Quelli della Briscola (unofficial)

Negli ambienti metropolitani si mormora che, in una partita extra-territoriale (in quel di Rimini) di brevissima durata, lo scorso week-end l’imprevisto, e auspicato dai molti, si sia verificato.Al Tavolo da gioco presenti: Rb, Darietti, Marco (l’avvocato peloso), Ing. della Briscola, Pennello.

I punteggi non ci sono pervenuti con precisione, la soffiata era molto sottobanco, ma di certo sappiamo che il tanto vituperato Ing. della Briscola è stato battuto miseramente: il vincitore sembra essere stato l’avvocato peloso.

Ci è pervenuta, tra l’altro, la notizia che anche in questa occasione il nostro amico Darietti ne abbia combinate delle belle (matematico!).

Non aggiungo altro per mancanza di informazioni più dettagliate.

L’importante è che l’Ing., finalmente, ABBIA cominciato ad abbassare le ali.

Alla prossima (batosta): ti sto aspettando per darti una lustrata al pelo! (S’intende non quello di Marco!).

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Spigolature Architettoniche

Venerdì Santo.
Via Crucis diocesana milanese presieduta dal cardinal Tettamanzi.

Moltitudine di gente pigiata all’inverosimile al di fuori della splendida basilica di S.Ambrogio (causa “satollamento” interno).

Zorapide preso da un raptus di estetica artistica chiede al suo amico più esperto e dotto in materia Darietti: ”Qual è il termine tecnico architettonico con cui si definisce questo colonnato posto all’ingresso della basilica?”.
Lo scellerato rispose: ”E’ il cortile!”

Ti abbiamo fatto studiare 20 anni per arrivare a questa conclusione!!??

QUADRIPORTICO, architetto, si chiama QUADRIPORTICO!!

Quelli della Briscola – 2

Punteggi: Rb +11; Zorapide –22; Giana +15; Darietti –2; Marco (l’avvocato peloso) –2.Serata stortissima (dal punto di vista di chi scrive).
Il vecchio adagio: “Comunque mi sono accorto che nella Briscola il culo conta molto” ha avuto una triste conferma; in 30 mani ho chiamato la bellezza di 5 volte e sono stato socio per ben 2 volte; sarò anche un giocatore mediocre, ma i numeri questa volta mi hanno detto male: in una delle mani più sfigate nella storia di questo gioco mi sono trovato in mano un Asso di fiori, due 5, due 7, un 6 e due 4.
A voglia di far girare le carte, neanche lo schizofrenico e fantasioso Giana avrebbe tirato fuori una chiamata da quelle carte.
Veniamo alla pura cronaca, lasciando stare le considerazioni di parte (lesa).
Casa Darietti.
Serata frizzante.
Ospitalità appena sufficiente: abituati ai rosoli di casa Rb ci siamo trovati spaesati davanti ad una confezione di Pringles, che si è dileguato in un nano secondo vista la voracità dei contendenti, e qualche bibita (tra cui il succo “RAUCH” al veleno per topi; buona parte della serata se n’è andata con Darietti che cercava di spiegare che quel “suo succo” non era uguale a “quell’altro succo” che aveva mietuto vittime pochi giorni prima, ma noi lo sapevamo che sperava in una vittoria a tavolino per l’indisponibilità degli avversari).

Apertura scoppiettante: in dieci mani tre chiamate di 2 (a 64, a 70, a 80).
Si arriva a metà partita con una chiamata di CARICHI da parte di Darietti (andata a buon fine) e ben due chiamate a 70, consecutive.
Si finisce in bellezza con Zorapide che, per riaversi della magra serata, chiama consecutivamente un 2 a 70, un 2 a 80 ed un altro 2 a 70, trascinando nel baratro i malcapitati soci.

Ad un tratto follia generale.
Chi poteva dare inizio a tale scelleratezza se non Darietti?
Chiamata dell’avvocato peloso: DONNA di fiori.
Il socio (Darietti) di prima mano: BUM!! DONNA di fiori.
Partita in salita ed incerta fino all’ultimo.
Giustificazione: “Pensavo al cappotto”
Rissa.

“La chiamata in” è stata quella di Giana che con solo il 3 di cuori in mano è riuscito a chiamare un 7 di cuori; ebbene per incoscienza, per culo o per inettitudine degli avversari, questo non lo sappiamo, è riuscito a vincere causando l’ulcera duodenale di Rb che se l’è presa e non poco (difatti il socio Darietti, preso da un altro “raptus da cappotto” di cui sopra, aveva anche in questa occasione adottato la tattica delle carte scoperte alla prima mano inconsapevole della “povertà” del chiamante). Mi associo con l’ira di Rb, ma se non hai carichi da far girare ti attacchi al tram!

Veniamo all’analisi AD-PERSONAM.
Rb: non gli è andata male. Un buon piazzamento al secondo posto. Nonostante non sia al centro del gioco riesce a destreggiarsi con sicurezza. Vittima delle ultime e disperate chiamate di Zorapide per risollevare la prestazione scialba. Cinismo.

Giana: cosa dire? Fortuna e calcolo: aspettiamo impazienti l’imminente Debucle!

Marco (l’avvocato peloso): non è molto attento alle fasi del gioco, tanto che dopo due mani riesce a chiedere: “Chi è a +5?”. Nonostante ciò giocatore di qualità a sprazzi. Orsetto simpatico.

Darietti: ci ha rotto le balle tutta la sera cantando a più riprese il ritornello più poetico (secondo lui) degli ultimi 20 anni: “…lei è il mio piccione e io il suo monumento…”. (Per inciso: viene naturale parlando di briscola, soprattutto chiamando il 2 di Picche, il parallelismo con la nota canzone di Elio poc’anzi citata). Sufficienza malgrado i colpi di genio con cui allieta la serata. Ospitalità alberghiera da mezza STELLA: ostello.

Zorapide: il punteggio dice tutto. Nelle ultime mani passa ai gesti scaramantici: gira la sedia, attacca le caccole sotto il tavolo (di nascosto), si gratta il didietro, ma niente la partita finisce male. Prova con il terrorismo con chiamate assurde, niente da fare gli attentati gli si ritorcono contro. Martire.

Giornata Up and Down

Up:
Entro in un’ottica del centro per comprare delle lenti a contatto.
“Due confezioni di quelle, grazie!”
La signorina mi dà le due confezioni di lenti a contatto e mi invita ad estrarre un bigliettino da un boccione di vetro pieno di gratta e vinci.
“Le lenti che ha acquistato le danno la possibilità di usufruire di fantastici sconti sui prodotti della stessa marca o di vincere un fantastico CD portatile con Anti-shock system”
Penso: la solita cosa per farti tornare nel solito posto a comprare le lenti.
Cd?
Magari e uno su un milione di biglietti.
Con la sfiga che mi ritrovo prenderò sicuramente il biglietto che mi farà pagare l’extraprezzo sulle lenti a contatto.
Mah! Sarà vero?
Prendo il mio biglietto gratta e vinci.
Comincio a grattare.
A questo punto, di solito, compare la prima lettera ossia la N di “NON HAI VINTO! Riprova e sarai più fortunato”.
E invece eccola là, la H di “HAI VINTO!”
Non è possibile “The Winner is???”
Bene, ho vinto!
Ma cosa?
Continuo a grattare frettolosamente.
Incredibile!!
“UN CD CON ANTISHOCK SYSTEM!!”
Scene di tripudio. Alzo il biglietto a modi Trofeo internazionale.
La signorina mi guarda ed esclama (con garbo tipico delle dame settecentesche alla corte di Versailles): “Che Culo!”
“Eh sapesse, è una lunga storia…… Prima o poi doveva capitare anche a me… Prima o poi”.
Tronfio ritiro subito il premio ed esco dal negozio camminando sulle acque dell’emozione traboccante.
Che fantastica giornata!

Down:
Stessa giornata di cui sopra.
Mi reco puntuale a donare il sangue presso il centro “Trasfusionale di Milano” (a proposito se volete fare una cosa bella per gli altri diventate donatori di sangue).
Tutto a posto.
Visite ok, pressione ok, mi accingo ad essere bucato (non è la prima volta, oramai sono tre anni, ho una certa esperienza), ma mi assale come al solito l’apprensione del fifone!
Può capitare. A me è capitato questa volta.
L’infermiera mi infilza
“Wow!!”. Dolorino iniziale, ma tutto nella norma: inizia la suzione vinifera.
Dopo circa 4:35″, il mio organismo è abbastanza veloce, si ode il cicalino che avverte le infermiere che il donatore ha dato.
Si avvicina l’infermiera e, dopo i vari prelievi per le analisi, estrae il ferro dal mio braccio.
“WOW x 27!! Che dolore!! Minchia… CHE DOLORE!!”
A questo punto la situazione va a precipitare.

Io non sono uno che ama molto il dolore, cioè resistenza zero.
Forse sono l’unico al mondo che è svenuto per una pulizia dei denti.
Figuratevi quando si tratta di sangue. Rosso.
Panico. Mancamenti.
Mai successo che mi sentissi male, dall’alto dei miei 11 salassi andati a buon fine non credevo che potesse accadere anche a me.
Insomma non sono svenuto neanche il primo giorno che ho donato, quando l’adrenalina era a mille e per miracolo non me la sono fatta addosso (la pipì!).
Va bè è successo.
Ed eccomi qua sul lettino che guardo il soffitto che sta sparendo.
Svenimento incipiente.
Subito alla mente le scene di E.R.:
“Maschio. Razza bianca. E’ venuto a mancare nel momento del bisogno. Lo stiamo perdendo. Saturazione al 75%. Intubiamo!”.
Guardo l’infermiera: era il dottor Green.
Oddio sono messo male!!
Sento il letto che si alza dalla parte dei piedi.
Arriva una tipa che mi schiaffeggia, guardo chi è: Oddio e la Weaver!
Ok, ragazzi queste sono le mie ultime volontà!

R.I.P.

Sono passati 40 minuti.
Allarme rientrato.
Pressione normale.
Colorito…Lurch della famiglia Adams a confronto sembrava appena tornato dalle Bahamas!
Ok, sono a posto posso alzarmi…
Almeno seduto.
Mi metto a sedere.
Guardo il Dottor Ross!
Il Dottor ROSS???!!!
Oddio!!
“Lo stiamo perdendo un’altra volta!”
Solita tiritera di cui sopra.

Bene dopo un’oretta sono riuscito a rimettermi in piedi e a tornare a casa.
Racconto di una maledetta giornata.

(p.s.: fare il donatore di sangue è uno sporco mestiere, ma qualcuno deve pur farlo. A parte gli scherzi: sono io che sono un tipo facilmente impressionabile.
Speriamo in bene per la prossima volta!).