Libertà Raggiunta

“Maledetti Bastardi …
Sono ancora Vivo!”
(Papillon)

E nella scena finale c’è un evidente “Blooper”.

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Un Gran Bel Film

Capita talvolta di immaginarsi tutto.
Prefigurare, tentare di indovinare, di farsi domande e di rispondersi, arrovellarsi insomma.
Ecco capita, o almeno, a me capita, sovente di incancrenirmi in inutili pensieri.

E in tutto questo guazzabuglio di mal di testa, sembra che l’immaginario prenda il sopravvento sulla realtà.
Accade, poi, che quando l’imprevisto si palesa: la nebbia si dissolve, improvvisamente, e tu rimani lì, inebetito, con un sorriso accennato sulle labbra, a contemplare un fatto e ritorni a pensare di quanto tempo hai passato con gli occhi chiusi, preclusi alla luce del vero.

Dare

“Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano”.

Al vero Gabbiano Jonathan Livingston
che vive in ognuno di noi.

(Richard Bach, Il Gabbiano Jonathan Livingstone)

Coppa Tre Tappi

Nello specifico, i tre tappi non sono Maria, Andrea e Tommaso (rispettivamente di età 7, 7, 10) che si sono cimentati durante un Week End piovoso in una specialità sportiva d’altri tempi.

Accantonati per un pomeriggio TV, Smartphone, Tablet e PlayStation, si sono dati allo sport in punta di dito: l’antenato del Subbuteo, con il quale, il loro “venerando” padre, passava qualche pomeriggio in oratorio (sempre durante giornate piovose).

Gioco semplicissimo: tre tappi, due giocatori, un tavolo.
Il tappo più indietro deve passare attraverso gli altri due senza toccarli, i tappi non devono cadere dal tavolo, si usa solo il dito indice; scopo del gioco è fare goal nella porta avversaria: i due pollici dell’avversario appoggiati sull’altro capo del tavolo ad una distanza di 5/7 cm l’uno dall’altro.

Ahimè, purtroppo devo confessare che le ho “buscate”: sono un po’ arrugginito, mi sa.

Civiltà di Kardashev di tipo II

Su, su, che forse ci siamo con gli incontri ravvicinati del Terzo tipo …
Preparatevi: barba, capelli, datevi una sciacquata, un tono, che forse gli ALIENI li abbiamo trovati!

Ma se fossero così avanzati, pensate che si farebbero sgamare così: che dilettanti!

Per ora penso al pranzo …
Poi vediamo.

I quattro Amori

In un epoca di Narcisismo e di “Sdoganamento dei sentimenti”, mi è capitata sott’occhio questa frase:

“Il vero pericolo, secondo me, non è che gli innamorati si adorino a vicenda, ma che essi facciano dell’eros un idolo”.

(Clive Staples Lewis, I Quattro Amori)

Per meditare in questo fine settimana.

Hair Style

Incontrare un Parrucchiere oftalmico è cosa rara, insolita.

Mi spiego: è facile avere a che fare con quello Estetista, Sportivo-Calciofilo, Politico; o, per passare dall’altra sponda e rispettare la parità dei sessi, quella Psicologa, Dietista, Omeopata o Pediatra.
Eccomi: Ho incontrato un Parrucchiere Oftalmico!

(Alzata di Braccia)
(Scroscio di Applausi)
(Inchino)

Me ne stavo bel bello al lavaggio del cuoio capelluto: ben massaggiato, rilassato, alleggerito di quel chilo di capelli che si accumula in tre o quattro mesi (taglio netto il mio, da leva militare, 1 mm con la macchinetta). Le mani che massaggiavano erano quelle del Saccente edotto alle arti mediche di Ippocrate, specializzando in Oculistica.
Di fianco si siede un altro avventore, anche lui alleggerito (un po’ meno), che si accomoda in poltrona e reclina la testa all’indietro.
Subito l’oftalmico nota la gonfia e sanguinolenta escrescenza nell’occhio del vicino: “Orzaiolo!”.
Ed il Vicino al Lui: “No, Calazio!”.
Eh, già qui …

L’oftalmico non la prende bene: il triage di osservazione non ha dato gli esiti sperati; le mani dell’Oftalmico si fanno pesanti: il massaggio sembra più un impasto, e rivoli fastidiosi d’acqua cominciano ad infilarsi nei canali uditivi del qui presente; fastidiosissima sensazione: orecchie che si tappano.
Eseguito il primo esame obbiettivo, si passa alla “cura”: bistecca sull’occhio!?
Il Vicino: ”NO! Devo attendere l’esplosione e la liberazione del dotto escretorio!”.
Eh, che fortuna essere capitato in questo ricettacolo di scienziati!

L’Oftalmico, rintuzzato nuovamente, continua a non prenderla bene: l’impasto si fa più energico; ora i rivoli d’acqua arrivano, passando lungo la schiena, alle mutande; e per di più lo schiumogeno comincia a colare nell’occhio destro: bruciore e lacrimazione.

L’Oftalmico si fa di nuovo sotto e va a pescare nel passato, s iaggrappa alle sue reminiscenze: “Anche a me una volta è capitata una roba del genere: mi è esploso in metropolitana. Sembravo Pizza Margherita!”.

(Per chi non è un cinefilo Pizza Margherita era il cattivo in “Balle Spaziali” di Mel Brooks, seguire il link per capire).

Il Vicino, per nulla colpito dall’ostentata simpatia dell’Oftalmico, ribatte con puntiglio: “Io spero, che grazie alla pomata antibiotica, l’infezione si esaurisca entro due giorni”.
A questo punto ero un cencio umano nelle mani impazzite del vero Pizza Margherita: l’occhio destro è purulento, lacrimazione, bruciore e un evidente rossore.
L’Oftalmico, ritornando in se, finalmente si ricorda di me, e si mette ad osservare il mio occhio, notando l’incipiente (e poco celabile) congiuntivite che mi affligge l’occhio destro.

Eccoci … Ora tocca a me.
No, non è nulla”, mi affretto a precisare, temendo …
Magari, passo dal Macellaio qua davanti, prima di andare a casa”.

Prossimità

Voi direte: in metropolitana in ora di punta si sta schiacciati come sardine.
Luogo comune?
Leggenda Metropolitana (!?).
Fantasiosi racconti di viaggio casa-lavoro e viceversa?

Boh, so solo che è dura, durissima; chi ci è passato e ci passa tutt’ora, può certificarlo.
Tra un’ascella tumida, umida e rivestita; il pakistano che ha mangiato pesante per colazione e magari la superVamp detersa con Chanel n.5; per non parlare dello sviolinatore, il Cantore di Norimberga e la session band di slavi.

In un Lunedì mattina, già in salita di suo, mi si affianca uno: “Scusa, ma se per favore non mi stai così vicino …”.
Cosa impossibile da attuarsi …. direte voi.

E’ che io, a lavoro ci vado in scooter!

Amico …
Peace and Love!