Metti una sera con Dante

Tolto il panegirico iniziale sul tutto e sul niente, che di questi tempi è come sparare sulla Croce Rossa, finalmente un po’ di cultura in televisione.
Finalmente qualcuno che non ha paura delle proprie radici (cristiane).
Finalmente qualcuno di culturalmente corretto.
Finalmente qualcuno di brillante, verace, intellettualmente onesto, appassionato alla propria storia, appassionato alla propria identità.
Appassionato del Bello.

Quello di ieri sera è stato davvero servizio pubblico.
Ottimo.
Da pelle d’oca.

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Quelli della Briscola – 10

Punteggi: Il Caricatore +8; Darietti +3; L’Onnivoro +2; Ing. della Briscola -4; Zorapide -9.

Poteva essere la solita serata annoiata, con i soliti punteggi, con il solito spocchioso Ing. della Briscola vincente e strafottente, con il solito Onnivoro disgustato dal suo gioco stantio e poco proficuo, con il solito Darietti rinunciatario e recalcitrante a tirare fuori gli attributi, con il solito Caricatore unto e distratto, con il solito Zorapide ampiamente sotto zero.

Ed invece: l’Ing. della Briscola ha preso mazzate da tutti, bastonato e torchiato, spolpato, scoppiato, completamente in balia degli eventi, tramortito con calci e pugni; l’Onnivoro spumeggiante protagonista di un ottimo recupero; il Darietti protagonista con chiamate in pieno stile Gastone, con punteggi da capogiro già dopo le prime 5 mani; un Caricatore discreto e pulito che in men che non si dica appiana il debito e concretizza un rilancio delle sue azioni che lo porta alla vittoria finale, neanche fosse un abile analizzatore finanziario a Wall Street; uno Zorapide…..
No purtroppo qua si interrompe la serie positiva, Zorapide come al solito è abbracciato alla sua botte di Ammontillado ed in balia delle onde attende l’arrivo della balena che lo ingoierà.

Serata frizzante, spumeggiante, fuori da ogni schema e canone, le chiamate SPECIAL dicono tutto: 13! Mai si era vista tanta abbondanza, mai le carte erano state così generose, dispensatrici di fortune, rigogliose. La tavola è imbandita con ogni ben di Dio, prelibatezze mai viste, piatti traboccanti di Carichi, 2 a 70, all’80, quasi si stenta a crederci.

Il guanto di sfida lanciato dall’Ing., che in un momento di pura pazzia, aveva dichiarato di voler raggiungere nuovi record che mai essere umano (dotato di carte da gioco) avrebbe raggiunto, è stato raccolto alla grande ed alla grande gli è stato rigettato in faccia, al borioso, al blasonato, che con la coda tra le gambe è stato avvistato nuovamente (dopo mesi e mesi che non accadeva) in riva al fiume Lambro a cercare patelle intarsiate nei denti delle Nutrie addormentate.
Chi di spada ferisce, di spada perisce.
E gli spadaccini ieri sera erano quattro, come i Moschettieri, contro lo strapotere del Cardinale Richelieu, malamente impersonato dallo spento e spompato Ing., ectoplasma sulla via del declino.
I Moschettieri ci hanno dato dentro sin da subito: 8 SPECIAL nelle prime 15 mani, mai vista tanta veemenza nell’attaccare la partita, tanta violenza nella accanirsi sul corpo esangue dell’Ing.
Le nuove classifiche volute dal Comitato Generale della Briscola (per rendere il gioco più avvincente e ridurre il noioso strapotere dell’Ing.) sono subito impazzite, i calcolatori in tilt, quotazioni alle stelle, ronzini da soma trionfatori al Gran Prix d’Amerique.: evvai!!
Non c’è che dire si è aperta una nuova era, è iniziata una nuova corsa all’oro, nuova linfa vitale scorre nelle vene dei giocatori.

La Classifica Generale è ancora impietosamente noiosa, ma le nuove Classifiche introdotte promettono soddisfazioni. Facciamo notare che queste ultime vanno ancora aggiornate con i precedenti risultati, non vi preoccupate non tarderemo ad aggiornare il tutto per una più completa informazione e per verificare se realmente il declino dell’Ing. è iniziato.

Quelli della Briscola – 9

Punteggi: Ing. della Briscola +11; Darietti +1; L’Onnivoro 0; Zorapide –5; Il Caricatore -7.

L’Ing. torna dalla Bronchite (ha vinto anche contro la malattia 30 mani tirate) e vede bene di dare un bel gran dispiacere all’Onnivoro che già si prefigurava di guadagnare un nuovo vittorioso tassello per allungare la celeberrima LINEA Gialla diventata la sua ossessione, il suo pensiero fisso, l’incubo delle notti insonni.
Negli ambienti metropolitani si mormora che in gran segreto l’Onnivoro scenda tutte le notti in cantina per portare a termine un affresco raffigurante una grossa linea gialla tridimensionale composta da frattali nei quali è celata la ridondante frase: “Io odio l’Ing. della Briscola!”. La linea è celata dietro una finta parete costruita per l’occasione in barba all’amministratore (pure lui Ingegnere, pure lui giocatore di Briscola: perseverare è diabolico).
E’ chiaro che la famiglia dell’Onnivoro è ignara di questo suo singolare e, quanto mai, maniacale hobby e noi, per quanto ci riguarda, cercheremo di celare per quanto possiamo, questo vezzo artistico che gli aprirebbe in un lampo le porte del manicomio, nella sezione super sorvegliata degli: UMANVI (Usciti di Mente A causa dell’eNesima Vittoria dell’Ing.).
E’ che l’Onnivoro non vive più una giornata normale: dovunque vada vede tasselli gialli, il suo colore preferito è diventato il giallo, per andare a lavorare fa di tutto per fare almeno una fermata di metropolitana sulla Linea 3 (gialla), non mangia più nulla che non sia risotto allo zafferano, beve aranciata e prima di coricarsi si spalma una strana mistura sul viso che lo rende fosforescente e giallo di notte (la moglie si è comprata un paio di occhialini scuri di quelli che si usano nei centri estetici durante le lampade per proteggersi dai raggi UVA).
Per il bene della Briscola: salviamo l’Onnivoro dalla Pazzia!

Di contorno a questo psicodramma: un Ing. della Briscola più fortunato che mai, non chiama e vince, ottiene il massimo dagli errori altrui, si tiene sulle sue e piano, piano guadagna punti preziosi per la vittoria finale; unico sprazzo di luce, in questa foschia famelica che lo attanaglia, l’unica SPECIAL della serata (un 2 a 70 chiamato con solo Asso, Tre ed un Sette).
Il Caricatore è sempre più perso nei meandri della sua mente “digitale” e tenta qualche numero da prestigiatore cercando di giocare le carte a punta di dito (e non è complicato con le mani unte e bisunte di olio da patatina, ciucciate e sleccate per bene).
Il Darietti se ne sta sulle sue, come se fosse l’Imperatore di Francia, con tanto di mano infilata nel panciotto e calvizie incipiente, ma per fortuna la sua Waterloo è lontana, una buona mediazione diplomatica fa si che la partita si assesti su di un positivo, ma scarno e rachitico, +1.
Zorapide, invece, c’è ed è bello vivo. Vuole far bene e dunque esce di casa prima, per farsela a piedi, per portarsi avanti, e vista la temperatura polare, decide di bardarsi con ben 2 CAPPOTTI pronti, pronti: è un socio perfetto!
Gira l’angolo e BUM, incontra la banda Bassotti composta dal Darietti, il Caricatore e l’Ing. che con in mano la pistola dell’A Monte gli intimano di lasciare giù il Cappotto più bello, quello confezionato dall’Onnivoro (un 2 a 70). Zorapide davanti a tanta insistenza e tracotanza si vede costretto a cedere l’abito così ben adornato (2, Donna e Tre): tutto da rifare, punti virtualmente preziosi, concretamente scippati.
Però, dicevamo, i cappotti erano due e quindi c’è ancora speranza. Zorapide si appresta a girare un altro angolo e BUM, un’altra volta, un’altra banda Bassotti: Ing., Onnivoro (passato dalla parte più rischiosa e più proficua del malaffare) e Darietti. Altra pistola di marca “A Monte” puntata alla testa, altro 2 a 70 sfumato (con il chiamante Caricatore che scivola sull’olio di colza che straripa dalle sue dita), altro cappotto scippato.
Zorapide è al freddo. Intriso d’acqua. Nudo in mezzo ad una strada. Senza speranza cammina senza meta, disadorno di idee, questa volta il malfattore gli viene incontro per la retta via (un’altra volta, la terza consecutiva!), lo guarda in faccia il suo aguzzino: Ing. della Briscola, ancora lui, il regista del malaffare.
Questa volta la pistola è marchiata “2 Secco”!.
Questa volta si fa sul serio, si perde realmente, la pistola lo fa secco.
Zorapide gettato in una fossa comune e ricoperto di calce viva.

Classifica Generale giallina di nuovo nelle parti alte.
L’Onnivoro è interrotto.
La Statistica dice che le mani vittoriose (su 30) sono state 19.
La Statistica afferma che una SPECIAL ed una sola è stata giocata.
La Statistica non mente quando asserisce che è stata proprio una serata scialba ed incolore (a parte il giallo che viene e quello che se ne và).

Reazioni a catena

Uno spirtitello porcello si aggira maldestramente in casa nostra mettendo fuori uso gli elettrodomestici (scientemente non posso credere che tutto ciò che passa tra le mani di mia moglie vada in pezzi, o almeno tento di non crederlo).
Nell’ordine ci hanno abbandonati: la Macchina del caffè (dopo tre botte ha deciso che il “succo” se lo teneva per sé), l’aspirapolvere (l’avvolgicavo è imploso), il Phon (la ventola si è frantumata in mille pezzi); tutte le “macchine” per fortuna erano in garanzia.

A cosa si dedicherà ora?
(Chiaramente lo Spiritello e non mia moglie).
Si accettano scommesse.

Maglioncini …ini …ini

Me l’ero comprato con gusto, quel maglione.
Proprio con gusto.
Di colore arancio, scuro.
Bello, mi piaceva proprio.
S’indossava bene: né troppo largo, né troppo stretto.
Aprendo l’armadio la scelta cadeva 80 su 100 su quello lì: il bel maglione arancio scuro.

Ieri mattina.
Apro l’armadio e, rispettando la statistica, la mia scelta non poteva che cadere sul bell’Arancione.
Sorpresa: il bel Arancione tramutato in una T-Shirt estiva.
C’è qualcosa che non va; ma come, mi andava benissimo la scorsa settimana: ora mi sembro uno di quei bassotti con la tutina invernale che incontri al parco, sarò ingrassato durante la notte?

Il Super Candeggio Simo ha colpito ancora.
“Ma non potevi avvertirmi, prepararmi, nascondermi l’accaduto?”.
Il contraccolpo psicologico è stato molto duro.
Aiutatemi.

Quelli della Briscola – 8

Punteggi: L’Onnivoro +12; Darietti +5; Il Pianista +3; Zorapide –7; Il Caricatore –13.

L’Onnivoro di nuovo vittorioso, per la seconda volta (udite! udite!) consecutiva, si porta a casa la vittoria di serata, mettendo a segno un colpo davvero di gran classe; maturato piano, piano, come ai vecchi tempi: gioca in sordina per la prima metà della gara e poi con il colpo di reni che solo lui è in grado di sferrare, spinge sull’acceleratore e taglia il traguardo per primo, lasciandosi alle spalle un basito Darietti che sembrava quasi in grado di farcela, gli mancava poco così, ma come spesso è accaduto in passato si lascia prendere dall’ansia da prestazione e fa cilecca (come il suo solito) sul più bello, c’è da dire però che il gioco poco rischiato (e arrendevole) del Darietti alla lunga non paga mai.
Torna tra i tavoli verdi il Pianista che gioca cinicamente bene, ma gli manca la malizia per riuscire a fare qualcosa di più, per strappare almeno qualche punto positivo che non guasta mai, tutto sommato la sua è una buona prestazione che ripara (moralmente) le cantonate prese nella scorsa partita. Bene, bene, molto bene.
Il Caricatore si dimostra per l’ennesima volta un affabulatore, un Cantastorie, un Narratore di prim’ordine, ma di giocare a carte proprio non ne voleva sapere l’altra sera: parla, predice, esplica teorie, giustifica le chiamate, ingurgita patatine, beve grappa a catinelle, si lancia sul Martini quasi fosse in mezzo al deserto assetato e sotto il sole, in preda alla sete e vedesse il miraggio di un otre d’acqua fresca.
Fa previsioni, dispensa consigli, imbandisce seminari sul calcolo statistico delle chiamate vincenti, ma ciò che è peggio si lancia nel mondo del cabaret, facendo una figura, a dir poco, da cioccolataio (e magari fosse la Binoche!).
Non ultimo c’è Zorapide, trasandato e tartassato come al solito, chiama bene e trova male: che c’è di nuovo sotto il sole? Eppoi perdere un 2 a 74 per un punto, ammazzerebbe anche un elefante.

La Classifica Generale è un pò più rosea per alcuni, per altri potrebbe andare meglio, per altri ancora è come guardare in una cella frigorifera ed intravedere (tra la nebbiolina di condensa) un bel quarto di bue congelato.
La Statistica dice che in 35 mani solo 4 SPECIAL.
La Statistica è stata molto avara di emozioni.

La Fredda Cronaca
Serata tesa, tesissima.
L’Ing. della Briscola è assente (non si è riavuto dopo l’ultima sconfitta ed è casa con la bronchite allergica del perdente), ma il suo spirito aleggia minaccioso sui presenti (a mo dì Camper).
Si parte alla grande, ovvero è il Caricatore che comincia alla grande, dando inizio al suo monologo che sarà il “liet motiv” della serata: due chiamate che spezzano il fiato CARICHI e un 2 a 70 consecutivi. In men che non si dica il Caricatore si ritrova da solo come un cane, nel gorgo: dopo 5 mani è già a -14!
Forse neanche Zorapide dei tempi migliori è riuscito in tale impresa: un plauso al Caricatore per avere stabilito questo nuovo record che rimarrà per sempre impresso nei nostri cuori!
L’Onnivoro coglie il momento per rendersi protagonista anche lui e brandendo a due mani le carte, ripulisce il tavolo, ancora gocciolante delle lacrime e, soprattutto, del sangue del Caricatore e chiama un 2 a 72: con un urlo che poco ha di umano l’Onnivoro si porta a casa la vittoria aiutato splendidamente dal suo socio Darietti.
La partita è in equilibrio: da una parte 4 giocatori in positivo (nell’intorno di +5) che si gongolano dall’alto del loro punteggio roseo, primaverile, frizzante; dall’altra un tapino che con sforzo sovrumano tiene su tutti (dal basso del suo cinereo punteggio passivo), manco fosse Maciste alle prese con il tempio dei Filistei, unica differenza è che il Caricatore non sembra proprio in grado di ammazzarli questi filistei, che se la godono spaparanzati al sole.
Nell’euforia generale parte Zorapide: chiama il fatidico 2 a 74, la nota dolente la suona il Pianista suo socio, il quale ce la mette tutta, ma il punticino che serve per la vittoria non riesce a raggranellarlo, la sconfitta ha il sapore di marcia funebre per la partita di Zorapide.
Darietti s’invola grazie a questa bagarre. Gli sta dietro solo il Pianista il quale dispensa buone giocate e capitalizza bene le poche occasioni che le carte gli regalano.

A metà partita, dopo un’altra sconfitta per un punto di Zorapide, si incomincia a dibattere: si manda a monte una mano per un vizio di forma, ossia la smazzata di carte toccava al Darietti ed invece il Caricatore (oramai in bambola completa) si improvvisa distributore ufficiale di carte e con cipiglio da professionista del tavolo verde (con tanto di mezzo cappello nero) divide le 40 carte tra i 5 contendenti, tutto bene sennonché al momento della chiamata l’inghippo viene a galla e con 4 voti contro uno (il Darietti con carte luminescenti) si manda a monte.
Il Darietti fa ammenda alle passate edizioni, ma il suffragio universale nella Briscola comanda sempre.
“Voi mi Boicottate!” e si parte con gli insulti.

Altro dibattito poco più tardi: protagonista Zorapide, che, a 2 mani dalla fine, è sicuro di avere in pugno la vittoria e getta le carte (Asso e 6), ma la Donna era ancora in gioco e non ce l’aveva il suo socio: mano a monte, ma ciò che è peggio viene data la sconfitta a Zorapide ed al suo socio (il boicottato Darietti) in barba ai precedenti casi, nei quali mai si era ricorsi a cotanta violenza e crudeltà.
Qui occorre legiferare: i precedenti dicono che mai si era data la sconfitta a colui che manda inavvertitamente a monte una mano: mai!
Da qui la partita s’incattivisce, tutto diventa pretesto per il litigio, la discussione accesa, oltretutto avviene che ancora l’A monte ritornasse protagonista: questa volta però si decide di dare la vittoria a colui che ha mandato a monte in forza di una certezza matematica di vittoria.
Noi diciamo: due pesi, due misure.
O per tutti o per nessuno.
Qui si fanno dei favoritismi inutili, il Palazzo si è palesemente schierato, i poteri forti hanno vinto.
E’ chiaro che questo precedente influenzerà, e non poco, le future partite.

Di fatto le discussioni intercorse non hanno prodotto altro che un calo di concentrazione ed di punteggio di taluni (vedi Darietti), ma hanno sicuramente favorito talaltri (vedi Onnivoro) più scaltri e opportunisti, più sciacalli ed avvoltoi, che si fiondano sulle prede in difficoltà.
Fatto sta che nelle ultime 5 mani si concretizza la rincorsa dell’Onnivoro, il quale supera il Darietti (agonizzante) e va a vincere in scioltezza la serata.

Ad PERSONAM
L’Onnivoro: lascia sfogare gli altri e rispolvera la sua tecnica da motore Diesel. Chiama al momento giusto e si fa trovare sempre pronto da socio.
Orologio.

Darietti: parte male (prima mano, prima chiamata, prima sconfitta) poi gli eventi, come al solito, gli arridono e senza troppi sforzi si ritrova primo in solitaria. Quando c’è da tirare fuori la grinta arretra come un gambero. Dice di essere stato boicottato, ma in passato si mandava a monte per molto meno. Ricordiamo che in una sua mano da mandare a monte ha comunque ottenuto la vittoria.
Triturato.

Il Pianista: gioca di classe. Gioca in scioltezza. Ci piace questo giocatore. Destabilizza un pò gli equilibri inventandosi regole nuove (tipo la sconfitta sull’a monte).
Rivelazione.

Zorapide: ci prova come al solito con impegno, ma raccoglie solo lacrime e tristezza. Boicottato (in senso vero) si difende ed è poco negativo.
Lancillotto.

Il Caricatore: parla, parla, parla, parla. Non la smette più. Ad inizio partita si lancia in un’impresa impossibile e si trova sin da subito a guardare gli altri dal basso verso l’alto. Non recupera più, s’impegna di più nel discorso e nella teoria che nei fatti.
Radio Gaga.