Quelli della Briscola – 21

Punteggi: Ing. della Briscola +7; L’Onnivoro +5; Darietti –1; Zorapide –4; Db -7.

Penultima Tornata.
Casa dell’Onnivoro.
L’Ing. della Briscola ad inizio partita, preso da un raptus di Rabdomanzia, scrive a caratteri cubitali sul Verbale di Partita la seguente frase: “Chi vince questa serata ha vinto la Stagione”, Firma e Data.
Mette in gioco tutto, anche l’onore.
L’Onnivoro non può credere ai suoi occhi, quando a metà partita, si trova in prima posizione con l’Ing. della Briscola a 16 lunghezze.
Non ci si può credere: l’Onnivoro trasportato in trionfo dalle Valchirie del Valalla della Briscola, tra cascate di Donne di Quadri e di Carichi assortiti, tra le urla di Giubilo della Folla.

La tattica dell’Onnivoro si fonda sul famoso adagio: “Fortunato al Gioco, sfortunato in Amore”, il cinico padrone di Casa ha spedito la moglie fuori casa, al ristorante, con un amico carino (dice lui) e difatti la tattica paga e paga bene, sino a quando allo scoccare della Mezzanotte la moglie è di ritorno e aprendo l’uscio spezza l’incantesimo di Cenerentola-Onnivoro: tutto ciò che luccica diventa opaco, la carrozza ridiventa una zucca e le carte tornano ad essere sfigate.
La scarpetta di Cristallo? Saldamente in mano all’Ing. della Briscola, che non crede ai suoi occhi: tamburellante rincorsa e via! Verso una nuova e folgorante vittoria che lo pone un’altra volta sul tetto del mondo: scripta manent.

Che accadrà Mercoledì prossimo allorquando l’ultimo Match sarà disputato?
Quale arcano progetto ha in mente l’Onnivoro?
Quale destino aspetta gli Argonauti della Briscola?
Chi si cingerà con il vello d’oro?
Chi vivrà, vedrà.

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Quelli della Briscola – 20

Punteggi: Ing. della Briscola +27; Il Caricatore +2; Zorapide –3; L’Onnivoro –10; Darietti -16.

La stagione è irrevocabilmente finita, virtualmente in atto, ma praticamente defunta.
L’Ing. della Briscola continua, con facilità disarmante, a irridere gli avversari.
Gli irrisi, invece, continuano a permanere nel loro stato di giocatori di serie B, ma che dire di serie B, diciamo di C2, visto il baratro che si è creato tra i due blocchi: da una parte il Vincente per eccellenza, dall’altra gli sfigati ed incompresi che continuano a divertirsi a prendere pesci in faccia (contenti loro).
La matematica non lascia scampo a nessuno, non ci sono scuse…ma…però…
Up & Down, Bianco & Nero, Più & Meno.
Dicotomia devastante.
E’ una disfatta per chiunque, per quelli che si credono Super Campioni e per quelli che tirano a campare.
Quindi non ci dilungheremo più di tanto a descrivere l’ennesima marcia trionfale dell’Ing. della Briscola.
Occorre una riflessione generale, occorre una Rifondazione, occorre mettere nuovi paletti, nuove regole, occorre un esame di coscienza serio, per ripartire con il passo giusto l’anno prossimo e chiaramente per un mondo migliore (che non guasta mai).
Tristemente la Classifica Generale si configura in questa maniera.
Il di più è superfluo.
Alla prossima.

Quelli della Briscola – 19

Punteggi: Il Taciturno +15; Darietti +10; Ing. della Briscola +2; Zorapide –6; L’Onnivoro -21.

Il Taciturno, nel suo proverbiale silenzio, si impone, con una prestazione magica e perfetta, in una serata che vede il crollo (fisico, psichico e morale) definitivo dell’Onnivoro e un Ing. della Briscola arrendevole ai suoi numerosi errori grossolani da principiante.
Il Taciturno (com’è da sua natura) non si dilunga in discussioni, in polemiche, ma va dritto al punto (nel vero senso della parola), con questo atteggiamento intriso di concentrazione maniacale sulle carte e sul gioco si porta a casa una meritata vittoria, rosea nel punteggio e foriera di un ottimo in Classifica Generale: crediamo che il suo secondo posto sia difficilmente arrivabile da chicchessia. La stagione volge al desio: la Prima posizione è andata, la Seconda pure, per la terza piazza la lotta dovrebbe essere apertissima, ma crediamo che un Onnivoro in queste condizioni pietose non potrà nulla contro lo strapotere del gioco pudico e costante del Darietti.

La serata è caratterizzata dalle chiamate apatiche della Coppia più bella del Mondo: Onnivoro-Zorapide. Il primo, Chiamante sempre sguarnito; il secondo, Socio sempre carente di Carichi e soprattutto di Briscole. Il risultato potete intuirlo da voi stessi: prime due mani parvenza di normalità, poi “Apriti Cielo!”, briscole e carichi che zampillano di qua e di là, le pecore che scappano dal recinto ed il Pastore Onnivoro che non riesce a stargli dietro (completamente abbandonato dal cane Zorapide, che dovrebbe facilitargli il compito), risultato: carte gettate al vento ancor prima di chiudere la mano, un disastro, sempre e comunque un disastro.
L’Onnivoro è in balia delle onde, prova a tirarsi su facendo da solo: nulla, la chiamata a Carichi è disastrosa. Affossato e stanco a metà partita è già a –15, neanche il più lugubre Caricatore sarebbe riuscito a fare peggio. Il fondo, per l’Onnivoro, è raschiato allorquando un arrendevole Ing. della Briscola (sconfortato dalla facilità di “corsa” del Taciturno, che si allontana con impressionante facilità) tira fuori dal cappello magico una chiamata a Carichi facendo Cappotto: la mazzata è incredibile.
Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: ho visto l’Onnivoro piangere nel buio aggrappato tutto tremante al nuovo cappotto dell’Ing. della Briscola, e tutte queste cose non andranno perdute, ma rimarranno per sempre scolpite nella storia della Briscola, come lacrime di pioggia che scolpiscono la Pietra! E’ tempo di morire…”.
Il commento alla serata dell’Onnivoro è del brillante Darietti (è chiaro che ambasciator non porta pena), il quale a conclusione della partita, lontano da orecchie indiscrete, chiosava con disarmante sintetismo: “l’Onnivoro è caduto così in basso che se passasse in questo momento un cagnaccio di strada lo annuserebbe e gli piscerebbe sulla gamba…”. E’ il cagnaccio di Strada che fa male….
Non ha detto “Cane”, semplicemente, ha detto “Cagnaccio (dispregiativo) di strada (infinitamente infimo)…”.
Cosa c’è da aggiungere a questo momento triste se non la consueta rubrica dedicata agli statistici?
Chiamate vincenti: 18 su 30.
Chiamate SPECIAL: 6 (di cui 4 perse).
La Classifica Generale è impietosa e subodorante di urina canina.

Quelli della Briscola – 18

Punteggi: Darietti +18; Il Caricatore +6; Ing. della Briscola –7; L’Onnivoro –8; Zorapide -9.

Nuovo record per le SPECIAL ben 11, nuovo capitombolo per l’Ing. della Briscola (il che non gli fa più né caldo, né freddo), serata a favore di Darietti che sin dalle prime mani preannuncia che la serata sarà inevitabilmente suo monopolio.
Detto, fatto: la cavalcata è inarrestabile, sempre in ascesa, anche se, fatecelo dire, il punteggio poteva essere più rotondo se il Vincitore avesse saputo osare di più (quanto meno chiamare a 70 con Asso, Tre e Re in mano); in ogni modo è andata bene così, punteggio di tutto rispetto e finalmente prima vittoria stagionale (il che non è poco visto lo strapotere dell’Ing. di questi tempi).

E’ sorprendente il secondo posto dell’”UNTO” dal Signore, il Caricatore, che da buon orsetto lavatore non perde occasione di lustrarsi le mani, detergendosele con la lingua e umettando le carte con il suo impasto di bava e olio di patatina fritta: la tattica questa volta funziona, nonostante gli impedisca spesso di giocare il 3 di Briscola, che gli rimane invischiato in mano, ma tutto sommato se il “fine giustifica i mezzi” lui non guarda in faccia a nessuno e continua a giocare con la sua bella scorta di Patata al suo fianco (tenendosi ben stretto il ciotolone Regina).

Dell’Onnivoro si sono perse da tempo le tracce, o meglio, inizia con buon cipiglio, ma dopo le prime cinque mani si ritira a vita privata. Si mormora che abbia aperto un negozio di modellismo, nel quale sta progettando un tavolo da gioco in miniatura, con cinque giocatori in miniatura, che giocano un partita a briscola in miniatura, il tutto attuato da un meccanismo a vapore e da una CPU di ultima generazione, ma sembra che stia abbandonando il progetto in quanto anche lì il personaggio dell’Onnivoro stia facendo pessime figure, sia dal punto di vista ludico, che dal punto di vista logico-meccanico.

La serata è stata divertente, ma poco frizzante, il lunedì fa uno strano effetto, la cosa migliore l’ha fatta l’Ing. (e chi se no?) offrendo un ottimo tiramisù che sfidando ogni legge fisica si è smaterializzato in un nanosecondo.
La Classifica Generale (unta) si è così materializzata questa mattina davanti agli occhi dello scrivente, il quale oramai ha il solo compito di scrivano della Briscola.

Quelli della Briscola – 17

Punteggi: Ing. della Briscola +30; Zorapide +12; L’Onnivoro –9; Darietti –10; Il Caricatore -23.

E’ la serata dei Guinnes dei Primati della briscola. Primati è da leggersi con duplice accezione: nel caso dell’Ing. della Briscola uguale record; nel caso del Caricatore uguale scimmia da laboratorio con attività neurale limitata (e siamo stati buoni, per adesso).
L’altisonante punteggio su riportato (o come lo stesso Ing. lo ha definito “Roboante Punteggio”) è solo frutto di una serata spenta ed arrendevole nella quale i contendenti hanno lasciato carta libera alla tattica precisa dell’Ing. ed all’estro devastante del Caricatore (che per l’occasione si è tramutato in un ciclone tropicale spazza tutto).
Ma parlavamo di Guinnes.

  1. +30: massimo punteggio raggiunto da un giocatore durante una partita di 30 mani a cinque giocatori (the winner is: Ing. della Briscola).
  2. –23: peggiore punteggio raggiunto da un giocatore durante una partita di 30 mani a cinque giocatori (the winner is: il Caricatore).
  3. Subire CAPPOTTO da chiamante, tra l’altro su di una chiamata a Carichi (the winner is: Darietti).
  4. Perdere una partita già vinta (con Asso e Tre in mano) per colpa di un socio a dir poco imbarazzante, indisponente, avventato, poco lucido, decisamente folle, che va a giocare un Carico (sapendo di essere socio) su di una briscola messa a mò di fermino sullo strozzo (the winner is: Zorapide), e per fortuna che non siamo usi allo sproloquio, perché ce ne sarebbero da dire.
  5. Riuscire a chiamare due 2 a 80 consecutivi (the winner is: il Caricatore).
  6. Avere il fegato (marcio quanto il cervello) di chiamarsi un 2 a 80 in mano e perdere di soli 15 punti (the winner is: il Caricatore).
  7. Riuscire a collezionare la massima quantità possibile di insulti nell’arco di una mezz’ora: insulti rivolti dallo sconcertato Zorapide, allo sconcertante Caricatore (the winner is: il Caricatore).
  8. Minor numero di chiamate perse durante una partita di 30 mani a cinque giocatori: solo 5 (the winner is: Premio assegnato a tutti i giocatori).
  9. Massimo numero di Chiamate SPECIAL durante una partita di 30 mani a cinque giocatori: ben 8 (the winner is: Premio assegnato a tutti i giocatori).

E comunque si può considerare la stagione finita, l’Ing. è talmente lontano che lo si può considerare solo un spirito che si palesa con scadenza settimanale durante le partite, le quali hanno assunto sembianza di sedute spiritiche.
L’Onnivoro ha decisamente tirato i remi in barca (acciaccato e stanco, si è presentato con una vistosa panciera stile Dr. Jibò), il Darietti ha perso completamente il senso del gioco, il Caricatore ha completamente perso il senno. Zorapide sembra l’unico che può ancora sperare in qualcosa di buono dalla stagione, il suo ruolino di marcia delle ultima 7 serate è impressionante e vi possiamo comunicare (non nascondendo una certa soddisfazione) che non è più possessore del cucchiaio di legno, oggetto che campeggia in bella vista sul comodino del Caricatore.
Per gli amanti delle sedute spiritiche evochiamo questa lussureggiante Classifica Generale.
E coraggio che la vita è ancora lunga.

Quelli della Briscola – 16

Punteggi: Zorapide +8; L’Onnivoro +4; Il Caricatore 0; Darietti –5; Ing. della Briscola -7.

Vince Zorapide: Alleluia! Alleluia!
L’Ing. della Briscola perde miseramente la partita e la faccia (commettendo grossolani errori che lo hanno portato a rischiare più volte ad essere linciato dalla folla inferocita): Alleluia! Alleluia!
L’Onnivoro finalmente positivo dopo mesi e mesi di inedia, rischia anche di vincere la serata, ma perché strafare e procurarsi un’indigestione? Con calma c’è il tempo per un buon recupero, chi ben incomincia è a metà dell’opera, si dice, e lui ci è sembrato sulla via della guarigione: Alleluia! Alleluia!
Il Caricatore è nullo, gioca la sua partita a nascondino, si nasconde dietro alle carte, scruta, guarda, ma non cava un ragno dal buco, unico momento di ribalta quando tira fuori un astruso ragionamento sul numero 137 (costante di struttura, qualcosa che ha a che fare con elettroni e fotoni e poi si tira in ballo Heisenberg e poi …. sonno profondo, coma profondo) prima di chiamare l’ennesimo “Passo” della serata: Alleluia! Alleluia!
Il Darietti si addormenta sul più bello e si fa surclassare dagli eventi e sul finale la situazione gli scappa decisamente di mano: Alleluia! Alleluia!

Partita scialba, sciatta, incolore, sino a quattro mani dalla fine non accade nulla, il vuoto. Tutti e cinque i contendenti potrebbero portarsi a casa la vittoria: in testa c’è il Caricatore a +1, Zorapide -1 e tutti gli altri a 0. Vedete un pò voi come giudichereste una serata del genere (in realtà Zorapide l’aveva già classificata e paragonata ad un escremento di Mucca).

Tutto accade sul finale: Zorapide chiama 2 a 70 a raffica (per due volte consecutive), l’Onnivoro si fa trovare sempre pronto ed i due si involano spedendo la truppa all’inferno, nel girone dei golosi. Zorapide, generoso, vuole assolutamente far vincere l’Onnivoro, vuole tirargli la volata (il punteggio lo consente Zorapide +6, Onnivoro +6), ma l’ultima mano il Caricatore (mettendo insieme in modo costruttivo i suoi 137 Neuroni e facendoli collidere in modo da ottenere una cuspide sul suo encefalogramma piatto) chiama uno stupendo 2 a 70, ma il compare è Zorapide che si vede portato in trionfo dalla Dea Bendata, la quale lo premia con un’ottima vittoria che gli permette di fare un discreto salto in avanti in Classifica Generale ed in Classifica Chiamate ed in Classifica “SPECIAL”.

La serata ha detto che in 35 mani le vittorie sono state 21.
La serata ha detto che l’Ing. della Briscola è uno sbruffone.
La serata ha detto che la Classifica Generale debba essere Questa.
La serata ha detto che in Classifica Generale la somma degli unici punteggi positivi è 137!
Ussignur de Vimudrun!!!
Chi lo sente la prossima volta il Caricatore?

Quelli della Briscola – 15

Punteggi: Ing. della Briscola +5; L’Onnivoro +3; Zorapide +3; Darietti +1; Il Caricatore -12.

Per definire la serata sì po’ usare la seguente espressione: la Briscola è un gioco Crudele.
Illusoria la brillante prestazione di Zorapide (in testa sin dall’inizio), illusoria perché alla fine trionfa immeritatamente l’Ing. della Briscola, autore di una prestazione a dir poco imbarazzante: chiama e perde, viene chiamato e perde, ma alla fine, non si sa per quale astruso ed arcano motivo, riesce a vincere (la Briscola è un gioco Crudele), qui si suppone che il giochino sia truccato, qui si suppone che qui ci sia di mezzo una “Briscopoli”.
Illusoria è anche l’ottima partenza del Caricatore, che però si perde per la strada e non riesce più a trovare il bandolo della matassa; illusoria è altresì la prestazione dell’Onnivoro, che sembrava quasi sul punto di farcela, ma poi si perde in un bicchier d’acqua, andando a fare compagnia alla particella di sodio dell’acqua Lete. Illusoria, anzi, illusionistica la partita del Darietti, che sparisce la prima mano per poi ricomparire alla fine della serata saltando fuori dal ciotolone delle patatine ripulito a dovere dal Mastro Lindo Caricatore.
Illusoria è anche la partita dell’Ing. il quale sembra dovere prendere una mazzata colossale ed invece dopo tutta una partita a rincorrere affannato e stanco, a non fare nulla (a parte giocare la carta durante il suo turno, svogliato ed indispettito), durante l’ultima mano il Tuttologo della Briscola riesce ad agguantare una vittoria insperata (alla fine era incredulo a guardare il foglio dei punteggi e a leggere che il primo era lui: non è possibile!). Ed è proprio il suo acerrimo nemico l’Onnivoro a donargli (perdendo miseramente l’ultima chiamata) gli ultimi tre punti per portarsi a casa questa vittoria scippata.

Notazione: la sportività di Zorapide è da premiare. A partita conclusa (dopo le canoniche 30 mani) la vittoria era sua, certo non una vittoria strepitosa, di quelle che lasciano il segno negli annali, ma pur sempre un mattoncino giallo per fregiarsi la giacchetta; e dunque a partita chiusa si lancia lì la proposta di altre 5 mani ed il nostro eroe accetta senza pensarci su, senza battere ciglio, con sportività encomiabile. Solo l’Ing. è recalcitrante a proseguire lo scempio (della sua serata), ma per come sono andate le cose ora capiamo il perché di tanta finta modestia: lui già si prefigurava un finale a suo favore, lui già aveva visto, aveva previsto l’epilogo felice (per lui). Lui già intuiva che l’Onnivoro lo avrebbe inevitabilmente e immancabilmente aiutato per l’ennesima volta, d’altronde i due da buoni compagni di canottaggio si intendono a meraviglia.
In vero la serata è poco attraente, diciamo pure che è stata una serata sotto tono, con poca grinta, arrendevole. E’ stata la serata del socio con il Tre, difatti chi chiamava si ritrovava un compare con in dotazione la Briscola pesante da poter spendere su fior, fior di piatti ricchi di carichi.
E’ stata la serata delle partite perse per uno o due punti ed andiamo a rimarcare che: in prima mano il Darietti ha perso un 2 a 70 a 68; il Caricatore (che precisiamo chiamava con due carichi a perdere) si è visto scippare un 2 a 70 a 68; Zorapide addirittura in atto di ammazzare la partita in penultima mano di serata con un 2 a 74, si è visto sorpassare con un misero punto proprio sul filo del traguardo.
Tutto ciò non può essere una coincidenza, tutto ciò porta ad affermare che il Deus Ex Machina della Briscola, colui che tira i fili delle carte, ha voluto far capire che l’Unto è uno solo, solo uno ne rimarrà, e l’unico ed il solo rimarrà sempre l’Ing. della Briscola.

La statistica attesta che le mani giocate sono state 35, delle quali 12 perse; mani SPECIAL 6 (con un CAPPOTTO ed un CARICHI da spettacolo di Zorapide).
La Classifica Generale è tristemente e inspiegabilmente avulsa dalla realtà.

Quelli della Briscola -14

Serata scialba, poco frizzante, pusillanime.
L’Ing. si porta a casa un vittoria facile, facile, grazie ad errori grossolani, a chiamate poco convinte e soprattutto ad una ritrovata vena propizia: nella buia caverna in cui era caduto, ha per caso notato uno scintillio lontano, tenue. Incuriosito si è avvicinato ed ha scoperto, con immenso stupore, un vena aurifera in bella vista, servita su di un piatto “d’oro”; è bastato imbracciare il fedele piccone e via! Pepite grosse come mele che venivano giù come bibliche rane da cielo.
Gli altri brancolavano ancora nel buio della spelonca quando l’Ing. a tarda notte è uscito con il suo carrettino pieno zeppo di aurea materia, tronfio e fiero come non mai.

La serata si è aperta con uno spettacolo a dir poco imbarazzante: l’Onnivoro seduto ad un tavolino, piazzato in mezzo al salotto, alle prese con un puzzle inquietante: un muro completamente bianco, in cui solo gli interstizi tra i mattoni erano visibili; l’Onnivoro tutto concentrato sudava e digrignava i denti rumorosamente per la difficoltà di assemblaggio, borbottando qualche strano vocabolo elfico.
La cornice era cosa fatta, ma altri 1500 pezzi rimanevano fuori dal bianco perimetro, la mano tremante cercava spasmodicamente quale incastro avrebbe accolto il prossimo pezzo, ma l’arto vagava senza meta, senza trovare l’agognato perfetto intreccio di cartone pressato.

I quattro entrati nel salone al vedere tale stato pietoso erano quasi sul punto di tornarsene silenziosamente a casa per evitare il men che minimo stress alla già labile psiche del padrone di casa ed invece, colpo di scena, il coltello che comincia a girare nella piaga: la bramosia di primeggiare insita nell’Ing. della Briscola e soprattutto la sua sconfinata passione per i puzzle portano, in un gesto di sconfinata crudeltà, a prendere un pezzo bianco, uno qualsiasi, dal tavolo e, dopo un fuggevole sguardo al vuoto perimetro, ad inserirlo con disarmante facilità in uno degli innumerevoli spazi vuoti: “Ecco, questo va qua!”.
Così: come il lampo che guizza nella notte!

L’Onnivoro, frastornato, confuso ed in piena crisi esistenziale, sollevato lo sguardo (gravato da due enormi e vistose occhiaie procurate dallo stress e dalle nottate insonni), tutto tremante, fissando con incredibile tensione l’Ing. della Briscola negli occhi, si lascia andare ad un pianto isterico e nervoso, in preda ai singhiozzi e sul finale a qualche conato di vomito.
L’Ing. capito il momento di intenso dolore e sconforto, prende tra le braccia l’Onnivoro e con messianica intonazione pronuncia la fatidica frase che tutti, un giorno, vorrebbero sentirsi dire: “Ti Perdono! Va e non peccare più!”.
L’Onnivoro asciugandosi gli occhi e sradicandosi un rivolo di muco dalla narice, si alza in piedi e fugge via, attraversando di corsa le inferiate anti-intrusione poste alle finestre, gridando a squarciagola: “ALLELUIA! ALLELUIA! Il Messia è tra noi!”.

A questo punto la serata è compromessa: preso dallo sconforto il Darietti ha cominciato a gridare: “Aspetta, Onnivoro, aspetta! Ho bisogno del tuo perdono! Ti assicuro che non avevo per niente notato che tu eri in presa con il 2 di picche, che io ero tuo socio e ti ho mangiato la briscola e abbiamo miseramente perso una partita già vinta!”. E preso anche lui dalla pazzia dilagante si mette a correre giù per le scale.
Il Caricatore, approfittando del trambusto e soprattutto della dipartita del padrone di casa, si è subito precipitato nella dispensa per salvare la serata quanto meno dal punto di vista culinario.
Zorapide continuava a girare per la stanza con in una mano una Donna di Fiori (dopo avere omesso lo strozzo su di un sette del socio Ing. della Briscola facendogli vincere una partita ormai persa) e nell’altra un 2, 4 ed un 5 di quadri che gli avrebbero permesso (a dire del Chiamante Ing. della Briscola, ancora lui) di vincere un 2 a 70 che al contrario è naufragato tragicamente.
L’Ing. della Briscola dal canto suo aleggiava per il salone, camminando sulle acque, ammansendo le folle e ripetendo all’infinito: “Venite a me voi che siete addolorati e stanchi!”.

Il frutto statistico di questa visionaria serata è che in 30 mani solo 5 SPECIAL e che la Classifica Generale dice sempre e soltanto che il Messia è davvero giunto tra noi.

Quelli della Briscola -13

In una fredda serata d’inverno l’Ing. della Briscola torna alla “vita” grazie ad una prestazione caparbia e cinica e nonostante qualche palpitazione riesce finalmente a segnare un quadratino giallo nel suo ruolino che nelle ultime uscite era smunto e triste.
C’è da dire che poco importa ormai al Water della Briscola il risultato ai fini della Classifica Generale (risultato assodato all’80%), il suo scopo a questo punto è quello di primeggiare nella novizia Classifica delle SPECIAL: è diventato un punto fisso ed un punto d’onore.
La partita non è, però, un assolo come al solito, l’Ing. della Briscola agguanta la vittoria solo all’ultima mano, nelle restanti 25 è monopolizzata dalla coppia Rb-Zorapide: il primo redivivo dopo un’assenza che perdurava ormai da secoli, si vocifera che in questo lasso di tempo lontano dalla Cellulosa plastificata abbia frequentato con successo un corso di Campane Tibetane in compagnia di Samuele Bersani in quel del circolo “Freak” a Ronchetto delle Rane; il secondo, giunto in prossimità della linea orizzontale bianco nera, si è annebbiato ed è svenuto, sbrodolando bava giallastra sul nuovo tappeto di peli di cammello acquistato con tanto gusto dall’Onnivoro presto una svendita di manufatti orientali; puntualizziamo che il mancamento è sicuramente da attribuirsi all’intruglio rossastro (a base di alcool etilico e lamponi) rifilatogli dall’Onnivoro nel tentativo di boicottarlo; sappiamo che Zorapide quando si tratta di ingurgitare solidi o liquidi non è secondo a nessuno ed anche in questo caso ha fatto valere la sua voracità, prosciugando la bottiglia in men che non si dica e trasformando il suo alito in un lanciafiamme che irraggiava calore per tutto l’appartamento (potrebbe essere un’ottima soluzione per il futuro inverno).
Partita divisa a metà: prime 15 mani a favore di Rb, le restanti 10 (prima del risveglio provvidenziale dell’Ing.) dominate da Zorapide in serata di grazia (che infila il suo terzo risultato positivo ed utile consecutivo).

Veniamo agli altri due loschi (ed inutili ai fini del gioco) figuri seduti attorno al tavolo: lo spompato Darietti ed il tartassato e idrofobo Onnivoro.
Darietti è da definirsi un uomo sul baratro, l’uomo in crisi del XX secolo, senza certezze nel passato e con un futuro nebuloso; abbandonato definitivamente dalla Fortuna, si ritrova a dover fare i conti con una tecnica ed una tattica deficienti. Si appiglia, per giustificare lo scatafascio delle sue partite, alla poco onorabile condizione dell’Uomo a “Secco” cioè colui che trova, o è trovato, in una situazione di indigenza da Carichi; per dare l’idea, il famoso 2 di Picche solo, soletto paragonabile alla foglia di Fico (nella rappresentazione dell’immaginario popolare) con cui Adamo ed Eva si coprivano le parti intime: ieri sera la foglia di fico era alquanto risicata ed avvizzita e lo spettacolo è stato riprovevole (dopo dieci mani l’Onnivoro ha provveduto a fornire all’ignudo giocatore un paravento per limitare l’impatto psicologico che poteva avere la sconcertante vista sugli imberbi figli del padrone di casa).
Il Padrone di Casa, dal canto suo, provvedeva anche lui a dare man forte al Darietti in quanto a spettacoli indecorosi: oltre a chiamare poco, ha chiamato pure male, tutte le statistiche e gli exit-poll gli sono contro; gli avversari gli sono contro; le carte gli sono contro; la sfiga e la fortuna gli sono contro; questa critica gli è contro; sembra che l’unica soluzione alla sua esistenza ludica sia quella di un onorevole ritirata a vita privata, magari a coltivare margherite e tulipani, allevare qualche coniglio e qualche oca, nella spensieratezza della vita rurale.
Vince l’Ing. e ritorna il sorriso.
Vince l’Ing. e l’Onnivoro ritorna in cantina a lavorare al suo nuovo mosaico raffigurante campi in fiore (fiori neri, di varie grandezze e valore: 2, 4, Re, Donna, Asso e via dicendo).
Zorapide si conferma in un buon momento.
Darietti si è iscritto ad un circolo di Alcoolisti Anonimi.

La Classifica Generale è si fatta.

Alla prossima sbornia di carte.

Quelli della Briscola – 12

Punteggi: Il Caricatore +8; Zorapide +1; L’Onnivoro +1; Ing. della Briscola -1; Darietti -9.

In una serata frizzante e briosa il Caricatore si porta a casa la seconda vittoria di stagione sfoderando una prestazione a dir poco perfetta (ed oltremodo fuori statistica). Prendendo tutti in contropiede assume, sin da subito, il comando della classifica con un gioco oscuro e macchinoso che però da i suoi buoni frutti, tanto che a metà partita il punteggio è di quelli che si ricorderà nei secoli dei secoli: +22!
Nessuno avrebbe puntato un solo centesimo su questo giocatore che sino ad adesso aveva dato poche soddisfazioni al circolo della Briscola e che in realtà si era dedicato solo alla parte culinaria della serata, spazzando con voracità ogni alimento reperibile sul tavolo verde. Ed invece, pur confermando la sua fama di spazzino dei tavoli (mettendo in mostra un fegato avvezzo al martirio), si è scrollato di dosso l’unto da patatina e l’alcool che gli anchilosava gli arti (ed il cervello) ed ha sfoggiato giocate di prim’ordine e, principalmente, una fortuna invidiabile (cosa non poco importante nel gioco della Briscola) che lo portava ad essere sempre protagonista delle giocate e immancabilmente gli permetteva di accrescere esponenzialmente il suo punteggio sino a vette inaspettate ed imprevedibili trattandosi di un giocatore che aveva fatto della mediocrità il suo Credo.
Gli altri partecipanti alla serata son a dir poco annichiliti da tanta forza, sciorinata con tanta sicurezza, quasi si stentava a credere che fosse realmente il Caricatore, lì, seduto con le carte in mano che giocava da giocatore, vero, di Briscola Chiamata; il dubbio che serpeggiava tra le carte era quello che quella figura sinistra, che irrideva gli avversari con giocate tanto semplici, quanto geniali, non fosse altro che una controfigura, qualcuno mascherato da Caricatore, con una di quelle perfette maschere alla Mission Impossible (ed il dubbio permarrà sino alla prossima partita).

Altre due certezze ha consolidato la serata monopolizzata dal Caricatore: la prima è quella che l’Ing. della Briscola è stato definitivamente abbandonato dalla Fortuna e quindi non riesce più ad imporsi con la solita facilità, a nulla valgono le sue alchimie, i suoi trucchi da prestigiatore, l’era del “Cinghiale Bianco” sembra definitivamente tramontata (di sicuro c’è che il Punteggio accumulato sin d’ora gli permette di dormire sonni sicuri, ahinoi!).
La seconda è quella che l’Onnivoro ha definitivamente rinunciato ad inseguire il primato, troppo lontano il primo posto, anche in serate di “buona” riesce a sperperare fortune mai viste: a metà partita era riuscito a recuperare ben 19 punti sull’Ing. della Briscola, certo la strada da fare era ancora molta, ma era un buon inizio, un buono stimolo per ridare ossigeno alla stagione ed invece l’eterno secondo è riuscito a soccombere agli eventi e ha gettato all’aria un buon piazzamento (unico “premio” di serata rimasto vista la buona lena del Caricatore).
Gli altri due personaggi di contorno sono stati nell’ordine: uno Zorapide sufficiente e martoriato dalle chiamate al limite dell’ingordigia dell’Ing. della Briscola, il quale osava, osava, sulle spalle degli altri (di Zorapide in primo luogo) per riuscire a stabilire uno degli innumerevoli ed improbabili record che si era prefisso allor quando sembrava che la stagione avesse perso ogni interesse, ogni stimolo. Tutto sommato il fanalino di coda della Classifica generale, mette a segno un’altra positva prestazone che gli permette quanto meno di salvare un po’ la faccia.
Stralunato, invece, c’è il Darietti: oltre a cannare ogni giocata, anche la fortuna sembra non arridergli e quindi sfiora con un dito il tracollo, raggiungendo baratri inimmaginabili: si è addirittura visto un –15 in repentina discesa; solo sul finale, grazie a un colpo di coda, è riuscito a raddrizzare la partita, che comunque è rimasta disastrosa.
Puntualmente veniamo alle dicerie di paese, al passaparola, alla cronaca da strada: avevamo lasciato l’Ing. e l’Onnivoro a dimenarsi (con pochi risultati) su di una canoa tra le rapide del Lambro.
Ieri sera, si mormora negli ambienti metropolitani, l’Onnivoro è stato avvistato presso il Circo Togni, dove l’ammaestratore di belve feroci (il Caricatore, non si sa se quello vero o quello fantomatico) lo sferzava con la sua lunga frusta, imponendogli di svolgere esercizi inumani: come quello di non giocare un Asso di briscola di strozzo su tre Carichi ed un Tre. Si mormora che le urla erano strazianti, la scena raccapricciante, il volto dell’Onnivoro era una maschera di dolore ed odio, le catene a fatica sono riuscite a soggiogare la furia assassina impadronitasi dello sciagurato.
Dal canto suo l’Ing. della Briscola è stato avvistato, imberbe, sorridente e vestito solo di un pareo, a raccogliere Margherite in cima al Monte Rosa (e direte voi: “Ma non ci sono margherite sulla Cima del Monte Rosa!?”) appunto, questo sta a dimostrare quale grado di follia ha raggiunto la psiche malata e perdente dell’Ing della Briscola.

Statisticamente: 11 SPECIAL, 35 Mani di cui 23 Vinte.
La Classifica dopo l’ultima metamaorfosi, si presente in questa maniera.
Alla prossima bestiale partita.

Quelli della Briscola – 11

Punteggi: Il Zorapide +8; Il Caricatore +2; Darietti +2; Ing. della Briscola -5; L’Onnivoro -7.

Anno Nuovo, vita nuova.
L’incubo per l’Ing. continua ancora: anche Zorapide riesce a sbeffeggiare il campione dei due mondi. La linea gialla è, a questo punto, un mosaico di pezzi disseminati qua e là. Le pecore si sono definitivamente sparse per la campagna, in fuga, libere; il Pastore Ing. faticherà (e non poco) a far ritornare tutte le bestie all’ovile, a richiudere il recinto, a far tornare tutto alla normalità.
In una serata appesantita dalle gozzoviglie e dalle strenne natalizie un rinato Zorapide, attuando una cinica e spietata tattica di aggiramento (tra l’altro usando le armi apprese dal Mentore Ing.: vedi conta delle carte uscite e dei punti), si porta a casa una vittoria limpida e lampante, facendosi beffa del gioco poco puntuale dell’Ing.: ormai sulle gambe e con il fiato corto, nonostante le altisonanti parole pre-gara pronunciate con enfasi da navigato attore drammatico: “Questa sera ho defecato e dunque vincerò!”, l’espletazione nella seconda fase è stata da emorroidi e comunque una domanda nasce spontanea: senza briscola si tiene tutto dentro?
Altra nota positiva è la conferma di un pimpante Caricatore, che oltre a far sparire un intero panettone (ingurgitando finanche la carta), dissipa ogni dubbio sulla sua nuova e positiva vena di giocatore di Briscola.
A mezza strada tra il podio ed il baratro sta il Darietti, in serata interlocutoria: due giuste, una sbagliata; quando sembra sul punto di spiccare il volo, cade malamente fratturandosi gli arti.
Discorso particolare và fatto per l’Onnivoro.
Questa poteva essere la sua serata di punta: con un Ingegnere pessimo e rinunciatario, poteva essere la serata in cui sarebbe stato saggio far provviste per l’inverno, riempire il granaio, rimpinguare la dispensa.
Ed invece: oltre a sprecare l’occasione di finire sopra all’Ing. (nella classifica di serata), si è permesso (con perizia invidiabile) di sperperare un vantaggio di ben 9 punti! Sprofondando ancora di più in Classifica generale.
E’ davvero un risultato pessimo, che di certo non farà altro che aumentare le gravi patologie psichiche e morbose di cui è affetto da due anni a questa parte: ieri sera l’abbiamo visto allontanarsi nientemeno che in compagnia dell’Ing., verso il solito giro dei disperati in quel del parco Lambro, in cerca di pepite d’oro incastonate nei denti affilatissimi delle Nutrie che popolano le rive del ridente fiume milanese.
Fonte certa ci ha riferito che questa mattina i due sono stati avvistati con un “Due Senza” a fare su e giù per le ripide cascate site presso la “Capanna dello Zio Tom”, in stato pietoso: l’Ing. era cosparso di bitume con indosso solo un costume giallo fosforescente (uno spettacolo raccapricciante, mandate a letto i bambini), l’Onnivoro, viceversa, era vestito e trapuntato con ben tre cappotti di pelo di cammello e mangiava locuste e predicava la venuta del regno dell’Onnivoro (se medesimo) con in mano un vincastro.
Le notizie di paese non dicono nient’altro, forse tacciono per donare un po’ di pace a questi due disperati del gioco della Briscola.

Statisticamente parlando, non è stata una grande serata. Solo due le SPECIAL (entrambe a segno): la prima del rinato Zorapide, la seconda un sussulto (una bolla d’aria nella melma) dell’Ing. della Briscola.
La Classifica Generale nel nuovo anno si presenta in questa maniera.
Teniamo a precisare che l’upgrade con le passate partite (per quanto concerne le classifiche Special) non è stato ancora effettuato, ma si può facilmente evincere che qualcosa sta cambiando, c’è fermento nell’aria, il circolo è in Moto.

Quelli della Briscola – 10

Punteggi: Il Caricatore +8; Darietti +3; L’Onnivoro +2; Ing. della Briscola -4; Zorapide -9.

Poteva essere la solita serata annoiata, con i soliti punteggi, con il solito spocchioso Ing. della Briscola vincente e strafottente, con il solito Onnivoro disgustato dal suo gioco stantio e poco proficuo, con il solito Darietti rinunciatario e recalcitrante a tirare fuori gli attributi, con il solito Caricatore unto e distratto, con il solito Zorapide ampiamente sotto zero.

Ed invece: l’Ing. della Briscola ha preso mazzate da tutti, bastonato e torchiato, spolpato, scoppiato, completamente in balia degli eventi, tramortito con calci e pugni; l’Onnivoro spumeggiante protagonista di un ottimo recupero; il Darietti protagonista con chiamate in pieno stile Gastone, con punteggi da capogiro già dopo le prime 5 mani; un Caricatore discreto e pulito che in men che non si dica appiana il debito e concretizza un rilancio delle sue azioni che lo porta alla vittoria finale, neanche fosse un abile analizzatore finanziario a Wall Street; uno Zorapide…..
No purtroppo qua si interrompe la serie positiva, Zorapide come al solito è abbracciato alla sua botte di Ammontillado ed in balia delle onde attende l’arrivo della balena che lo ingoierà.

Serata frizzante, spumeggiante, fuori da ogni schema e canone, le chiamate SPECIAL dicono tutto: 13! Mai si era vista tanta abbondanza, mai le carte erano state così generose, dispensatrici di fortune, rigogliose. La tavola è imbandita con ogni ben di Dio, prelibatezze mai viste, piatti traboccanti di Carichi, 2 a 70, all’80, quasi si stenta a crederci.

Il guanto di sfida lanciato dall’Ing., che in un momento di pura pazzia, aveva dichiarato di voler raggiungere nuovi record che mai essere umano (dotato di carte da gioco) avrebbe raggiunto, è stato raccolto alla grande ed alla grande gli è stato rigettato in faccia, al borioso, al blasonato, che con la coda tra le gambe è stato avvistato nuovamente (dopo mesi e mesi che non accadeva) in riva al fiume Lambro a cercare patelle intarsiate nei denti delle Nutrie addormentate.
Chi di spada ferisce, di spada perisce.
E gli spadaccini ieri sera erano quattro, come i Moschettieri, contro lo strapotere del Cardinale Richelieu, malamente impersonato dallo spento e spompato Ing., ectoplasma sulla via del declino.
I Moschettieri ci hanno dato dentro sin da subito: 8 SPECIAL nelle prime 15 mani, mai vista tanta veemenza nell’attaccare la partita, tanta violenza nella accanirsi sul corpo esangue dell’Ing.
Le nuove classifiche volute dal Comitato Generale della Briscola (per rendere il gioco più avvincente e ridurre il noioso strapotere dell’Ing.) sono subito impazzite, i calcolatori in tilt, quotazioni alle stelle, ronzini da soma trionfatori al Gran Prix d’Amerique.: evvai!!
Non c’è che dire si è aperta una nuova era, è iniziata una nuova corsa all’oro, nuova linfa vitale scorre nelle vene dei giocatori.

La Classifica Generale è ancora impietosamente noiosa, ma le nuove Classifiche introdotte promettono soddisfazioni. Facciamo notare che queste ultime vanno ancora aggiornate con i precedenti risultati, non vi preoccupate non tarderemo ad aggiornare il tutto per una più completa informazione e per verificare se realmente il declino dell’Ing. è iniziato.

Quelli della Briscola – 9

Punteggi: Ing. della Briscola +11; Darietti +1; L’Onnivoro 0; Zorapide –5; Il Caricatore -7.

L’Ing. torna dalla Bronchite (ha vinto anche contro la malattia 30 mani tirate) e vede bene di dare un bel gran dispiacere all’Onnivoro che già si prefigurava di guadagnare un nuovo vittorioso tassello per allungare la celeberrima LINEA Gialla diventata la sua ossessione, il suo pensiero fisso, l’incubo delle notti insonni.
Negli ambienti metropolitani si mormora che in gran segreto l’Onnivoro scenda tutte le notti in cantina per portare a termine un affresco raffigurante una grossa linea gialla tridimensionale composta da frattali nei quali è celata la ridondante frase: “Io odio l’Ing. della Briscola!”. La linea è celata dietro una finta parete costruita per l’occasione in barba all’amministratore (pure lui Ingegnere, pure lui giocatore di Briscola: perseverare è diabolico).
E’ chiaro che la famiglia dell’Onnivoro è ignara di questo suo singolare e, quanto mai, maniacale hobby e noi, per quanto ci riguarda, cercheremo di celare per quanto possiamo, questo vezzo artistico che gli aprirebbe in un lampo le porte del manicomio, nella sezione super sorvegliata degli: UMANVI (Usciti di Mente A causa dell’eNesima Vittoria dell’Ing.).
E’ che l’Onnivoro non vive più una giornata normale: dovunque vada vede tasselli gialli, il suo colore preferito è diventato il giallo, per andare a lavorare fa di tutto per fare almeno una fermata di metropolitana sulla Linea 3 (gialla), non mangia più nulla che non sia risotto allo zafferano, beve aranciata e prima di coricarsi si spalma una strana mistura sul viso che lo rende fosforescente e giallo di notte (la moglie si è comprata un paio di occhialini scuri di quelli che si usano nei centri estetici durante le lampade per proteggersi dai raggi UVA).
Per il bene della Briscola: salviamo l’Onnivoro dalla Pazzia!

Di contorno a questo psicodramma: un Ing. della Briscola più fortunato che mai, non chiama e vince, ottiene il massimo dagli errori altrui, si tiene sulle sue e piano, piano guadagna punti preziosi per la vittoria finale; unico sprazzo di luce, in questa foschia famelica che lo attanaglia, l’unica SPECIAL della serata (un 2 a 70 chiamato con solo Asso, Tre ed un Sette).
Il Caricatore è sempre più perso nei meandri della sua mente “digitale” e tenta qualche numero da prestigiatore cercando di giocare le carte a punta di dito (e non è complicato con le mani unte e bisunte di olio da patatina, ciucciate e sleccate per bene).
Il Darietti se ne sta sulle sue, come se fosse l’Imperatore di Francia, con tanto di mano infilata nel panciotto e calvizie incipiente, ma per fortuna la sua Waterloo è lontana, una buona mediazione diplomatica fa si che la partita si assesti su di un positivo, ma scarno e rachitico, +1.
Zorapide, invece, c’è ed è bello vivo. Vuole far bene e dunque esce di casa prima, per farsela a piedi, per portarsi avanti, e vista la temperatura polare, decide di bardarsi con ben 2 CAPPOTTI pronti, pronti: è un socio perfetto!
Gira l’angolo e BUM, incontra la banda Bassotti composta dal Darietti, il Caricatore e l’Ing. che con in mano la pistola dell’A Monte gli intimano di lasciare giù il Cappotto più bello, quello confezionato dall’Onnivoro (un 2 a 70). Zorapide davanti a tanta insistenza e tracotanza si vede costretto a cedere l’abito così ben adornato (2, Donna e Tre): tutto da rifare, punti virtualmente preziosi, concretamente scippati.
Però, dicevamo, i cappotti erano due e quindi c’è ancora speranza. Zorapide si appresta a girare un altro angolo e BUM, un’altra volta, un’altra banda Bassotti: Ing., Onnivoro (passato dalla parte più rischiosa e più proficua del malaffare) e Darietti. Altra pistola di marca “A Monte” puntata alla testa, altro 2 a 70 sfumato (con il chiamante Caricatore che scivola sull’olio di colza che straripa dalle sue dita), altro cappotto scippato.
Zorapide è al freddo. Intriso d’acqua. Nudo in mezzo ad una strada. Senza speranza cammina senza meta, disadorno di idee, questa volta il malfattore gli viene incontro per la retta via (un’altra volta, la terza consecutiva!), lo guarda in faccia il suo aguzzino: Ing. della Briscola, ancora lui, il regista del malaffare.
Questa volta la pistola è marchiata “2 Secco”!.
Questa volta si fa sul serio, si perde realmente, la pistola lo fa secco.
Zorapide gettato in una fossa comune e ricoperto di calce viva.

Classifica Generale giallina di nuovo nelle parti alte.
L’Onnivoro è interrotto.
La Statistica dice che le mani vittoriose (su 30) sono state 19.
La Statistica afferma che una SPECIAL ed una sola è stata giocata.
La Statistica non mente quando asserisce che è stata proprio una serata scialba ed incolore (a parte il giallo che viene e quello che se ne và).

Quelli della Briscola – 8

Punteggi: L’Onnivoro +12; Darietti +5; Il Pianista +3; Zorapide –7; Il Caricatore –13.

L’Onnivoro di nuovo vittorioso, per la seconda volta (udite! udite!) consecutiva, si porta a casa la vittoria di serata, mettendo a segno un colpo davvero di gran classe; maturato piano, piano, come ai vecchi tempi: gioca in sordina per la prima metà della gara e poi con il colpo di reni che solo lui è in grado di sferrare, spinge sull’acceleratore e taglia il traguardo per primo, lasciandosi alle spalle un basito Darietti che sembrava quasi in grado di farcela, gli mancava poco così, ma come spesso è accaduto in passato si lascia prendere dall’ansia da prestazione e fa cilecca (come il suo solito) sul più bello, c’è da dire però che il gioco poco rischiato (e arrendevole) del Darietti alla lunga non paga mai.
Torna tra i tavoli verdi il Pianista che gioca cinicamente bene, ma gli manca la malizia per riuscire a fare qualcosa di più, per strappare almeno qualche punto positivo che non guasta mai, tutto sommato la sua è una buona prestazione che ripara (moralmente) le cantonate prese nella scorsa partita. Bene, bene, molto bene.
Il Caricatore si dimostra per l’ennesima volta un affabulatore, un Cantastorie, un Narratore di prim’ordine, ma di giocare a carte proprio non ne voleva sapere l’altra sera: parla, predice, esplica teorie, giustifica le chiamate, ingurgita patatine, beve grappa a catinelle, si lancia sul Martini quasi fosse in mezzo al deserto assetato e sotto il sole, in preda alla sete e vedesse il miraggio di un otre d’acqua fresca.
Fa previsioni, dispensa consigli, imbandisce seminari sul calcolo statistico delle chiamate vincenti, ma ciò che è peggio si lancia nel mondo del cabaret, facendo una figura, a dir poco, da cioccolataio (e magari fosse la Binoche!).
Non ultimo c’è Zorapide, trasandato e tartassato come al solito, chiama bene e trova male: che c’è di nuovo sotto il sole? Eppoi perdere un 2 a 74 per un punto, ammazzerebbe anche un elefante.

La Classifica Generale è un pò più rosea per alcuni, per altri potrebbe andare meglio, per altri ancora è come guardare in una cella frigorifera ed intravedere (tra la nebbiolina di condensa) un bel quarto di bue congelato.
La Statistica dice che in 35 mani solo 4 SPECIAL.
La Statistica è stata molto avara di emozioni.

La Fredda Cronaca
Serata tesa, tesissima.
L’Ing. della Briscola è assente (non si è riavuto dopo l’ultima sconfitta ed è casa con la bronchite allergica del perdente), ma il suo spirito aleggia minaccioso sui presenti (a mo dì Camper).
Si parte alla grande, ovvero è il Caricatore che comincia alla grande, dando inizio al suo monologo che sarà il “liet motiv” della serata: due chiamate che spezzano il fiato CARICHI e un 2 a 70 consecutivi. In men che non si dica il Caricatore si ritrova da solo come un cane, nel gorgo: dopo 5 mani è già a -14!
Forse neanche Zorapide dei tempi migliori è riuscito in tale impresa: un plauso al Caricatore per avere stabilito questo nuovo record che rimarrà per sempre impresso nei nostri cuori!
L’Onnivoro coglie il momento per rendersi protagonista anche lui e brandendo a due mani le carte, ripulisce il tavolo, ancora gocciolante delle lacrime e, soprattutto, del sangue del Caricatore e chiama un 2 a 72: con un urlo che poco ha di umano l’Onnivoro si porta a casa la vittoria aiutato splendidamente dal suo socio Darietti.
La partita è in equilibrio: da una parte 4 giocatori in positivo (nell’intorno di +5) che si gongolano dall’alto del loro punteggio roseo, primaverile, frizzante; dall’altra un tapino che con sforzo sovrumano tiene su tutti (dal basso del suo cinereo punteggio passivo), manco fosse Maciste alle prese con il tempio dei Filistei, unica differenza è che il Caricatore non sembra proprio in grado di ammazzarli questi filistei, che se la godono spaparanzati al sole.
Nell’euforia generale parte Zorapide: chiama il fatidico 2 a 74, la nota dolente la suona il Pianista suo socio, il quale ce la mette tutta, ma il punticino che serve per la vittoria non riesce a raggranellarlo, la sconfitta ha il sapore di marcia funebre per la partita di Zorapide.
Darietti s’invola grazie a questa bagarre. Gli sta dietro solo il Pianista il quale dispensa buone giocate e capitalizza bene le poche occasioni che le carte gli regalano.

A metà partita, dopo un’altra sconfitta per un punto di Zorapide, si incomincia a dibattere: si manda a monte una mano per un vizio di forma, ossia la smazzata di carte toccava al Darietti ed invece il Caricatore (oramai in bambola completa) si improvvisa distributore ufficiale di carte e con cipiglio da professionista del tavolo verde (con tanto di mezzo cappello nero) divide le 40 carte tra i 5 contendenti, tutto bene sennonché al momento della chiamata l’inghippo viene a galla e con 4 voti contro uno (il Darietti con carte luminescenti) si manda a monte.
Il Darietti fa ammenda alle passate edizioni, ma il suffragio universale nella Briscola comanda sempre.
“Voi mi Boicottate!” e si parte con gli insulti.

Altro dibattito poco più tardi: protagonista Zorapide, che, a 2 mani dalla fine, è sicuro di avere in pugno la vittoria e getta le carte (Asso e 6), ma la Donna era ancora in gioco e non ce l’aveva il suo socio: mano a monte, ma ciò che è peggio viene data la sconfitta a Zorapide ed al suo socio (il boicottato Darietti) in barba ai precedenti casi, nei quali mai si era ricorsi a cotanta violenza e crudeltà.
Qui occorre legiferare: i precedenti dicono che mai si era data la sconfitta a colui che manda inavvertitamente a monte una mano: mai!
Da qui la partita s’incattivisce, tutto diventa pretesto per il litigio, la discussione accesa, oltretutto avviene che ancora l’A monte ritornasse protagonista: questa volta però si decide di dare la vittoria a colui che ha mandato a monte in forza di una certezza matematica di vittoria.
Noi diciamo: due pesi, due misure.
O per tutti o per nessuno.
Qui si fanno dei favoritismi inutili, il Palazzo si è palesemente schierato, i poteri forti hanno vinto.
E’ chiaro che questo precedente influenzerà, e non poco, le future partite.

Di fatto le discussioni intercorse non hanno prodotto altro che un calo di concentrazione ed di punteggio di taluni (vedi Darietti), ma hanno sicuramente favorito talaltri (vedi Onnivoro) più scaltri e opportunisti, più sciacalli ed avvoltoi, che si fiondano sulle prede in difficoltà.
Fatto sta che nelle ultime 5 mani si concretizza la rincorsa dell’Onnivoro, il quale supera il Darietti (agonizzante) e va a vincere in scioltezza la serata.

Ad PERSONAM
L’Onnivoro: lascia sfogare gli altri e rispolvera la sua tecnica da motore Diesel. Chiama al momento giusto e si fa trovare sempre pronto da socio.
Orologio.

Darietti: parte male (prima mano, prima chiamata, prima sconfitta) poi gli eventi, come al solito, gli arridono e senza troppi sforzi si ritrova primo in solitaria. Quando c’è da tirare fuori la grinta arretra come un gambero. Dice di essere stato boicottato, ma in passato si mandava a monte per molto meno. Ricordiamo che in una sua mano da mandare a monte ha comunque ottenuto la vittoria.
Triturato.

Il Pianista: gioca di classe. Gioca in scioltezza. Ci piace questo giocatore. Destabilizza un pò gli equilibri inventandosi regole nuove (tipo la sconfitta sull’a monte).
Rivelazione.

Zorapide: ci prova come al solito con impegno, ma raccoglie solo lacrime e tristezza. Boicottato (in senso vero) si difende ed è poco negativo.
Lancillotto.

Il Caricatore: parla, parla, parla, parla. Non la smette più. Ad inizio partita si lancia in un’impresa impossibile e si trova sin da subito a guardare gli altri dal basso verso l’alto. Non recupera più, s’impegna di più nel discorso e nella teoria che nei fatti.
Radio Gaga.

Quelli della Briscola – 7

Punteggi: L’Onnivoro +13; Il Caricatore +12; Ing. della Briscola –6; Darietti –9; Zorapide –10.

Lì, lì, guarda bene è proprio lì!
Lì dove, io non vedo nulla.
Ma sì, lì sulla manica, la vedi?
Ah, sì ora la vedo…
E’ proprio brutta, fa proprio impressione…

Una macchia, sul bel vestitino giallo dell’Ing. della Briscola. Non sembra quasi vero, in mezzo a quel luccichio abbagliante, una macchia nera come la pece: un buco nero!

La prima sconfitta stagionale è giunta, finalmente: giubilate cori angelici, cantate valchirie del cielo, fiato alle trombe, rallegratevi e fate festa!
Esultate! Gridate! Perché il Re è caduto!
Si è schiantato!
E’ stato decapitato!
Nuova linfa agli avvizziti rovi, apritevi cataratte del cielo sull’arida terra.
Dunque anche il senza macchia, l’intonso, l’ineffabile, l’indicibile, è precipitato nel baratro della sconfitta: dall’alto del suo strapotere ha dovuto cedere all’arrembante partita di un Caricatore sopra le righe e di un Onnivoro in grande spolvero: sveglio, lesto e arguto come non mai.

Anche il super-blasonato è stato colpito dalla sfiga che non perdona: ben 19 mani da perfetto sconosciuto, poi un colpo di coda finale che non ha portato a nulla, oramai l’Onnivoro ed il Caricatore erano belli che imbarcati sul traghetto dell’amore, della vittoria: salutavano dal ponte principale con fazzoletti bianchi sventolanti e coriandoli multicolore a sacchi.
Di contorno uno stralunato Darietti, che quasi stentava a ricordarsi la sua identità, perso nei meandri della sua contorta mente, e Zorapide più sfigato che nonostante i generosi sforzi continua a spalare letame in fondo alla classifica.

La Classifica Macchiata: godetevela perché è uno spasso!

In ogni modo ci sentiamo di fare le seguenti inconfutabili asserzioni:
a) Il Caricatore è un cialtrone: il suo secondo posto è intensamente bugiardo.
b) L’Onnivoro ha giocato finalmente una partita degna del suo nome e ha trovato (e diciamolo) soci ben piazzati che gli hanno fatto fare il salto di qualità (che nella Briscola il culo conta molto).
c) Se il pezzente di Darietti, sulla chiamata di Zorapide (con Asso, Tre, Re, Donna, 6 e 5 in mano) al 2 a 80, non si fosse fatto trovare completamente sguarnito, saremo qui a parlare di un’altra partita (miserabile).
d) L’Ing. della Briscola è affondato e qui si è molto contenti dell’accaduto.

Quelli della Briscola – 6

Punteggi: Ing. della Briscola +21; L’Onnivoro +4; Zorapide -4; Il Taciturno -5; Il Pianista -16.

”Io non mi diverto più.
Io non vengo più!”.
(In Mortis Rb, Rb).

Lo spettacolo continua a latere.
Lo Spettacolo deve continuare, comunque e dovunque.
Ora anche i parenti si porta per raggranellare più punti possibili (Il Pianista è parente stretto dell’Ing. della Briscola).
Vampiro!!