ing. della Briscola +21; L’Onnivoro +4; Zorapide -4; Il Taciturno -5; Il Pianista -16.

”Io non mi diverto più.
Io non vengo più!”.
(In Mortis Rb, Rb).

Lo spettacolo continua a latere.
Lo Spettacolo deve continuare, comunque e dovunque.
Ora anche i parenti si porta per raggranellare più punti possibili (Il Pianista è parente stretto dell’Ing. della Briscola).
Vampiro!!

Aiuto! La Polizia – 1

Passato un giorno dal Concerto evento dei Police constato i seguenti fatti:

– Il traffico di Milano è tentacolare: impiegare 2 ore per uscire dai confini cittadini è contro ogni logica morale.
– La Torino – Milano è un’autostrada a dir poco inquietante: ci sono limiti di velocità che non è possibile rispettare: la media era di 15 Km/h! Fate due conti di quanto è durato il viaggettino.
– Quando arrivi a Torino e hai il biglietto per lo “Stadio”, non devi seguire le indicazioni per “Stadio”, in quanto lo “Stadio” non è più quello di prima, cioè il luogo dove devi recarti per assistere al concerto non è più sotto la categoria “Stadio”, in base agli ultimi traslochi calcistico-societari torinesi. Comunque grazie dell’informazione, ci siamo persi (e mancavano solo 20 min. all’inizio dell’evento).
– Ti trovi a chiedere informazioni (per il punto di cui sopra) per trovare la strada per lo “Stadio” (che non è più quello di prima) sostando in una pompa di benzina, deserta, ma dove incontri “LEI”, ossia una Venere che le parole difficilmente sarebbero in grado di descrivere: valeva da sola il prezzo del biglietto (pur non essendo lei il fulcro della serata) purtroppo eravamo di fretta (mancavano 5 min. all’ora X).
– L’età media dei partecipanti all’evento stava in un intorno di 35 anni, ma non c’era da stupirsi se qualche “cariatide” del Mesozoico ti si parava d’innanzi.
– Che il Reggae ballato con in mano un pacco gigante di “Cipsters” ha il suo perché.
– I “Police” sono tecnicamente al di sopra delle righe (e delle rughe).
– Che senza cuore la musica non ha un’anima; o senza l’anima non si può fare musica; o senza musica non hai né cuore, né anima.
– Che la frase sunto di tutta la serata è stata: “Il Concerto dei Police è stato un Tributo ad una BAND che non c’è più!”.