Quelli della Briscola – 2

Punteggi: Darietti +10; Ing. della Briscola +8; Zorapide +2; Pennello -1; Rb -19.

Il Darietti è lanciato, non si ferma più: sulla scia della prima, eclatante vittoria, ottiene un nuovo successo, anche grazie alla scarsa lena dell’Ing. sul finale di partita. Sostenitore della causa Darietti c’è Zorapide, che sino alla sest’ultima mano si contendeva l’ultimo posto con Rb a punteggi siderali, ma inebriato dalla tarda ora si è concesso sei turni di chiamate scoppiettanti, che lo hanno portato ha colmare un gap di ben 15 punti.
Pennello si è limitato a limitare i danni, mantenendosi nell’anonimato, mentre Rb ha tirato fuori la prestazione più brutta degli ultimi 20 anni, cadendo in disgrazia, tremenda disgrazia.
Dati certi sono: che la Briscola è un gioco di culo (e Darietti ne sa qualcosa) e che l’Ing. continua ad imbarcare acqua e la cosa gli rode e molto; gli sono tornati i brufoli, l’insonnia, e la lingua felpata.
Coraggio che la vita (e soprattutto la stagione) è ancora lunga.

La fredda Cronaca.
Casa Darietti.
Ottima la puntualità.
Si incomincia bene con un 2 a 66 del Darietti che vuole mettere subito le cose in chiaro, vuole dimostrare che quest’anno è il suo anno: vince a mani basse. Preso dall’emozione (da pipì nei pantaloni) per il successo ottenuto nella prima mano, il Darietti vuole strafare e chiama ancora, ma questa volta la frenesia gli dice male: a metà partita (certo della vittoria) butta all’aria le carte, ma ahimè doveva uscire ancora l’ultimo “bombolone” e quindi nulla da fare. A MONTE: con un bel “Pirla” scritto sul referto.
La serata è molto distratta, il ritmo è molto blando, dopo un’ora le mani giocate sono solo 10! C’è chi si atteggia a grande campione (Darietti) riflettendo all’inverosimile (seghe mentali) su ogni giocata. Anche un misero 5 di quadri è un parto tri-gemellare con complicazioni.
A metà partita, la situazione è ancora in bilico anche se analizzando ben bene, la lotta è a due tra l’Ing. (sempre più frenetico) e il Darietti (sempre più bradipo); i punteggi sono questi: Darietti ed Ing. +6, Pennello +4, Rb -11, Zorapide -5.
Si parlava della frenesia dell’Ing.
L’Ing. soffre, perché le carte non gli vengono; non riesce a comandarle a bacchetta come al solito e quindi cerca di anticipare le giocate per fare in fretta, per arrivare alla fine, per giocare un nuova mano; è la classica tigre in gabbia, insofferente, nervosa. Si becca anche lui un bel “pirla” sul referto per avere mandato a monte una mano, per avere inavvertitamente “mollato” prima della fine (in realtà era già dall’inizio che l’Ing. mollava e Zorapide ne subiva le conseguenze narcotizzato dalle mefitiche e silenziose esalazioni: le armi chimiche non valgono).
La partita, dopo le canoniche trenta mani è nelle mani del Darietti, che è in vantaggio sull’Ing. di ben 5 punti. Si propone il prolungamento visto il giorno festivo seguente. Il solo Pennello si trova in disaccordo, per motivi di classifica (un misero +2) e per motivi di poca concentrazione dovuti alla sonnolenza.
Si decide di proseguire. L’Ing. si mette all’inseguimento del Darietti, ma il vero protagonista delle ultime 5 mani è Zorapide che, mentre tutti gli altri gradatamente si stanno abbandonando al sonno, si esibisce in voli pindarici non indifferenti: chiama ben tre volte (una volta CARICHI) e si fa chiamare due volte. Zorapide dal -12 in cui era impantanato risale la china fino ad un più onorevole +2: per lui sono soddisfazioni.
Il prolungamento, quindi, non muta nulla nelle parti alte della classifica, perché il Darietti riesce a portarsi a casa un’altra vittoria, mentre l’Ing. si accontenta di racimolare qualche punto utile per la classifica generale, ma resta secondo e a bocca asciutta di vittorie: il prossimo match si preannuncia infuocato.

Ad PERSONAM.
Zorapide: la sua prima uscita stagionale non gli dice affatto bene. Il suo punteggio è costantemente negativo. Di veri grossi errori non ne compie, ma i suoi soci sono sempre pronti ad imputargli le colpe della sconfitta (vedi il 7 di quadri con chiamante Rb: cioè lui chiama un 2 a 70. Zorapide ha in mano il 2, il 7 e due figure del cazzo non di briscola. E la colpa della sconfitta è di Zorapide che non ha fatto girare il gioco con il 7! Ma va a cagare! Come si fa a vincere senza una ceppa di carico??!). Si rifà sul finale con 5 mani alla grande (spedendo a -19 Rb: TOH!).
Martire redento.

Darietti: vince anche questa con il minimo sforzo. Si limita a pensare, pensare e pensare. Se volete vincere alla briscola con un gioco attendista, chiedetelo a lui. Come al solito le carte gli dicono bene e anche i soci che becca gli dicono bene.
Culatone.

Ing. della Briscola: la sicurezza che ostentava la stagione scorsa è un vago ricordo. E’ una maschera di nervosismo: tamburella le dita sul tavolo, canticchia canzoni oscene, produce aria da tutti i pori, ma non riesce a vincere e gli rode, si vede e si sente. Anche lui se la prende con Zorapide. Cerca la chiamata ad effetto, una delle sue, ma come si fa a chiamare con quelle carte?
Mantice in fibrillazione.

Pennello: ci si aspettava un’ecatombe ed invece smentisce tutti con un prestazione discreta. Il punteggio è quasi sempre positivo.
Ex-zimbello.

Rb: poca concentrazione. Carte che gli sono sempre contro. Per tutta la sera non proferisce altre parole che: ”Che Gioco di merda!”. Che dire altro? Guardate il punteggio. L’unica volta che chiama un 2 a 70, credendo di vincere, trova Zorapide nudo in mezzo ad una strada, e lui cosa fa? Lo prende a calci per un cazzo di 7 di quadri!!
Arrampicatore sugli specchi.

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Quelli della Briscola – 1

Inizia un nuovo anno senza Zorapide.

Vado ad immaginazione.
Intorno al tavolo il fumigante Rb, l’Ing. nervoso per la prima uscita stagionale che tamburella ritmi impossibili con le dita, l’Avv. Peloso che continua a lisciarsi il manto (spidocchiandosi), il Darietti che si gratta la testa e guarda le carte, guarda le carte e si gratta la testa, il quinto? Forse DB o lo Specialista chi puo’ dirlo?.

Il punteggio?
Non e’ ho la piu’ pallida idea; so solo che Rb mi ha scritto un SMS annunciante la vittoria (clamorosa e senza lode) di Darietti.
Tutto il resto e’ cronaca che qualcuno dovra’ prima o poi buttare giu’.

Scandaloso, ha vinto Darietti.
Io non omologherei il risultato.