Quelli della Briscola – 5

Punteggi: Ing. della Briscola -10; Zorapide -6; “Gollum-Patch Adams” Saronni +23; Darietti +3; Avv. Peloso -10.Al termine di questa stagione di “Chiamate” ciò che molti attendevano finalmente si è verificato: l’Ing. è incappato nella sua prima e unica sconfitta stagionale. Ha perso in modo sciagurato, lo ha fatto proprio con il botto, ma la sorpresa della serata (e di questa stagione) è la vittoria schiacciante con un punteggio altisonante di Gollum, forse sottovalutato durante la prima partita o forse con un sedere sfondato ieri sera.
Poi che dire? Il solito Zorapide, impreciso nelle chiamate decisive e il solito Darietti che pur con una sola chiamata in 30 mani è riuscito a portarsi a casa un onorevole (vista la serata) punteggio positivo ed un importante piazzamento. L’Avv. Peloso non è pervenuto, si è tenuto costantemente ai margini della partita e del tavolo. Per la prima volta in questa stagione il punteggio è estremamente verace: Gollum ha fatto una partita tatticamente perfetta.

La fredda Cronaca.
Serata fresca, siamo sulle sponde della Martesana tra il gracidio delle rane e la frescura fetida dell’acqua quasi stagnante. Il tanto temuto caldo afoso non si è fatto sentire.
Appuntamento alle 21.20 all’angolo tra Via Dolomiti e Via Policarpo Pedrotti: paurosi ritardi, già la serata comincia male; evidentemente qualcuno (Darietti) con la toponomastica non ci azzecca nulla.
Casa Gollum: climatizzazione (non insonorizzata: soglia di dolore acustico ampiamente superata), zanzariere (con zanzara infiltrata che ha avuto il suo lauto pasto), patatine a volontà (1.5 Kg), bevande di ogni tipo (compreso di grappe e cognac) e olive verdi piccanti (molto piccanti). Accoglienza di prima categoria, accoglienza che in realtà poi si è rivelata fatale.

Si incomincia a ritmi ridottissimi. Sembra una scampagnata più che una tesa partita a briscola. Ognuno dice la sua, si pensa a bere e a mangiare, la concentrazione è sotto-zero. Invece del classico giro di strozzo con Jack, Donna, Re a Asso finale, si è intenti nella pratica del rutto libero (con strozzo finale di rigurgito acidulo). Zorapide scalpita, desidera che la serata prenda subito una buona piega: prime sei mani 4 chiamate con esiti incerti (-2).
Chiamate deboli, mai sotto il 7. Si arriva ad un 2 a 70 dopo quasi 10 mani. L’Ing. è bloccato, si vede che non è in serata, dispensa perle di saggezza a tutti, ma con le sue carte ci fa poco, tenta di riaversi con una chiamata ad effetto (chiama un 4 di picche), ma il socio (ahimè il distratto Zorapide) lo ripaga con una prestazione da pivellino: giro di carichi, ci saranno stati 40 punti sul tavolo, prende Darietti e Zorapide (ultimo di mano) vede bene di aggiungere un bel 3 di cuori allo straboccante paniere. Giana non si capacita dell’inettitudine del suo compare. Zorapide si difende asserendo che è molto distratto dal continuo vocio e che credeva che l’ultimo di mano fosse l’Ing. (da qui l’abbondante annaffiata di carico): non è serata.
Mentre le mani vengono snocciolate con difficoltà, le olive piccanti vengono snocciolate con voracità (e con rumori di succhiotti e sgranocchii mai uditi sulla faccia della terra).
A metà partita il Darietti è ampiamente in vantaggio: è già a +12 (senza avere ancora chiamato), l’Ing. è stabile sullo zero, l’Avv. Peloso è piombato a –11, Gollum con un onorevole +4 e Zorapide che ondeggia tra il –5 e il –4. Sembra, oramai, che la partita sia incanalata su binari favorevoli al Darietti, che per l’ennesima volta si prefigurava la vittoria; in realtà i binari erano quelli che, a detta dei presenti, entravano direttamente nel fondo schiena del Darietti, con annesso TGV: con una tattica nichilista l’onnisciente era in vantaggio e che vantaggio.
L’imprevisto nella Briscola è sempre dietro l’angolo. Gollum, il nostro mecenate culinario, ha veduto bene di costruirselo questo imprevisto, tirando fuori dal cilindro una grappa ammazzatutto che ha avuto l’effetto devastante di schiantare il Darietti e di accompagnare dolcemente Zorapide nel limbo dei bevitori di grappa.
Gollum, dopo avere narcotizzato metà della ciurma, parte con una chiamata (la seconda) di CARICHI e la vince a mani basse; da qui in poi è un’ascesa continua fino al +23 che lo consacrerà campione della serata.
La “Chiamata IN” è di Gollum. In realtà sono le due di CARICHI che gli hanno permesso di mettere al sicuro la partita.

Ad PERSONAM.
Zorapide: adotta la tattica della chiamata selvaggia, ma i suoi soci sono dei selvaggi. Distratto ed evanescente, non riesce mai a fare il salto di qualità. Quando il gioco si fa duro lui si mette in crisi da solo con giocate al limite del matematico. Acerbo.

Darietti: se ci fosse una graduatoria delle non-chiamate lui sarebbe al primo posto. Non fa nulla se non dispensarci canzoncine di Elio. Si arrabbia con Zorapide per una chiamata fuori di Asso e Tre (vinta) non sapendo che carte avesse in mano Zorapide e non sapendo che il Tre ce l’aveva in mano lui. Eterno secondo. Nichilista canterino.

Ing. della Briscola: l’ombra di se stesso. Sarà stato perché la moglie (di solito completamente disinteressata dall’attività ludica del marito) a metà serata gli ha mandato un SMS con un augurio di vittoria. Irriconoscibile: non riesce a vincere neanche con Asso e Tre dalla sua. Si ostina a dire che deve vincere e gli rode vistosamente quando vede che le cose non vanno per il verso giusto. Cane bastonato.

Avv. Peloso: la tangente di un cerchio, mai al centro del gioco. Chiama poco e male. Si accanisce sulle olive verdi piccanti non usando l’apposito stuzzicadenti e ungendo indelebilmente le carte da collezione di Zorapide. Orsetto pasticcione.

Gollum-Patch Adams Saronni: vuoi perché avuto dalla sua parte il TGV partito dal fondoschiena di Darietti, vuoi perché giocava in casa, vuoi perché ha narcotizzato i presenti con le sue olive verdi piccanti, ma nessuno si sarebbe mai aspettato di vederlo a fine serata in prima posizione. Ha dispensato giocate di ottimo livello, ha rischiato il giusto, ha giustamente vinto. Seminatore.

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Quelli della Briscola – 4

Punteggi: Rb -6; Zorapide +2; Ing. della Briscola +7; Darietti +6; “Patch Adams-Gollum” Saronni -9.Serata tranquilla (nel senso che non vi sono state discussioni accese e risse violente: Pio Albergo Trivulzio).
Ancora una volta l’Ing. c’è la messa in quel posto, non solo vincendo la partita, ma invitando alla serata un individuo (tal Saronni) che ha destabilizzato i nervi dei contendenti, conducendoli lentamente alla pazzia.
Bravo Ing.! Non bastavano i “mezzi tecnici” che la natura ti ha messo a disposizione, ora ti servi anche dei numeri da baraccone di individui di losca provenienza per distrarre i contendenti dal gioco.
Questa volta il punteggio è bugiardo.
Molto bugiardo.

La fredda cronaca.
Casa Darietti.
Ospitalità buona (passa di grado: da “Ostello” ad “1 stella e mezza”): pane (morbido, quello del Mulino Bianco a fette quadrate) e marmellata non si possono dimenticare, soprattutto perché Gollum si è presentato alla serata dandoci delucidazioni sulla differenza tra pane bianco e pan carré: quello che stavamo mangiando per lui era pane bianco…”Il pancarrè è quello per fare i toast!”. Avete capito da queste prime battute con che tipo di individuo abbiamo avuto a che fare.
In ogni caso per capirci bene sul personaggio su citato:
– Gollum perché parlava da solo (completamente dissociato e ogni tanto partiva con l’imitazione di suo figlio, di nove mesi, intento nello sforzo evacuativo solido, molto solido a detta di suo padre).
– Patch Adams perché lavora nel campo ospedaliero e non ci ha risparmiato qualche aneddoto interessante; uno degli argomenti trattati è stato quello delle “LAVA-PADELLE” di cui lui è un tecnico specializzato, praticamente un lavoro di merda!

Veniamo all’aspetto ludico della serata.
Si è partiti in sordina; prime tre mani, tre chiamate a buon fine dell’Ing. che vola a +6. Gli altri stanno a guardare.
Poi partono nell’ordine: Darietti, la fetta di pane con sopra la marmellata di Zorapide e Zorapide.
Darietti parte con due chiamate di CARICHI: miseramente fallite.
Il pane di Zorapide parte, si gira e si rigira e cade con la parte non unta sul tavolo, non provocando alcun danno. La fortunosa coincidenza (per animistici parallelismi) fa sì che l’Ing. esclami: ”La serata per Zorapide è girata…Vedrete, vedrete!”.
Anche indovino e aruspice ora!
Comunque, detto fatto: Zorapide parte e comincia a chiamare all’impazzata; una bestia inferocita; carte che più belle non si può, ma…
E c’è sempre un ma.
Indovinate chi andava a beccare??
Il socio per eccellenza, l’onnisciente della Briscola: Darietti.
Per ben 7 volte (consecutive) Darietti.
Questa volta però non gli darò contro, in fondo il vecchio adagio “Comunque mi sono accorto che nella Briscola il culo conta molto” in questo frangente ha avuto l’ennesima conferma: quel poco che poteva fare lo ha fatto e lo ha fatto bene (a parte una chiamata di 7 in cui lo scellerato si è rivelato alla prima mano secondo di turno, meno male che Zorapide aveva le spalle ben coperte, altrimenti anche questa volta finiva a mani in faccia).
La “Chiamata In” appartiene a Zorapide: 5 di cuori, fuori di Asso e Tre, ma con Re, Donna e Jack. Nella Prima mano Zorapide tira il suo carico a perdere: Tre di Quadri. Giana: Tre di cuori. Gollum: una Donna di seme irrilevante. Darietti: strozzo imperiale di Asso.
Darietti era il socio…Che mano!!
Che goduria!!
Tutto si conclude con una chiamata dell’Ing. che mette al sicuro la partita (di un solo punto): Darietti all’asciutto un’altra volta, Zorapide si è riavuto dal –22, Rb non pervenuto, Gollum dimentico della realtà e alle prese con le emorroidi causategli dallo “sforzo” di emulare il figlio.

Ad PERSONAM.
Darietti: frizzante. Ostenta sicurezza. Riesce a dare filo da torcere all’Ing.. Si fa scippare al vittoria nell’ultima mano. Eroico.

Ing. della Briscola: breve delucidazione su come chiamare le prime tre mani e vivere di rendita per tutta la partita. La mossa “Gollum” ha funzionato. Opportunista, cinico e rotto in culo.

Rb: non pervenuto. E’ sempre ai margini della partita. Entra in crisi ogni qualvolta deve giocare una carta. La sua partita è una via crucis (anche perché Gollum continuava a sostenere la sua somiglianza con Jocelyn). Forse ha chiamato due volte: bò chi lo sa, tu l’hai visto??
Continuava a rammaricarsi per avere perso la partita della settimana scorsa: blocco psicologico. Bruciato (per una sera).

Zorapide: chiamate su chiamate. Non raccoglie a pieno i frutti del suo gioco spumeggiante. Ritrovato.

Gollum-Patch Adams Saronni: si è dimostrato per quello che è, ossia un non-giocatore. Prende per sfinimento gli avversari: rompe le palle dalla prima all’ultima mano. Infant

Quelli della Briscola – 3

(N.d.T: pubblico ciò che mi è stato postato dall’Ing. Sembra proprio che nessuno riesca a fermarlo. Sicuramente la mia assenza ha pesato sull’economia della serata….soprattutto per quanto riguardava le scorte alimentari).Punteggi: Rb +2, Pennelli –6, Giana (ing. della briscola) +22, Marco (l’avv. peloso) –11, Darietti –7.

Terza uscita ufficiale.
Oltre a vincere ora mi tocca anche fare il resoconto della serata, perché Zorapide non era presente per ragioni sportive, ed i presenti, con la coda tra le gambe, non avevano certo voglia di descrivere l’ennesima, scontata, pesante, vittoria dell’ing della briscola.

La serata è stata fortemente voluta per salutare Pennelli che domani (giovedì n.d.r.) parte per gli States, per un lungo soggiorna lavorativo… in bocca al lupo e… allenati!!!

Ormai il vecchio adagio di Darietti non è più neanche citato, perché l’ing della briscola può anche avere fortuna nelle carte, ma non può essere un caso che vinca sempre lui, e, soprattutto, che perdano sempre gli stessi…

L’accoglienza casa Darietti è buona: patatine in abbondanza, succhi di frutta, Pepsi e tutto quello che serve per una buona serata… appuntamento alle 9:30, Pennelli arriva con mezz’ora di ritardo… ma è il festeggiato, per cui può fare quello che vuole… i presenti si perdono nelle cartine topografiche della West Coast degli States, meta delle vacanze estive…

Nelle cinque mani iniziali un 2 a 70 vinto da Rb alla seconda mano ed un carichi vinto dall’ing della briscola animano la serata, ma ispirano Darietti che guardando il punteggio parziale (rb+4, ing+7, pen-2,avv-5, dar-5) esclama: “Il divario tra i paesi ricchi e i paesi poveri”… inizia così ad elencare mano per mano la sua situazione, variando dal Bangladesch al Congo, fino ad arrivare a metà serata alla Russia (quando tocca il terreno positivo +1), per poi ripiombare in terreno negativo, citando l’Uganda e l’Etiopia…

La serata scivola via con una lotta due tra rb e ing che sono sempre ampiamente sopra il +5… mentre gli altri raramente intravedono la luce.

Ing della briscola trema quando rb arriva ad un vantaggio di 5 punti, poi ing si ritrova in mano A,3,K,Q,J dello stesso seme e vince un 2 a 80 che lo proietta verso il terzo successo consecutivo arrivando all’ultima mano con +19 contro +8… fallisce il tentativo disperato di Rb con un 2 a 80 in ultima mano e trionfa l’ing della briscola.

Analisi AD PERSONAM:

Ing della briscola: chi lo ferma più?

Rb: ancora secondo, manca di azzardo nelle mani giuste e, forse, questo lo condanna ad essere sì un buon giocatore, ma secondo. Incompiuto.

Avv peloso: ci prova, osa, alcune volte un po’ troppo; serata da ottimo socio, fino a quando, da socio, brucia un capotto già fatto… si innervosisce e inizia a chiamare fuori di asso, ma c’è sempre lo strozzo del suo 3… e affonda negli inferi di un –11 indifendibile. Kamikaze.

Pennelli: 3 chiamate in 30 mani sono poche… manca di coraggio… sempre sulla difensiva a fine mano, evidenzia mancanza di consapevolezza nei suoi mezzi. Timido.

Darietti: il suo unico obiettivo è non far vincere l’ing… mission impossible. Solo chiamate sicure, pochi azzardi, ma è meglio così perché altrimenti l’ing rischierebbe di non vincere… non riesce neanche a chiude a metà classifica come suo solito. Neutro.

Alla prossima e in bocca al lupo Fede!

Quelli della Briscola (unofficial)

Negli ambienti metropolitani si mormora che, in una partita extra-territoriale (in quel di Rimini) di brevissima durata, lo scorso week-end l’imprevisto, e auspicato dai molti, si sia verificato.Al Tavolo da gioco presenti: Rb, Darietti, Marco (l’avvocato peloso), Ing. della Briscola, Pennello.

I punteggi non ci sono pervenuti con precisione, la soffiata era molto sottobanco, ma di certo sappiamo che il tanto vituperato Ing. della Briscola è stato battuto miseramente: il vincitore sembra essere stato l’avvocato peloso.

Ci è pervenuta, tra l’altro, la notizia che anche in questa occasione il nostro amico Darietti ne abbia combinate delle belle (matematico!).

Non aggiungo altro per mancanza di informazioni più dettagliate.

L’importante è che l’Ing., finalmente, ABBIA cominciato ad abbassare le ali.

Alla prossima (batosta): ti sto aspettando per darti una lustrata al pelo! (S’intende non quello di Marco!).

Quelli della Briscola – 2

Punteggi: Rb +11; Zorapide –22; Giana +15; Darietti –2; Marco (l’avvocato peloso) –2.Serata stortissima (dal punto di vista di chi scrive).
Il vecchio adagio: “Comunque mi sono accorto che nella Briscola il culo conta molto” ha avuto una triste conferma; in 30 mani ho chiamato la bellezza di 5 volte e sono stato socio per ben 2 volte; sarò anche un giocatore mediocre, ma i numeri questa volta mi hanno detto male: in una delle mani più sfigate nella storia di questo gioco mi sono trovato in mano un Asso di fiori, due 5, due 7, un 6 e due 4.
A voglia di far girare le carte, neanche lo schizofrenico e fantasioso Giana avrebbe tirato fuori una chiamata da quelle carte.
Veniamo alla pura cronaca, lasciando stare le considerazioni di parte (lesa).
Casa Darietti.
Serata frizzante.
Ospitalità appena sufficiente: abituati ai rosoli di casa Rb ci siamo trovati spaesati davanti ad una confezione di Pringles, che si è dileguato in un nano secondo vista la voracità dei contendenti, e qualche bibita (tra cui il succo “RAUCH” al veleno per topi; buona parte della serata se n’è andata con Darietti che cercava di spiegare che quel “suo succo” non era uguale a “quell’altro succo” che aveva mietuto vittime pochi giorni prima, ma noi lo sapevamo che sperava in una vittoria a tavolino per l’indisponibilità degli avversari).

Apertura scoppiettante: in dieci mani tre chiamate di 2 (a 64, a 70, a 80).
Si arriva a metà partita con una chiamata di CARICHI da parte di Darietti (andata a buon fine) e ben due chiamate a 70, consecutive.
Si finisce in bellezza con Zorapide che, per riaversi della magra serata, chiama consecutivamente un 2 a 70, un 2 a 80 ed un altro 2 a 70, trascinando nel baratro i malcapitati soci.

Ad un tratto follia generale.
Chi poteva dare inizio a tale scelleratezza se non Darietti?
Chiamata dell’avvocato peloso: DONNA di fiori.
Il socio (Darietti) di prima mano: BUM!! DONNA di fiori.
Partita in salita ed incerta fino all’ultimo.
Giustificazione: “Pensavo al cappotto”
Rissa.

“La chiamata in” è stata quella di Giana che con solo il 3 di cuori in mano è riuscito a chiamare un 7 di cuori; ebbene per incoscienza, per culo o per inettitudine degli avversari, questo non lo sappiamo, è riuscito a vincere causando l’ulcera duodenale di Rb che se l’è presa e non poco (difatti il socio Darietti, preso da un altro “raptus da cappotto” di cui sopra, aveva anche in questa occasione adottato la tattica delle carte scoperte alla prima mano inconsapevole della “povertà” del chiamante). Mi associo con l’ira di Rb, ma se non hai carichi da far girare ti attacchi al tram!

Veniamo all’analisi AD-PERSONAM.
Rb: non gli è andata male. Un buon piazzamento al secondo posto. Nonostante non sia al centro del gioco riesce a destreggiarsi con sicurezza. Vittima delle ultime e disperate chiamate di Zorapide per risollevare la prestazione scialba. Cinismo.

Giana: cosa dire? Fortuna e calcolo: aspettiamo impazienti l’imminente Debucle!

Marco (l’avvocato peloso): non è molto attento alle fasi del gioco, tanto che dopo due mani riesce a chiedere: “Chi è a +5?”. Nonostante ciò giocatore di qualità a sprazzi. Orsetto simpatico.

Darietti: ci ha rotto le balle tutta la sera cantando a più riprese il ritornello più poetico (secondo lui) degli ultimi 20 anni: “…lei è il mio piccione e io il suo monumento…”. (Per inciso: viene naturale parlando di briscola, soprattutto chiamando il 2 di Picche, il parallelismo con la nota canzone di Elio poc’anzi citata). Sufficienza malgrado i colpi di genio con cui allieta la serata. Ospitalità alberghiera da mezza STELLA: ostello.

Zorapide: il punteggio dice tutto. Nelle ultime mani passa ai gesti scaramantici: gira la sedia, attacca le caccole sotto il tavolo (di nascosto), si gratta il didietro, ma niente la partita finisce male. Prova con il terrorismo con chiamate assurde, niente da fare gli attentati gli si ritorcono contro. Martire.

Quelli della Briscola – 1

(N.d.R.: in realtà non è stato il primo match dell’anno, ma proprio non mi ricordo come sia andata a finire quel lontano dì di Gennaio: forse perché vinse Rb?).

Punteggi: Ing. della Briscola +17; Darietti +6; Rb -1; Zorapide -11; Pennello -11.

Venerdì sera prima uscita stagionale: il club della “chiamata” si riunisce a casa di Rb per il primo incontro.
Presenti attorno al tavolo: Pennello, Giana, Darietti, Rb (gioca in casa), Zorapide.

Zorapide parte in attacco, alla grande: in cinque mani chiama tre volte….alla grande -5!!
Alla grande.

Darietti da buon intenditore e professionista “del due” (o almeno questo è quello che crede lui) è attendista: non chiama mai e poi mai!
Se non ha almeno Asso, Tre e Re in mano non si schioda dalla sedia (neanche per andare in bagno).
La teoria dell’Ignavo funziona: punteggio positivo per le prime 5 mani (e per tutta la partita).

Rb, pur giocando in casa, è disastroso, non ne azzecca una (l’unica nota positiva della sua serata è l’aver offerto, con copiosa generosità, del buon pane “Carasau” e dell’ottima grappa ai mirtilli; d’altronde giocava in casa ha usato ogni tipo di espediente per vincere, ma gli è andata buca, i partecipanti erano belli sobri).

Pennello: solita partita di errori madornali e di madornali strozzate tipo giro di Jack, Donna, Re, Tre e Asso. Culo del principiante, ma che colpi! Alla fine si ritrova in fondo alla classifica, ultimo. Ogni tanto abbozza una chiamata, ma va a prendere, sempre, quello sfigato di Zorapide con il Cinque di quadri secco, o, ancora peggio, un bel Due di picche secco e maziato!

Giana: spumeggiante come al solito. Sciorina chiamate avvincenti, mosse azzardate, un ingegnere della briscola, ma a volte le mazzate sono dietro l’angolo. D’altronde quando uno gioca di pressing e forcing, sempre all’attacco, il contropiede è una realtà da considerare.
Regola della serata quella per cui uno, avendo in mano un Asso o un Tre, con il Re deve cominciare a chiamare almeno dal Sette per far si che gli altri credano??
Teoria del cazzo. Ci ho provato e lo presa ben bene in quel posto!

Passiamo alle vicende salienti:
Dopo le prime due mani facciamo sparire la variopinta tovaglia di casa Rb, con fiori multicolori su sfondo giallo fosforescente: troppo appariscente, distraeva un po?.

Nella prima fase della partita nulla di avvincente, al massimo siamo arrivati a chiamare un Due a 62.
Due a 70 neanche l’ombra.
Meritevoli di nota una chiamata in mano di Zorapide (collassata dopo poche mani) e un quasi cappotto di Rb.
Allora il buon Darietti ha veduto bene di risollevare la serata facendone una delle sue.
Zorapide chiama un bel 5 (fuori di Asso e Tre. Con Donna, Jack, Sette e due altre briscoline, più due carichi belli grossi; non sono carte eccezionali, ma con un po? di applicazione e un po? di fortuna poteva portare a casa il match).
Indovinate chi va a beccare?
Quella mente di Darietti e lo trova bene con Asso e Re di briscola.
Le mani scorrono e il buon Zorapide, nonostante la poca lena del suo compare, riesce a portare a casa una trentina di punti. A questo punto era fatta bastava attendere che qualcuno buttasse giù il Tre di briscola e con il minimo sforzo avremo portato a casa la partita.
Bene, bisogna sempre considerare il fattore Darietti nell’economia della partita e puntualmente il fattore si è presentato.
L’emerito onnisciente “del due” butta giù le carte, tutte le carte, a metà partita, con sicurezza: “Io so MACHO!”.
Tanto abbiamo tutto?abbiamo vinto!
Avrà Asso e Tre, mi dico??
Ma va! Che Asso e Tre. Lui credeva ce li avessi io!
Partita a monte!
Fatica di una mano costruita col sudore vanificata in un lampo.

Giustificazione dell’inetto: “Hai fatto proprio un bel bluff, ci sono cascato anch’io!”.
Bella consolazione aver fatto un bel bluff.
Intanto la botta morale è stata ingente.
Zorapide non si è più riavuto dalla botta.
Partita finita.
Fegato che rosola e ulcera duodenale in fermento.
Zorapide si è dato all’alcool! (Avrebbe preferito darsi all’omicidio, ma il previdente Rb ha tirato fuori i suoi rosoli per evitare la rissa).

Vittoria a Giana che con poche chiamate al momento giusto è riuscito a prevalere su Darietti che, dal canto suo, chiamate ne ha fatte ben poche.
Rb si salva in corner con un onesto punteggio positivo.
Pennello e Zorapide nella polvere l’uno, nell’alcool e nei rimorsi l’altro.

Alla prossima.
Giuro prima o poi lo uccido!!