Frasi comuni, in Luoghi comuni

In Nursery, tutti con la faccia appiccicata al vetro.
Due attente osservatrici (alternandosi).
“Che cariinno!
Ma che bello.
Eh, ma che bello quell’altro, gurda quell’altro!
E’ proprio bello!
E lì?! quello nascosto sotto il lenzuolino?
Che caaaariiiinooo!
E guarda quello, guarda quello. Quello lì, con la faccia da procione!”.

Un signore di fianco: “Salve io sono il papà del PROCIONE!”.

Qualche volta il silenzio è d’oro.

Annunci

Quelli della Briscola – 16

Punteggi: Rb +13; Avv. Peloso +11; Darietti 0; Ing. della Briscola –6; Zorapide –18.
E’ stata la serata di quelli che non ti aspetti, di quelli oramai paghi delle proprie prestazioni, di quelli paurosamente in fondo al precipizio.
L’Ing. gioca per il puro divertimento, cercando la giocata ad effetto con carte impossibili: tanto che cosa aveva da perdere? Gli altri rimangono incancreniti sulle proprie convinzioni tecnico-tattiche: poco acume strategico (se la vogliamo guardare dal punto di vista degli esperti giocatori sfondati di culo) o poca voglia di rischiare più del dovuto (se la vogliamo guardare, invece, dal punto di vista dei normali poco fortunati giocatori della “domenica).
Epilogo: ha vinto Rb che è riuscito meglio a mediare tra la sfrontatezza irritante dell’Ing. e la scelleratezza sfigata e mazziata di Zorapide. In mezzo ci stanno due giocatori che si sono accontentati: l’Avv. Peloso pago del punteggio positivo (in realtà poteva benissimo strappare la vittoria ad Rb) e il Darietti che come al solito (ci ripetiamo purtroppo) si adagia sugli allori (oramai marci e putridi per quanto sono pressati) e pretende che la vittoria gli cada in testa come a Newton cadde in testa l’illuminate mela.
E’ stata la serata anche del fenomeno del “BOMBOLONE” ovvero dell’impossibilità e (soprattutto) dell’incapacità del Darietti di chiudere un giro di carte con un bello strozzo di Asso o Tre: tutti, ma dico tutti, riuscivano a coronare il “giretto” portandosi a casa chi 14, chi 20, chi addirittura 25 punti, quando invece toccava al Darietti, niente da fare, carta insignificante, sciacquina, squacquerone. Questo fenomeno di innata inettitudine e sfiga verace, oltre che dalle grasse risate, veniva sottolineato anche da insulti e spernacchiamenti: il Darietti dileggiato, insultato, SPERNACCHIATO (che momenti!).
Non sono mancate neanche le frasi celebri. Tirato in ballo il papà di Zorapide (celeberrimo dispensatore di perle di saggezza popolare). Ne citiamo una in particolare ossia: ”Il socio è colui che gioca la prima briscola della mano!”. Principio dimostrato ampiamente dai fatti e dalla statistica.
Principio che, parafrasato in modo molto azzardato e spinto, ieri sera stava a voler dire: “Sei uno Stronzo!”, la briscola è davvero uno specchio di vita ed un inestricabile mistero.

La Fredda Cronaca
(N.d.R. Deficienti del verbale ufficiale delle chiamate, dimenticato a casa dell’Ing., andiamo a braccio. Ci scusiamo per eventuali lacune e/o imprecisioni dovute alla memoria labile e al sano campanilismo. Invitiamo i contendenti di ieri ad aggiungere, qualora lo ritengano opportuno, commenti o precisazioni alla seguente cronaca).
Appuntamento a casa dell’Ing.
In casa della Belva, nella tana del lupo.
Arrivano tutti in leggero anticipo: Zorapide con gli approvvigionamenti (auto finanziati, lo sottolineiamo), Darietti ed Rb in coppia. Si attende come al solito l’Avv. Peloso che interpellato al telefono ci dice che…”Sono appena uscito dall’ufficio, sto arrivando!”.
Si presenta all’alba delle 21.30 così agghindato: camicia mezze maniche colore beige e righe bianche (tipo marocchino lava vetri), bermuda blu oltremare, molto attillati, con fantasia floreale bianca e Titti giallo in rilievo (per fortuna defilato sul fianco dei bermuda), sandali in simil pelle, manto nero ed irsuto in evidenza (molto in evidenza).
Avv. Peloso dove lavori?
Sei il Bay-Watch dell’idroscalo o cosa?
Dopo questo momento di ilarità e buon gusto, si va ad incominciare.
Zorapide attacca la prima birra (birra “Cannabis”) e l’Ing. prova prendere il largo tronfio dei buoni risultati (consolidati) della stagione che si sta per concludere; intanto attacca i 3 vasetti di yogurt (scaduti) che trova nel doppio fondo del suo frigorifero e si scofana un pacco di pan carré con la marmellata rischiando il coma diabetico.
In questa confusione alcool-culinaria le chiamate sono al limite della decenza, il solo Ing. per sport si diverte ad abbassare anche quando non può, imponendosi la regola che le chiamate di Figure non sono mai bene accette. Questa metodica di chiamata Kamikaze e sfrontata trascina nel limbo sia l’Ing., poco abituato a vedersi in fondo alla classifica con punteggi ultra-negativi, che Zorapide, il quale è risaputo che quando viene chiamato dal “vate” della Briscola imbarca acqua da tutte le parti.
In questo clima di terrore si rimbalzano la palla Rb, in costante crescita, Darietti, che bene o male qualche colpo lo mette a segno, e l’Avv. peloso, del quale si attende l’usuale crollo superata la metà della partita (a causa sonnambulismo).
Il crollo dell’Avv. non avviene anzi, nonostante qualche castroneria delle sue, riesce a superare Darietti e a piazzarsi al 2° posto (grazie anche ad una chiamata di carichi vinta con perizia) dietro ad Rb che lo guarda dell’alto dei suoi +14 a 5 mani dalla fine.
La tattica scellerata dell’Ing. porta lo stesso dei frutti insperati:
1 – Si chiama il due sopra il 60.
2 – Qualche chiamata a 70 (almeno 4).
3 – Qualche chiamata kamikaze non da parte dell’Ing. (Zorapide 2 a 66 con solo Asso e sei in mano).
4 – Due chiamate a 80.

L’Avv. tenta in ultima mano di strappare la vittoria ad Rb (chiamando un Donna, che sforzo!), ma ahimè coglie proprio quest’ultimo come socio e quindi si assesta al secondo posto.
Ad PERSONAM.
Zorapide: croce e delizia del giocatore di briscola. Tenta di tirarsi fuori dalla melma (o da qualcos’altro), ma non fa altro che inabissarsi sempre più. Golem di Sabbia.

Ing. della Briscola: ostenta sicurezza dall’alto dei suoi 120 punti. Prova l’impossibile (che non gli riesce) e passa una serata dedicata alla sperimentazione di tecniche briscolistiche estreme, peccato che gli altri non lo vedano come genio assoluto, ma come possibile Pungimbol. Innovatore.

Darietti: ad un certo punto ce la poteva fare, peccato per quella chiamata ad 80 che trova uno sguarnito Zorapide ad attenderlo e ai quegli assillanti bomboloni che gli condizionano la vita e l’esistenza. Tartassato.

Avv. Peloso: sicuramente il premio “Alta Moda” non glielo toglierà nessuno. Non paga, quanto dovuto, gli errori madornali che commette e quindi riesce piano, piano a guadagnare terreno positivo e a presentarsi in ottima forma al rash finale. Formichina pelosa e balneare.

Rb: quando fuma e sta zitto è un brutto segno per gli avversari, vuol dire che il cervello gira a mille. Non si nota molto durante la fase della chiamata, ma fa girare bene le carte a suo favore durante la mano. Gestisce e affonda i colpi. Pochi insulti (a parte il pernacchione a Darietti). Burattinaio.

Quelli della Briscola – 15

Punteggi: Due Facce +6; Ing. della Briscola +5; Rb +5; Zorapide –5; Lo Specialista –11.Penultima di campionato.
I giochi sono ormai fatti per l’assegnazione del titolo, ma il neo acquisto Due Facce scippa all’ultima mano, con la complicità di Zorapide, la vittoria all’Ing. (in realtà viene beffato al foto finish anche l’arrembante Rb).
La serata è stata ricca di colpi di scena, ma il referto pervenutoci non ci aiuta più di tanto nel ricostruire per filo e per segno chiamate e chiamanti; ci basta comunicare che l’Ing. ha perso: questa non è già di per sé una bella ed eclatante notizia?
La partita si era messa molto bene per il “Luminare” del 2 di picche, allungava fino ad un punteggio massimo di +11, ma essere troppo fiduciosi in se stessi (intercalando con il celeberrimo: “Ah, adesso mi diverto!”), sputando in faccia alla fortuna, spesso porta a cadere rovinosamente: ben ti sta caro Ing. te la sei cercata questa cocente sconfitta.

Una notazione prima delle pagelle: a casa dello Specialista non ci si torna più, il rigore monastico con cui ci ha accolto non è stato gradito: Zorapide con una misera birra non riesce a concentrarsi a dovere e Rb in crisi di astinenza per il divieto di fumare non è riuscito a trovare lo spunto giusto per la vittoria.
La CHIAMTA IN se l’aggiudica Zorapide con il 2 a 64 (con cappotto) che ha permesso a Due Facce di raggiungere e scavalcare l’Ing.

Ad PERSONAM.
Zorapide: inizia chiamando e muore cacando.

Rb: inizia fumando, continua telefonando, muore imprecando (non più di tanto).

Lo Specialista: inizia dormendo, si sveglia urlando, muore chiamando.

Ing. della Briscola: inizia tartassando, muore tartassato.

Due Facce: l’avevo detto io che avrebbe dato filo da torcere a tutti! Complimenti.

Quelli della Briscola – 14

Punteggi: Ing. della Briscola +16; Darietti +7; Due Facce –1; Zorapide –2; Lo Specialista –9; Rb -11.Non succede nulla di nuovo nella calura estiva milanese.
Il “cannibale” Ing. porta a casa l’ennesima meritata vittoria. La tattica adottata da Rb e Zorapide di far ubriacare l’Ing. durante la pizzata antecedente la partita è miseramente fallita, anzi, a quanto pare, la birra è stata come benzina per il protagonista della serata: il motore gli girava a mille, tanto quanto giravano le palle degli avversari, impotenti davanti allo strapotere del gioco frizzante e tatticamente ordinato dell’Ing.
Per onore del vero bisogna anche far notare che gli avversari non erano molto agguerriti: Zorapide era in stato confusionale, vittima (vera) della tattica perpetrata ai danni dell’Ing. poco sopra citata; Rb era irriconoscibile e catatonico (il punteggio e le sole 3 sigarette fumate stanno a testimoniarlo); lo Specialista era spaesato; il compare dello Specialista, Due Facce, era troppo acerbo, l’impatto con “Quelli della Briscola” non è mai facile: i nervi sono messi a dura prova, ma tutto sommato si barcamenato bene. Darietti era l’unico che sembrava essere in palla, ma la sua cronica abitudine alla sconfitta si è ripresentata facendogli guadagnare solamente un buon piazzamento: ma chi, tra i posteri, si ricorderà del secondo?

La Fredda cronaca
Serata molto calda, afosa.
Casa Rb.
Pizzata gentilmente offerta dall’Ing.
Partecipanti il padrone di casa, il “magnate” della Pizza e il divoratore Zorapide. Mentre si attendono gli altri contendenti (lo Specialista e Due Facce) Zorapide ed Rb sparecchiano e l’Ing. si ammazza di televideo davanti alla TV.
Giunge una telefonata inaspettata, è Darietti (il paccaro) che è riuscito a liberarsi dai suoi innumerevoli impegni e ci comunica la sua intenzione di partecipare alla partita: “Va bene, ma porta il gelato!”.

Bene, si preannuncia una serata difficile, siamo in 6, il che comporta due fattori negativi sull’andamento della partita:
1 – il calo di concentrazione.
Quello che fa il morto è un fattore destabilizzante sia per lui che per gli altri. Per ammazzare il tempo di una mano ci si inventa di tutto: una rumorosa pennica, una giocata con il cellulare dell’Ing., una sigaretta, una perlustrata alla cucina Rb (stracolma di figurine panini appiccicate qua e là), una zufolata (il pezzo forte era la sigletta del “Pranzo è servito”), scaccolamento manifesto e chi più ne ha più ne metta.

2 – Il dubbio insinuante che serpeggia tra le gambe del tavolo, delle sedie e dei giocatori che le carte che si hanno in mano (tranne quelle d’oro dell’Ing.) siano una ciofeca: il morto gira come uno “zombie” attorno al tavolo e se le guarda tutte e chiaramente commenta ad alta voce: “OH!” (di sorpresa); “OH! Guarda queste!” (di sorpresa ed estasi); “ELLALLA’!” (si sorpresa, estasi ed invidia). Il Morto viene poi, anche invitato ad analizzare specifici casi, con la celeberrima domanda velata: “Tu cosa faresti con queste carte?”, alla quale altrettanto velatamente si replica nel 99% dei casi con la stessa identica risposta.

Il match finalmente ha inizio.
Il Morto, prima di iniziare le sue attività extra-ludiche, dà le carte.
L’Ing. parte alla grande (già si presagiscono le sue intenzioni, ma soprattutto la straripante fortuna che lo accompagnerà durante la serata): chiama un 2 a 80 alla terza mano, forte di una scala reale servita, il socio Zorapide ringrazia e sta a guardare non potendo fare nulla visto che le carte che contano c’è l’ha l’Ing. La Classifica è già ben assestata e l’Ing. è già in fuga.
La noia, dopo questo lampo iniziale, ha il sopravvento. L’Ing. amministra bene il suo vantaggio, Zorapide amministra il dono iniziale dell’Ing. e si mantiene in seconda posizione, tutti gli altri sono sotto zero incapaci di scrollarsi di dosso la polvere dell’inattività.
A metà partita i punteggi sono i seguenti: Ing. +9, Zorapide +4, Darietti +1, Due Facce +1, Lo Specialista –7, Rb –8.
L’Ing. è ben avviato verso la vittoria, questo è fuori di dubbio, ma i contendenti non gli danno filo da torcere: Zorapide, che dal punteggio sembra l’unico che potrebbe impensierire l’incedere dell’Ing., non ha ancora chiamato una volta e se non chiami piano, piano vieni risucchiato nel baratro. In realtà, ahimè, l’unico che sembra davvero in palla sembra essere Darietti, ma anche Due Facce (detto così perché il doppio gioco è il suo mestiere) sembra potere impensierire il capo classifica, ma la sua azione è lenta e macchinosa, se pur efficace, e quindi il suo operato non porta i dovuti frutti. Lo Specialista si è addormentato ed Rb è assente: a che cosa pensava?

Tutto, come al solito, si gioca nelle ultime 5 mani.
Tutto…Buona parte, visto che la leadership non è mai sembrata in discussione, ma quanto meno il Darietti questa volta ci ha provato a portarsi a casa la vittoria: un plauso per l’impegno.
Nelle ultime 6 mani ben 3 chiamate di carichi: una dell’Ing. (colpo di reni), due di Darietti (risposta al colpo di reni dell’Ing. e caduta franosa sul fondoschiena).
Sestultima mano: Carichi dell’Ing.: +20 Ing.; +5 Darietti.
Quintultima mano: Carichi di Darietti: +19 Ing.; +9 Darietti.
Quartultima mano: Zorapide si ricorda che nella Briscola esiste la chiamata e chiama un K di cuori. Zorapide non è in serata e rovinosamente scivola sotto lo zero e ammacca il punteggio dell’Ing.: Ing. +18; Darietti +10.
Terzultima mano: lo Specialista fa lo sborone e chiama un 2 a 62 e vince, omaggiando il catatonico Rb di un punticino: Ing. +17; Darietti +9.
Penultima mano: Darietti dà il primo colpo di reni (misero e rischioso) con un 2 a 66, lo Specialista gli dà una mano e vince: Ing. +16; Darietti +11.
5 punti!
Cazzo! 5 fottuti punti (“Ehi hai detto a me!?<”).
Dai che ce la fai, dai, dai, dai!!
“Ehi stai dicendo a me!?<”.
Dai Darietti, dai!
Il traguardo del Gran premio della Montagna è lì, a pochi metri.
Due ali di folla si stringono intorno all’affaticato, ma lucido Darietti che si alza sui pedali per l’ultimo faticoso e decisivo strappo.
OP, OP, OP, OP.
Dai Darietti, dai!

Ultima mano: Darietti chiama CARICHI!

Dai che ci sei, da che ci sei, pochi metri e poi la vittoria!

Ultime pedalate: no, non è possibile, ce l’ha quasi fatta.
Ha ripreso l’Ing.!!
L’Ing. trema, trema la classifica, tremano gli Dei dell’Olimpo, trema il mondo della Briscola.

Oh no! Ma che cosa sta succedendo, no, non è possibile: ha forato?
No, no ancora peggio sta perdendo i pezzi uno ad uno!
Il traguardo è lì a pochi metri!
Che disdetta!
Il Darietti è caduto nel fosso oltre le transenne: che botta!!
BUUUUUUU!
L’Ing. va a vincere.
I CARICHI hanno detto male al Darietti che è solo secondo.
Noi che c’eravamo illusi sino alla fine che potesse farcela questa volta!
Ad PERSONAM

Ing. della Briscola: spietato, mordace, furbo. Cos’altro dobbiamo aggiungere? Non concede nulla agli avversari. Cannibale.

Rb: ectoplasma. Fuma poco, gioca poco. Le carte gli dicono male e lui guarda le zanzare sul soffitto: entomologo.

Zorapide: non è serata, cerca di conservare quei pochi punti gentilmente offerti dall’Ing., ma non “gliela fa”. Tenta di osservare anche lui, come Rb, le zanzare sul soffitto, ma non riesce neanche a vederle. Miope da fondo di bottiglia.

Lo Specialista: non entra quasi mai in partita e come al solito si sforza unicamente di leggere il gioco altrui, ma perché non provare una buona volta a cercare di capire il proprio di gioco? Dissociato.

Due Facce: come accennato prima non è facile entrare nel giro ed ottenere subito buoni risultati, c’è da dire che il bluff gli viene bene e che tutto sommato non ci è dispiaciuto affatto. Saranno famosi.

Darietti: la rincorsa all’Ing. è stata lodevole, gli è mancato il finale spumeggiante. Poteva vincere? Non lo sappiamo. Lodiamo l’impegno. Incompiuto.