Piccoli fan crescono

Intervista al calciatore in fasce Teo (fedelmente riportata).
Intervistatore (nella fattispecie il Papà me medesimo. Per la brevità Int.): “Teo da grande vuoi giocare a basket o a pallone?”.
Il Teo: (con entusiasmo) “A pallone!!”.
Int.: “…e in che ruolo vorresti giocare: come portiere, come difensore, come centrocampista o come attaccante?”.
Il Teo: (chiaramente in difficoltà per la domanda troppo articolata) “Io faccio gol!!”.
Int.: “In attacco quindi?”.
Il Teo: “Sì!”.
Int.: “E a quale campione vorresti assomigliare: a Shevcenko, a Del Piero o ad Adriano?” (Si noti la par condicio di chi non vuole influenzare le scelte di “fede” calcistica del figlio).
Il Teo: (deciso)”Al papà, faccio gol come il papà!”.

Ditemi voi se queste non sono soddisfazioni.

Annunci

Racconti Natalizi

Tardo pomeriggio.
C.so Buenos Aires gremito.
Gente che va, gente che viene.
Colonna di macchine ferme ai semafori.
All’angolo con via Piccinni (proprio davanti al Mc Dnoald) sono piazzati, a modi di falange armata, gli invadenti diffusori di cultura a pagamento, più comunemente conosciuti come i venditori-intervistatori Euroclub.
I suddetti attendono lo scattare del verde e si catapultano come le api su di un campo di fiori, sui passanti, chiedendo, chiedendo, chiedendo.“Legge spesso?”
“Quanti libri compra al mese?”
“Ascolta musica?”
Quanti cd compra in un mese?”

Marta fa parte di questo esercito della “salvezza” della cultura mondiale e attende il verde per intervistare e abbindolare il suo primo cliente: freme con il suo Notes stretto tra le mani.
Dall’altra parte del “fossato” di via Piccinni attende il verde Teresa, madre di tre figli: Marco, abbarbicato ed imbottito nel marsupio pendente dalle spalle della madre; Giovanni, novello camminatore e maratoneta che scalpita al fianco della genitrice; Giulia, dolcemente appisolata sul passeggino sommersa di pacchi e pacchetti.

Scatta il verde.
Lo sciame umano avanza.
Teresa spinge decisa il passeggino; Giovanni si allontana di qualche metro: “Giovanni, Giovanni vieni qua!”; il passeggino impazzito si fionda sulla sinistra e si dirige, in bilico su due ruote, verso un gippone 4×4; Teresa con un colpo di polso (tennisticamente parlando perfetto) riindirizza il “mezzo” sulla giusta via e si dirige verso il marciapiede opposto; allungando l’altro braccio, quello libero, va ad acchiappare per il bavero Giovanni.
Velocità insostenibile.
Pum!
Marciapiede centrato.
Per effetto della dinamica Newtoniana il passeggino, e quanto contiene, si catapultano in avanti.
Per fortuna la bimba Giulia è ben salda grazie alle cinture di sicurezza, ma i pacchi no: frana di regali sul lastricato cittadino.
Giulia strilla per lo spavento.
Marco strilla per riflesso allo spavento di Giulia.
Giovanni che non sa cosa fare, si mette a strillare anche lui.
Teresa non strilla, ma qualche santo l’ha scomodato.
Ed è qui che entra in scena la nostra cara amica Marta intervistatrice provetta, che sfrutta con tempismo perfetto il momento proficuo di stasi.
Marta: “Mi scusi di solito cosa legge?”
Teresa: (in stasi, guardando Marta inebetita) “Ma va a cagare!”.

La cultura è cultura.

Quelli della Briscola – 5

Punteggi: Ing. della Briscola +1; Zorapide +9; Avv. Peloso -6; Darietti -2; Rb -2.Partita bella, molto bella, scoppiettante, affascinante come non se ne vedevano da mesi. Il 70% delle chiamate sono di 2. Ci si scanna alla grande.

Zorapide non si ferma più, anzi ammazza la partita sin dall’inizio prendendo un ampio vantaggio già dopo le prime 5 mani. Chi sosteneva che la volta scorsa vinse per l’aiuto del doping alcolico e della buona sorte ora dovrà ricredersi: il ragazzo è cresciuto. Trenta mani trenta con il quintetto base: chi ha da fiatare?
L’Ing. è capitolato per la seconda volta consecutiva; ha commesso errori grossolani, si è incaponito, ancora, su vecchie teorie che lo hanno portato a raschiare ben bene il fondo, ma bisogna ammettere che poi il campione è venuto fuori ed è riuscito a salvare una partita che fino a metà aveva assunto le sembianze di un buco nero, nero da cui sarebbe stato difficile per chiunque uscire: il solo Zorapide sino ad adesso era riuscito a cadere così in basso e così in fretta.
Non parliamo, per rispetto, della partita dell’Avv. Peloso che ha interpretato (e benissimo) la parte di non-socio: chi chiamava lui era sicuro di andare incontro alla sconfitta certa; chi veniva chiamato da lui era meglio se chiedeva una spada per il Harachiri (tranne in un caso che delucideremo più avanti, nel quale però le pratiche intimidatorie di Rb hanno avuto un ruolo importante affinché la sorte girasse per il giusto verso). Rb pallido e fumante è riuscito sul finale a rimettere sulla rotta giusta una nave che andava decisamente alla deriva. Darietti…Questa volta lasciamo a voi immaginare qualsiasi cosa, tanto fa lo stesso.

La fredda Cronaca.
Atmosfera tesa (a qualcuno brucia tremendamente il peperone). L’Ing. tira fuori il suo cellulare nuovo (così per distrarre i giocatori dalla partita): WAP, Wireless, Blue-Tucch.
L’unico a cadere nelle tela del ragno è l’Avv. Peloso: era più intento a mandare MMS che alle carte che aveva in mano, che gioia per il chiamante sapere di avere un socio tecnologico!
Appreso il funzionamento delle nuove tecnologie si parte alla grande: Zorapide viene chiamato due volte, vince e schizza a +4. Zorapide scatenato chiama un bel 2 a 70 e vince e schizza a +8; gli altri in balia dei numeri binari sono sconcertati della partenza a razzo. Un’altra chiamata di Zorapide: 2 a 64. Chiama Darietti un 5 di cuori becca (indovinate chi?) Zorapide, vincono. Lo scatenato chiama ancora e vola al punteggio massimo del match: +12. Gli altri a punteggi abissali: l’Ing. addirittura a –5, l’Avv. Peloso a –3, Darietti ad un onorevole +1, Rb fa compagnia all’Ing. a –5.
Partenza a razzo, bruciante, non se ne vedevano da tempo di così belle: in 10 mani ben 5 chiamate di 2 e mai sopra il 5. Bella, bellissima partita.
Inciso: alla seconda mano l’Ing. (memore di quello che aveva fatto nella scorsa partita) è riuscito con sagacia invidiabile a chiamare un bel 4 di fiori fuori di Asso e Tre; il lupo perde il pelo, ma non il vizio: il pelo, però, glielo ha lisciato Rb, che non gradisce primo perdere e secondo perdere con chiamate del (fatecelo dire con tutta franchezza) cazzo!
Dopo la sfuriata iniziale Zorapide lascia fare e piano, piano torna alla normalità, scendendo gradatamente verso un umano +6; intanto si fanno sotto Darietti (a questo punto della partita la classe cristallina e un gioco cristallizzato su schemi incrostati di calcare danno buoni frutti) e l’Ing. riavutosi dalle sberle iniziali e messo da parte il cellulare tecnologicamente avanzato.
C’è gloria per tutti a questo punto del match: Rb chiama un bel 2 a 70 e vince bene (manco a farlo apposta il socio era Zorapide).
Si giunge così all’ultima tornata con la Chiamata IN della serata; chiamata che non ci ha impressionato tanto per la perizia o la tecnica adottata nel portarla a buona fine, ma quanto per le minacce serie che sono volate prima che il chiamante divulgasse il segno chiamato.
Stiamo parlando della chiamata del quale poc’anzi vi accennavamo in cui l’Avv. Peloso è riuscito a portare a casa un risultato utile e soprattutto la pelle (oops! Il pelo!).
“2 a 70!” Esclama il “Vello d’oro”.
Si alza Rb (come al solito con i piedi sul tavolo di mogano antico, per la gioia di Darietti): “Se non chiami me e mi fai vincere, GIURO, ma GIURO che non gioco più a briscola chiamata!”. Lapidario come al solito, ma efficace: cosa fare? Cercare di vincere e perdere un giocatore per sempre, o perdere e conservare un giocatore per le prossime partite? Alle carte l’ardua sentenza: hanno vinto Rb e l’Avv. Peloso, l’uno ha salvato la faccia, l’altro il suo pelo.
Si arriva alle ultime due mani con questi punteggi: Ing. +2; Avv. Peloso –3; Darietti +1; Rb –5; Zorapide +5. L’Ing. freme, deve vincere stasera, non può permettersi di sbagliare ancora. Prende le carte della penultima mano e chiama (non ci ricordiamo cosa). Rb chiama un 2. Ing.: 2 a 70. Rb: 2 a 74. Penultima mano con il botto! E che botto. Rb freme, scalpita, è fuori di donna, ma il suo compare (guarda caso un certo Zorapide) ha un bel Jack da portare a casa, il gioco è fatto: vincono Rb e Zorapide.
Zorapide punto ed incontro.
E’ finita? Ancora no.
Ultima mano chiamata spettacolo di Zorapide, con già la vittoria in mano, di 2 a 62, 2 di Picche che porta sempre bene. Vittoria!
Da oggi chiamatelo il Cannibale!
Zorapide il Cannibale.

Ad PERSONAM
Avv. Peloso: si è fermato al Blue-Tucc. Si assenta completamente del gioco e sbaglia l’impossibile. Mazziato (cornuto non lo sappiamo) da Rb si scuote quel tanto per fare una mano dignitosa e salvare almeno il manto peloso. Cataclisma.

Rb: non è serata si potrebbe dire, ma è troppo poco per definire una partita ai margini. S’infuria, scalcia, ma non riesce a mettere lo stesso impeto nel suo gioco, che pur essendo di alta scuola non porta i buoni frutti; dovrebbe imparare da Darietti a usare schemi semplici ed efficaci che comunque ti portano allo zero, non danno spettacolo, ma ti salvano il culo. Genio sfigato ed incompreso.

Ing.: credevamo che dopo l’ultima batosta ci avrebbe massacrato, ma agli occhi di tutti è sembrato impacciato e confuso. Ripete molti errori della precedente partita (ma quando la smetterai di chiamare fuori di Asso e Tre, che le buschi e basta?). Ennesima conferma che la fortuna gli ha girato le spalle e di conseguenza la sua perizia ha perso l’arma migliore. Abbandonato e ramingo.

Darietti: dato dai bookmakers come vincente è riuscito unicamente nell’intento di arginare la rincorsa dell’Ing. favorendo Zorapide per la vittoria. Ardito in alcune chiamate (ha chiamato una volta fuori di Asso), ma il solito “fermello” in altre; comunque encomiabile lo sforzo: è in atto una metamorfosi? Speriamo, il gioco ne trarrà sicuramente dei vantaggi. Crisalide.

Zorapide: semplicemente grandioso o rotto in culo (per dirla alla buona), ma dobbiamo ammettere che se l’è giocata e giocata alla grande. E’ anche vero che sembrava la banca d’Italia per quanti carichi passavano per le sue mani, ma bisogna anche saperli gestire. Parte alla grande e saluta tutti. Si spegne a metà partita (per modo di dire) e poi piazza la zampata finale. Ora che l’ipotesi doping è tramontata, che cosa tirerete fuori adesso? Che le carte erano truccate? Ci ripetiamo: Cannibale.

Quelli della Briscola – 4

Punteggi: Db +2; Zorapide +9; Ing. della Briscola -1; Carullo -4; Dp -6.

Dal punteggio avrete già capito con che spirito mi accingo a scrivere questa post-cronaca.
Semplicemente un serata fantastica.
Zorapide che a metà partita era sprofondato nel solito baratro della negatività cosmica, con tre chiamate geniali si riaffacciava nella positività e andava a vincere con un colpo di reni di rara bellezza. La sorte questa volta è stata propizia, ha guardato bene, ha guardato nel posto giusto. L’Ing. è caduto malamente intestardendosi sulle sue teorie statistiche: la teoria dei giochi gli fa un baffo, ma a lui ha presentato barba e capelli; si ostina a voler strafare e rimane bruciato dal picche presentatogli dalla dea bendata.
Gli avversari comunque erano belli tosti, a parte Darietti, i due novizi sono riusciti a destabilizzare degli equilibri consolidati: Ing. hai trovato pane per i tuoi denti??
Sicuramente la serata ci ha consegnato uno Zorapide in gran spolvero e un Darietti sempre più fantasioso nel sciorinare giocate al limite; e poi abbiamo trovato un Carullo coscienzioso, un po’ arrugginito, ma coscienzioso e un Db lento, ma efficace, efficacissimo e puntuale come le sue battute al fulmicotone e la sua tosse broncolitica (io spero che il mal di gola che mi sta venendo non sia una conseguenza epidemica della serata).

Casa Darietti.
Si parte con un brindisi per la notiziona di Zorapide padre per la seconda volta (è anche per questo che non poteva fallire). Muller-Turgau scolato a canna.
Zorapide piombato, gli altri brilli, ma ancora coscienti.
Bisogna anticipare che è stata una partita atipica, viste le new-entries la serata a stentato a prendere ritmo e quindi invece delle consuete 30 mani ci si è adagiati sulle 20.
Poche le giocate ad effetto fino a metà partita un solo 2 a 62 e un 2 a 70.
Si scherza, si ride, si stenta a trovare concentrazione (è per caso lo spumantino tracannato?).
Si parla, si parla molto; i puristi della Chiamata si sarebbero alzati e se ne sarebbero andati sbattendo la porta: la briscola è notoriamente un gioco per “muti”, sono le carte che devono parlare.
In questo clima di festa natalizia, Carullo si erge a giustiziere mascherato e invita gli altri giocatori ad un contegno più decoroso: “Questa mano la facciamo in silenzio, per favore, in silenzio!”
Dunque silenzio di tomba.
Si danno le carte.
Si chiama picche.
Tocca a Darietti: 4 di picche, così alla prima mano.
Sguardi laser.
Sbuffi di vapore.
Mano vinta con fatica.
Il silenzio è infranto da un insulto (che non ripeto) di Carullo all’indirizzo di Darietti. Mezz’ora di discussione sulla mossa molto azzardata; una mossa futuristica che forse non abbiamo capito e non capiremo mai: genio incompreso e mazziato.
Si riparte e si arriva a metà match in queste condizioni: Zorapide -6 (quasi rinsavito dalla botta alcolica iniziale); Ing. +4 (ma con il pepe al culo); Db +2 (alla ricerca della forma migliore); Darietti -1 (livido); Carullo +1 (arrugginito e incazzato).
Dunque siamo alla chiamata che cambierà il corso della partita, che eleggeremo a “Chiamata IN” nonostante sia miseramente fallita.
Chiama l’Ing.: 2 di Cuori.
Giro da undici punti, l’Ing. cala una briscola, Db (BOOOM!) cala il 3 di cuori.
Altro giro altro regalo: l’Ing. cala un’altra briscola, Darietti (quasi vergognandosi, BOOM!) Asso di cuori.
A questo punto la situazione era alquanto confusa. Se devo dirvi la verità, sono contento di non essere stato nei panni del socio. Ing. sconfitto, socio (Carullo) ancora più incazzato.
L’Ing. aveva chiamato un 2 fuori di Asso e Tre: non la trovate una chiamata alquanto scellerata?
Ing. fuori anche di testa; la sconfitta a questo punto era dietro l’angolo.
Zorapide approfitta di questo sbandamento e comincia a chiamare e a trovare buoni soci: 6 di quadri, 5 di picche; per concludere con il botto un bel CARICHI (aveva in mano quattro assi e un tre: 54 punti serviti e poi mi vengono a dire che la briscola non è un gioco di culo!).
Zorapide alla terz’ultima mano schizza a +7; si fa chiamare (usando la tecnica appresa presso la scuola di Okuto dell’Ing.) con due di quadri ed il gioco è fatto: +9 finale, gioia, gioia, gioia.
Ora si attende frementi il prossimo match.
E vvai!!

Ad PERSONAM

Darietti: è sempre più convinto di essere l’innovatore della Chiamata. Freddo calcolatore (con un solo carico in mano, a giochi fatti con il socio smascherato, sosteneva che doveva contare per decidere se giocare o no il carico a favore dei suoi soci): genio incompreso.

Zorapide: semplicemente perfetto. Recupera ben 7 punti e va a vincere alla grande: papà felice.

Carullo: giocatore di qualità, ma alquanto arrugginito. Non si capacita di alcune chiamate azzardate (noi oramai ci abbiamo fatto il callo): fegato marcio.

Db: freddo calcolatore anche lui, ma con un processore 486 e quindi alquanto lento nel prendere le decisioni, ma non sbaglia nulla. Meritato il secondo posto (con bronchite), dovrebbe osare di più, ma per la prima uscita stagionale non c’è male: bradipo.

Ing. della Briscola: se fossimo stati un presepe vivente (vista l’atmosfera natalizia) lui, di sicuro, sarebbe stato il mulo; si intestardisce a chiamare carte impossibili. Ogni tanto bisogna pur perdere per gustarsi la vittoria a pieno: monarca spodestato.