Quelli della Briscola – 14

Punteggi: Ing. della Briscola +16; Rb +8; Zorapide +4; Darietti -9; Lo Specialista -19.

La serata butta male già per l’organizzazione: nei sobborghi giornalistici milanesi si mormora che Rb non verrà e manderà a monte la serata. Il malumore regna sovrano tra le fila dei giocatori della Briscola che si prefiguravano una serata a base di Sesso, Droga e Rock ‘n Roll!
All’ultimo, in extremis, allo scoccare della “Mezzanotte” Rb si è palesato e la partita è così cominciata.
Tirando un sospiro di sollievo i contendenti si sono così seduti al tavolo verde (che in realtà è un tavolaccio di grezzo legno ricoperto da una lastra di plexiglass, ma noi vogliamo immaginarcelo così).
I critici davano favorito Zorapide (il quale non ha giocato male come al solito), ma è ancora una volta l’Ing. a spuntarla sull’agguerrito (per modo di dire) Rb.
Darietti si è perso e non si sa bene dove sia finito, abissale il suo punteggio, siderale la sua distanza dall’Ing. in classifica generale. Lo Specialista ha veduto ben di accompagnare il Darietti per le strade dell’oblio, prenotando un bel week-end con il morto.
La serata comunque non è brillante, anzi alquanto stantia e priva di frivolezza, la calma piatta la fa da padrona.
Serata interlocutoria e di transumanza.

La fredda Cronaca
Stranamente, nonostante il pacco mancato di Rb, i contendenti che la sorte ha voluto intorno al tavolo sono puntualissimi.
Si inizia alle 21.30 spaccate.
Zorapide freme, scalpita, sbuffa fuoco e caga fiamme: vuole che la partita sia sua a tutti i costi. Parte inviperito verso tutti, non gli si può rivolgere la parola: fa del fraintendimento la sua regola, cerca a tutti i costi il contatto fisico. Per intanto la partita avanza a piccoli passi: l’Ing. ed Rb in testa seguiti a breve distanza dal Darietti ancora sobrio; Zorapide si attarda nelle zuffe e lo Specialista è ancora nel mondo di Orfeo, dimentico della realtà tutta.
Sia alternano chiamate vincenti a catastrofiche sconfitte, una cosa è certa: chi chiama Rb vince, chi viene chiamato da Darietti è miseramente schiacciato dagli avversari: la sfiga ci vede bene, ancora meglio ci vede Darietti! Con un gioco a dir poco rinunciatario e (stranamente) taciturno Rb raccoglie più del dovuto e si ritrova da solo in testa a +10, seguito dall’Ing. con un misero +2: gli altri sono terribilmente inzaccherati nella palude dell’oblio.
La scossa alla partita la dà l’Ing. il quale di stare secondo proprio non gli va giù: SPECIAL, un 2 a 70 che coglie bene, ora che siamo a metà partita la situazione è ristabilita, ma perché non fare di più?
Chiamando CARICHI l’Ing. si sbarazza del fastidioso Rb e saluta tutti.
Nel frattempo anche Darietti vorrebbe salutare tutti, ma il 2 a 66 gli fa un brutto scherzo e tutti salutano lui.
E’ l’ora di Zorapide, il quale, passata l’agitazione pre-partita e calatosi una super dose di valeriana, si ributta con senno nella mischia (quella vera, quella che conta) e chiama un 2 a 70 che grida “BANZAI!!” nelle sue mani: Asso, Tre, Re, Donna e 6! Ben fatto e che culo! Ma va bene così, per lui e per lo spettacolo.
”Ma ragazzi fermi tutti!
Ci sono anche io”
. Esclamò a quel punto Darietti.
“Anche io chiamo un 2 a 70”
Bene, ancora una volta i contendenti salutano amichevolmente il basito e mazziato Darietti, il quale non sa più che pesci pigliare.
A 5 mani dalla fine Zorapide è lì, al secondo posto, a soli 4 punti dal blasonato Ing.
L’occasione è ghiotta, ghiottissima. Addirittura il “paccaro” Rb tifa per l’arrembante Zorapide: la folla vuole la vitoria di Zorapide.
Cori, inni da stadio, ma proprio all’ultimo colui che doveva tirare la volata, colui che aveva dato una pacca sulla spalla a Zorapide, ossia l’amicone Rb, vede bene di approfittare del calo evidente di prestazione del tapino Zorapide e gli assesta una bella pedata nel sedere, conquistando in extremis la seconda piazza, dopo che l’Ing. aveva messo al sicuro il suo deretano su di un tranquillo cuscino rifinito con 16 punti.
Serata ambigua.
Serata di pacche e pacchi!

Ad PERSONAM
Lo Specialista: tristemente in ultima posizione sin dalla prima mano, neanche Zorapide ha mai fatto tanto.
Infinito dolore e stridor di denti.

Darietti: decisamente un’altra serata da dimenticare. Chiama e perde: che volete di più dalla vita?
Un Lucano.

Zorapide: buono lo spunto nel mezzo della partita, ma le forze sprecate all’inizio della serata per cercare risse con tutti si potevano meglio capitalizzare nel finale, dove invece arriva spompato e deluso.
Due di Picche.

Rb: si muove come un bradipo, ma ancora peggio non urla come al solito. Fa il doppio gioco con Zorapide e ottiene un buon piazzamento. Massimo risultato (o quasi) con il minimo sforzo.
Cinismo.

Ing. della Briscola: ottiene più del dovuto. La sua prestazione è sotto tono, ma quando si vince chi se lo ricorda?
Black Jack.

Quelli della Briscola – 13

Punteggi: Rb +9; Ing. Della Briscola +8; Avv. Peloso -2; Darietti -3; Zorapide -12.

In un nevoso e ghiacciato venerdì sera si consuma la vittoria di Rb che sornione e maldestro sgambetta l’Ing. della Briscola derubandolo di una vittoria quasi certa. I meriti di Rb sono quelli di non demordere e di non lasciarsi afflosciare (come è abituato di solito) dalle carte poco generose, non ostenta certo una sicurezza da fuoriclasse, ma alla fine il risultato gli dà ragione e noi non possiamo che sottometterci al volere delle carte (le quali hanno sempre ragione).
L’Ing. si accontenta di scippare la leadership ad un “piantato” Darietti che non va oltre una partita sufficiente e che non si riesce a capire quale scopo abbia in questa stagione: vogliamo tirarli fuori o no i connotati?
L’Avv. Peloso e Zorapide sono comparse, pupazzi di neve nella fredda notte di Milano (più Zorapide che l’Avv. Peloso il quale comunque si gioca la sua bella partita senza infamia e senza lode).
Partita misteriosa, nevosa, meteorologicamente avversa.

(E’ proprio il caso di dirlo) La fredda Cronaca
Il gatto delle nevi scarica a casa Darietti l’Avv. Peloso (sempre più peloso con il suo Woolrich formato famiglia), l’Ing. della Briscola (euforico per la partita organizzata con successo in pochissime ore) e Zorapide (che non per pessimismo, ma per realismo, si accosta all’ennesimo amaro calice: diciamo che ormai lo fa per hobby, per sport; certo, direte voi, sarebbe meglio l’ippica, ma sapete quanto costa un cavallo oggigiorno? Conviene di più la briscola).
Rb arriva poco dopo più caricato che mai, “Questa sera sono bionico!” afferma, ahi quanto verace si sarebbe dimostrata quell’affermazione di lì a poco.

Si inizia male: le carte (che di solito sono gentilmente offerte da Zorapide) questa sera le ha portate l’Ing., in un pacco nuovo, nuovo, non ancora scartate, una vera merda!
Avete mai provato a giocare con le anguille tra le dita? Ecco la sensazione è quella. Zorapide prova insistentemente a cambiare il mazzo (forse l’unico che scaramanticamente si appiglia ad ogni cosa perché ormai è alla canna del gas), ma l’Ing è irremovibile “Questa sera si gioca con queste carte!”.
Saranno state truccate? No, c’era un forte legame affettivo tra Hardware (le carte) e Software (l’Ing.): “Me le ha regalate mia figlia e mi ha detto vinci!”.
Quante cazzate che ci tocca sentire, non avendo vinto l’Ing. le carte saranno bruciate al più presto.

Veniamo alla cronaca vera: chi chiama vince; nelle prime 9 mani il gioco è tutto lì, a trarne i frutti più succosi sono l’Ing. che vola a +3 e Darietti che si stabilizza a +7, Rb è a -1, l’Avv. è a -4 e Zorapide è già a -5 (con una cuspide in negativo di -8). Le prime due SPECIAL si sono già consumate: un 2 a 70 dell’Ing. e un 2 a 70 di Darietti. Intanto si sono consumate anche le prime 4 sigarette di Rb che l’Ing. fedelmente sottolinea in una colonna apposita sul referto, perché l’aria è già divenuta irrespirabile, insopportabilmente pesante e densa.
La serata, che sembrava scoppiettante, va perdendo intensità e i punteggi si livellano e non poco nell’approssimarsi della metà della partita: a tenere tutti in campo positivo ci pensa il tartassato Zorapide, che proprio non riesce a scuotersi la neve di dosso e la caligine nel cervello. Nonostante tutto un minimo vantaggio lo conserva l’Ing. il quale, in forza di un gioco accorto e tattico, riesce a tenere le distanze dall’arrembante Darietti che non sviluppa un gioco d’assedio e si limita a gestire la situazione a lui favorevole (per la classifica generale, intendiamoci). Rb segue a brevissima distanza, ma non è ancora pronto a spiccare il grande salto: Ing. +4, Darietti +2; Rb +1; Avv. Peloso -2; Zorapide -5.
Nelle cinque mani successive è l’Ing. che provvede a dare uno strappo decisivo, chiamando per ben tre volte e mettendo nel cascinale la bellezza di 5 punti, che sommati alla concomitante stasi del gioco di Darietti lo portano in alto, non più a portata degli inseguitori.
Dunque il dono gli porta molto bene.
La Briscola dà e la Briscola toglie: una sconfitta pesante su di una chiamata di 2 frena la cavalcata dell’Ing. e rinvigorisce gli avversari, o meglio l’avversario Rb, che si trova in men che non si dica (anche grazie a due sue buone chiamate vincenti) a ridosso del fuggitivo.
Rb è ormai con il fiato sul collo dell’Ing., gli è addosso, lo tiene in pugno: Ing. +7, Rb +6.
A questo punto le carte sono ingenerose, come solo loro possono esserlo: le illusioni di sorpasso da parte di Rb ai danni dell’Ing. si infrangono contro lo scoglio di una chiamata dell’Avv. (un 2 a 74) persa per un solo punto: un colpo alla bocca dello stomaco, che toglie il fiato ad Rb e la pressione al collo dell’Ing. Quest’ultimo invece di ringraziare la sorte, ostenta sicurezza, si sente padrone della serata e in più di un’occasione chiama illustrando, con largo anticipo, come andrà la partita: in gergo fa un po’ lo sborone.
Si sente forte, fortissimo, inarrivabile.
Dopo un ininfluente CARICHI (vinto) dell’Avv. la serata si incanala nei binari giusti per l’Ing., il quale, dopo il momentaneo sbandamento, si ritrova ancora una volta da solo in vetta, ma questa volta il più vicino e a -6 (il solito Rb) e mancano solo 5 mani alla fine.
Dunque il dono gli porta ancora bene.
La sicurezza dell’Ing. non aveva fatto ancora i conti con la tenacia di Rb.
L’Ing. si sentiva ormai la vittoria in tasca, era fatta! Bastava amministrare il vantaggio, certo non abissale, ma pur sempre un vantaggio.
Il finale è stato avvincente: Rb nelle ultime cinque mani si gioca la serata, chiama per ben tre volte e le vince tutte e tre. L’Ing. non riesce a difendersi e si vede battuto al fotofinish.
Il dono te lo puoi mettere dove sai tu.

Facciamo notare che nell’ultima mano della partita i due contendenti erano pari a +7.
Nella mano di spareggio per decidere il vincitore Rb ha chiamato, e ha chiamato proprio l’Ing. il quale non poteva proprio esimersi (per correttezza professionale) nel far vincere Rb.
+8 a +7: quando si bruciano le carte?
Rb alla terza vittoria stagionale si affianca al Darietti, il quale perde anche il gradino più alto della classifica a favore dell’Ing. che un’altra volta lo sorpassa.
Non c’è che dire, situazione avvincente.

Ad PERSONAM

Zorapide: continua il martirio di un anno proprio storto. E’ proprio vero che nella briscola le carte ti devono dare una mano.
Abbandonato.

Darietti: diciamo solo che la sua partita è incolore: il punteggio è veritiero. Non c’è costanza di risultati in questo scampolo di stagione.
Saltellante.

Avv. Peloso: molto distratto, poco incisivo nei momenti salienti. Sul finale si accontenta, ma viene punito per la sua ignavia.
Stinto.

Ing. della Briscola: spinge come un forsennato, ma ottiene poco o niente. Nel momento in cui c’era da gestire si fa prendere dalla stanchezza e molla gli ormeggi, sperpera un importante vantaggio.
Alla deriva.

Rb: vince con tenacia una partita che non si era messa benissimo. Fuma un po’ troppo, ma alla fine si porta a casa una meritata vittoria che lo rilancia in classifica vittorie.
Ragazzo bionico.

Quelli della Briscola – 11

Punteggi: Ing. della Briscola +17; Avv. Peloso +9; Zorapide +4; Rb –14; Darietti -16.

Come di certo avrete potuto intuire, dalla classifica qui sopra riportata, è stata la serata del ribaltone: la rincorsa dell’Ing. al fuggitivo Darietti si è conclusa a favore del primo (e tra l’altro è durata pochissimo). Oltre che nel numero di vittorie l’Ing. si propone come capo classifica solitario grazie ad una partita spietata e piena di colpi di fortuna (e lo diciamo garbatamente).
Darietti cade dal trono in malo modo, getta la spugna come un pivello, si fa soverchiare dalla classe dell’Ing.; le Cassandre che lo davano ormai agonizzante nelle ultime prestazioni si sono rivelate vere e catastrofiche: il punteggio la dice lunghissima sullo stato di forma del tapino. Rb non fa diversamente dal malmenato Darietti e scende anche lui all’inferno, unica consolazione (magra) è quella di non avere mai puntato alla vetta della classifica. Stupisce, invece, l’Avv. Peloso, il quale si ritrova in terza posizione (in classifica generale) avendo riconfermato la buona lena dimostrata nella sua ultima apparizione vincente. Zorapide rimane ancora una meteora, ci vorrà ancora del tempo per verificare le sue reali possibilità di un buon piazzamento finale, non diciamo possibilità di vittoria primo perché il divario che lo separa dalla vetta è abissale, secondo per pura e sana scaramanzia.
Tutto sommato una bella serata divertente e frizzante piena di colpi di scena, con chiamate di qualità. Serata natalizia, vissuta e fredda.
Ora si attende l’inevitabile calo fisiologico dell’Ing.: riuscirà a tenere il ritmo? La pelle dell’orso Darietti è definitivamente morta? E dove mira l’outsider Avv. Peloso? Rb riuscirà a chiamare almeno una volta nelle prossime 200 mani? Zorapide riuscirà a raggiungere lo zero idrometrico?
A tutti questi interrogativi risponderà la Sovrana Chiamata nelle prossime (e speriamo) avvincenti partite. Restate incollati al teleschermo!

La fredda Cronaca
Purtroppo per mancanza di tempo vi dovete beccare la cronaca telegrafica.
———- INIZIO TRASMISSIONE ———-
Casa Rb. STOP.
Non si urla, i pargoli Rb dormono. STOP.
“Rb di solito sei tu l’urlatore”. STOP.
Ho detto che non si urla! STOP.
Ok, la Briscola in fondo è il gioco dei muti. STOP.
Prima mano – l’Ing. chiama CARICHI e vince. STOP.
Settima mano – 2 a 70 di Zorapide. In mano Asso, Tre, Re, Jack e cinque di cuori. Darietti ha solo il due. Zorapide s’incazza. Darietti comincia ad avvizzire. STOP.
Tredicesima Mano – Nuova chiamata di CARICHI dell’Ing. STOP. Vince con perizia. STOP. Punteggi abissali: Ing. +17. Darietti –14!. STOP.
Non è assolutamente serata. STOP.
Rb non ha chiamato ancora una volta. STOP.
Solo l’Avv. (+4) sta dietro all’Ing. impazzito. STOP.
Prime ipotesi sulle attività notturne (concomitanti alla partita) della moglie dell’Ing. STOP.
Le chiamate successive non smentiscono la tesi. STOP.
Ventiquattresima mano – L’avv. chiama 2 a 70, prende Rb, perde ed Rb urla. STOP.
”Ma come non si doveva urlare!!??”. STOP.
Zitto non urlare!. STOP.
“Ah, va bene!”. STOP.
Venticinquesima mano – Prima chiamata di Rb, 2 a 68. Persa. Silenzio e rassegnazione. STOP.
Odore acre di piedi puzzolenti. STOP.
Che succede? L’avv. si toglie le scarpe (nuove, fatte a mano, appena acquistate) per mostrarle agli astanti: sono con il pelo di montone dentro! STOP.
Dall’Avv. Peloso non ci si poteva aspettare altro che scarpe con il PELO! STOP.
Per favore rimettiti le scarpe, che il montone sta per scappare! STOP.
Sonnolenza da gas generalizzata. STOP.
Ventisettesima mano – 2 a 70 (vinta) dell’Avv. Peloso. Rb, baciato dal puzzone, ringrazia.
Dopo 35 mani si conclude la partita con la classifica su riportata. STOP.
Darietti è curvo. STOP.
Rb è ritorto ed incazzato nero. STOP.
Zorapide e l’Avv. raggianti. STOP.
Ing. fuori di senno. STOP.
———- FINE TRASMISSIONE ———-

Ad PERSONAM

Darietti: catastrofica serata. Non gli riesce nulla. Quando chiama becca secco il socio, quando è chiamato è secco lui. Il suo passivo aumenta fattorialmente nella prima metà della partita, poi riesce a tergiversare, ma il punteggio è oramai compromesso.
Punging-Ball.

Rb: serata da dimenticare anche per lui. Non può sfogare i suoi istinti ululatori, visto il coprifuoco. Chiama una volta soltanto e le carte gli dicono male per tutta la sera.
Cane in gabbia.

Zorapide: seconda serata positiva di seguito (cioè è due serate che non perde punti). Chiama, si fa chiamare, fa poche cazzate. Che volete di più?
Rinato.

Avv. Peloso: in crescita costante. Perde un po’ di punti (in tutti sensi) quando gioca l’arma batteriologica della scarpa fetida artigianale: il gas intorpidisce anche lui. Si rifà nel finale ed arriva secondo.
Montone scatenato.

Ing. della Briscola: ammazza la partita sin da subito. Raggiunge il punteggio massimo di +23. Poi frena sul finale e si accontenta (si fa per dire) di un +17.
Tzunami devastante.

Quelli della Briscola – 10

Punteggi: Ing. della Briscola +8; Rb +2; Zorapide 0; Il Taciturno –2; Darietti –8.

Finalmente andiamo a raccontarvi una serata frizzante, allegra, distratta a tratti, ma divertente. L’Ing. si aggiudica il match raggiungendo in classifica generale (classifica vittorie) uno scialbo Darietti, avvezzo ultimamente a prestazioni sotto tono rispetto a quelle sfavillanti delle prime partite, certo la leadership della classifica a punti non è minimamente in discussione, ma la stagione è lunga e gli avversari agguerriti.
Poteva essere la serata di Zorapide, partito fortissimo, ma arenatosi in sofismi tecnico tattici non consoni al suo solito gioco materialista, che punta dritto al sodo, alla vittoria, ma lascia indietro punti utili per rendere meno triste la sua classifica generale.
Fa la sua ricomparsa il Taciturno, che spaventa tutti, ma conclude poco (oltretutto in vena di scherzoni gobbi: ben tre mani andate a monte a causa sua). Di Rb non aggiungiamo nulla a quello che già dice il suo punteggio: chiama solo una volta in 30 mani, troppo poco imbastire una vittoria.
In conclusione ci sentiamo di dire che è ufficialmente aperta la caccia al cinghiale Darietti: sotto a chi tocca! Lui è lì davanti che corre con uno strabordante vantaggio e la bava alla bocca e le energie che lo stanno abbandonando gradatamente, ma i cacciatori gli sono dietro, sono sulle sue tracce e non tarderanno molto a raggiungerlo e a fargli la pelle e lo scalpo (Oops! Scusate solo la pelle, lo scalpo è trofeo esclusivo di madre natura).

La fredda Cronaca
Si inizia con il teatrino dell’assurdo, PRIMO ATTO: chiama Rb un 2 a 70, senza peli sulla lingua, tutti zitti (chi perché non ha da rilanciare, chi perché ci sta pensando). L’arrembante chiamante dichiara il seme (fiori), ma viene fuori il Taciturno che, giustamente, reclama il suo diritto a replicare. Sta di fatto che il Taciturno il due di fiori c’è l’ha in mano e quindi la sua chiamata sarebbe fortemente influenzata da questo fattore (noto), decide di dichiarare che il socio è lui e che la chiamata è da ritenersi nulla: a MONTE!
Rb è basito. Proverbio cinese del giorno: la fretta fa i gattini ciechi e tante volte è meglio andarci con i piedi di piombo.
Si ridanno le carte ed inizia il SECONDO ATTO: chiama Darietti, guarda caso, un altro 2 a 70, pandemonio generale, c’è chi scherza sulla coincidenza, c’è chi si prefigura una vittoria schiacciante, c’è chi abbozza un seme, lo sveglione di turno (in questo caso, guarda caso, ancora il Chiamante) vede bene di mettere tutti a tacere esclamando a gran voce: “Ma io non ho mica detto che il seme è PICCHE!”.
A MONTE! Secondo Proverbio cinese del giorno: tante volte è meglio tacere sino a quando non cade l’ultima foglia.
Per la terza volta si danno le carte ed inizia il TERZO ATTO: chiama Zorapide, indovinate? 2 a 70? No, a 72.
Questa volta tutti dicono la propria, Zorapide attende, attende, attende, chiede conferma, ri-chiede conferma e dichiara un 2 di fiori. Terzo proverbio cinese del giorno: tante volte è meglio andare a letto mezz’ora più tardi, ma essere sicuri di non mandare a monte una mano vinta.
Il 2 di Zorapide è buonissimo, e vince.
Zorapide ci riprova alla seconda mano chiamando un 6 di cuori e coglie un fornitissimo Rb, il quale in tutte le maniere, sin da subito, fa capire di essere il socio e che ha la possibilità di confezionare un bel cappottino per gli avversari, ma Zorapide (poco sveglio) non capisce la sottile dialettica che sta dietro alle carte giocate da Rb e si accontenta (per modo di dire) della vittoria.
Zorapide vola sulle ali dell’entusiasmo e si accomoda sul gradino più alto della classifica. Ad incrementare il vantaggio del capo classifica ci pensa una chiamata kamikaze di Darietti: 2 a 80. Chiamata alquanto ardita, anche per il fatto che il Taciturno (suo socio) è secco, secco. Il tracollo è inevitabile.
Udite, udite dopo le prime 5 mani il Darietti è fuori dai giochi (-9), ma di più stupisce la posizione del ritrovato Zorapide (+9). Il solo Ing. è in scia allo scatenato “fanalino di coda” con un +4, mentre Rb è a –1 ed il Taciturno è a –3, ma che inizio, non se ne vedevano da tempo!
Lo slancio di Zorapide viene bruscamente interrotto da un’altra chiamata kamikaze. Questa volta è l’Ing. che vuole più del dovuto e spinge chiamando un 2 a 80 e trovando uno Zorapide (appunto) non attrezzato per chiamate così ardite; la coppia miseramente cade sotto i colpi degli avversari. Certo la sconfitta non è netta, ma, ma i punti collezionati non sono sufficienti per portare a casa la vittoria (qualche volta puntare basso e accontentarsi di un 2 a 70? Ing. ma cosa hai nella testa? Solo 2 e 80?).
Nelle mani centrali, nelle quali chiamano nell’ordine: Il Taciturno (persa), Darietti (vinta), Zorapide (persa), Il Taciturno (vinta) la classifica va a livellarsi e non poco: Zorapide e l’Ing. sono tornati tra i mortali, mentre gli altri sono nell’intorno dello zero.
A dare una botta ci pensa il Taciturno che in preda ad una crisi convulsiva chiama una SUPER-SPECIAL: un 2 a 70 in mano impossibile, la sortita (come già avrete intuito) ha esisti catastrofici per il chiamante.
Dopo questo terremoto auto lesivo la classifica si presenta in questa situazione: Zorapide +4; Darietti +2; Rb 0; Ing.della Briscola –2; Il Taciturno –4.
Zorapide vuole vincere e prova a spingere ulteriormente, le carte gli dicono bene e chiama un 2 a 70: vince e vola a +8! Da qui però la partita per Zorapide comincia a farsi difficilissima, difatti dal suddetto punteggio massimo raggiunto incomincia un’inesorabile decadenza sino allo squallido zero finale.
In cattedra sale l’Ing., che invece non muore mai, e come hai vecchi tempi, mette tutti a sedere e chiama, chiama, chiama, e vince, vince, vince. L’incedere è sontuoso, da trita sassi: in 5 mani, 4 chiamate, 4 vittorie. Cosa fare di più per far capire che vuole a tutti i costi la vittoria? E non basta, nelle successive cinque mani (le mani conclusive della serata) si permette il lusso di chiamare altre due volte vincendo tranquillamente entrambe.
C’è da aggiungere che i giocatori che potevano aggiudicarsi la serata all’ultima tornata erano in realtà tre: Zorapide, Rb e come detto l’Ing. Però lo slancio di quest’ultimo è stato più efficace, più convinto e quindi decisivo.
Per la cronaca dobbiamo registrare alla penultima mano l’ennesimo a MONTE della serata, con ancora protagonista Rb, si temeva un ritorno del teatrino dell’assurdo, ma questa volta tutto è andato come doveva andare e l’Ing. si è aggiudicato un’importante vittoria.

Ad PERSONAM

Darietti: fanalino di coda per tutta la partita non riesce ad imbroccarne una giusta. Le poche chiamate che riesce a mettere a segno, non lo aiutano certo a colmare l’enorme divario che lo separa dal resto della truppa. Sul finale cade nel limbo e si lascia andare a punteggi abissali.
In balia della corrente.

Il Taciturno: se ci fosse una classifica delle mani mancate, lui sarebbe in testa. Prova a fare il colpo gobbo chiamandosi in mano, ma il colpo gli si ritorce contro e lo schianta al suolo.
Malmenato.

Zorapide: parte bene, ma si perde per strada. Non capisce gli ammiccamenti di Rb sui probabili cappotti e si accontenta di uno squallido zero finale: di questi tempi avercene di partite così.
Quasi ritrovato.

Rb: fondamentalmente non chiama, da socio svolge il suo compitino (tranne che in alcune occasioni, vedi Zorapide). Raccoglie pochissimo.
Poverello.

Ing. della Briscola: parte bene e aspetta che termini la sfuriata di Zorapide, poi si rimbocca le maniche recupera e va vincere in modo cristallino. Con un Ing. così sarà dura per gli altri.
L’eliminatore.

Quelli della Briscola – 9

Punteggi:; Rb +7; Darietti +3; Ing. della Briscola 0; Db –4; Zorapide –6.

Terza serata “buca” di seguito, i nostri eroi sono entrati in una crisi nera da prestazione e proprio non riescono a giocare per lo spettacolo: serata scialba, scolorita, contrita e nevosa (vien giù, ma non attacca!). In un’atmosfera di festa (il Darietti festeggia i suoi 33 anni) si consuma il successo (senza un vero perché) di Rb, il quale senza fare fatica alcuna si porta a casa punti e bollino vittoria (tra l’altro senza nemmeno gridare, quasi senza proferire parola, proprio una serataccia).
Anche statisticamente viene confermato il momento no del circolo: 30 mani, 4 chiamate di 2, tre SPECIAL, si potrebbe parlare di una ciambella senza il buco? Chi l’ha vista la ciambella? Il solo buco che si vede è quello che ormai ha definitivamente risucchiato Zorapide, il quale, sebbene abbia disputato un’egregia partita, persevera nel suo stato d’indigenza, il punteggio passivo continua ad aumentare vertiginosamente: forse che riuscirà ad entrare nel Guinnes dei Primati (che, all’opposto di ciò che si pensa, è il circolo delle Scimmie che si ammazzano tracannando litri e litri di Birra scura irlandese).
Si pensava fosse la serata di un altro out-sider, Db, che aveva iniziato alla grande, volando più in alto delle aquile, là sul nido del cuculo, unico neo che sul più bello il nido gli si è rivoltato contro e lo “sfratto” da parte dei legittimi proprietari (cuculini) lo ha fatto precipitare in fondo alla scarpata a punteggio più consono alle precedenti prestazioni.
Esemplificando il tutto, lo schema di “marcia” della serata è stato questo:
1. Partenza razzo di Db.
2. Rincorsa e sorpasso di Rb.
3. Darietti vede bene di darsi una mossa: rincorsa e sorpasso.
4. Colpo di reni Rb che va a vincere senza nemmeno essere sudato.

E l’Ing. che fine ha fatto?
Ce lo stiamo chiedendo anche noi, da lungo tempo.

La fredda Cronaca
Si inizia con ricchi premi e cottiones: torta e spumante per festeggiare il compleanno del Darietti, in fondo la Briscola unisce!
Torta cioccolato e pere: che bomba! Qualche volta Zorapide (l’acquirente) ne fa una giusta.
Db è in serata (magica serata, gli manca solo la bacchetta per sembrare Harry Potter): dopo le prime 5 mani è già a +9, con tre chiamate azzeccate e precise (non troppo esose) piazza una partenza che lo consegna alla storia della Briscola Chiamata, unico tenere il ritmo è Rb, che grazie a coincidenze fortunose non si impantana nel fango della negatività, al contrario degli altri tre contendenti i quali sono già sotto di brutto.
Il fluido magico di Db si esaurisce poco dopo, quando incomincia a spingere l’Ing., poco avvezzo a stare in campo negativo: in cinque mani chiama una volta vincendo e con l’aiuto di tre mani nel quale è socio (ancora vincente) si ributta nella mischia, facendosi sotto.
Chi non è della mischia sono sicuramente Darietti, terribilmente complessato dalla sua scarsa vena di fortuna (a questo punto nascono interrogativi inquietanti sulla sua leadership e si apre il solito dibattito su quanto conti il culo nella Briscola) e Zorapide, che di complessi non è a molti, ma non riesce a capitalizzare il buon gioco sino ad ora svolto (dimostrando in modo cristallino la validità del principio di eguaglianza tra Vittoria nella Briscola e prodotto tra massa neurale e culo al quadrato, principio più comunemente conosciuto come “Principio di Relatività della Briscola Chiamata” e che sicuramente avrete già visto scritto in questa forma: V=mc2 e nel quale la costante non è la C ma la M, ossia la materia grigia).
Dopo uno squanfido 2 a 64, miseramente fallito, germinato dalla società dei fanalini di coda Darietti e Zorapide, si giunge a metà partita (e come avete sicuramente intuito senza particolari patemi) in codesta situazione di classifica: Db ed Rb appaiati a +4; l’Ing. della Briscola nullo; Darietti –2; Zorapide –6.
Nel mezzo del certame Db perde definitivamente lo slancio iniziale e i ghiribizzi di vittoria impantanandosi in un’asta di un 2, nel quale la spunta chiamando a 74: l’aruspice Ing. (non chiedeteci come fa) gli aveva prefigurato una sonora sconfitta, la quale puntuale si è presentata. A questo punto Rb è lanciatissimo dopo l’auto-defezione di Db: quale momento migliore per piazzare una chiamata?
K di picche vinta.
C’è però un illecito da verbalizzare: difatti il K di Rb è la “riedizione” di una chiamata fatta da Db (un 2 a 70) andata a monte perché chissà come mai qualcuno aveva in mano nove carte anziché otto, disfunzione che si è presentata sul finire della mano che vedeva vincente Db: sono i misteri della Briscola!
Forse che questa mano ha influenzato psicologicamente la parte restante della sua partita?
Mah, chi può dirlo.
E’ certo che Rb è in alto, più in alto di tutti: a +8, ed il più vicino è appena a –1. In realtà sono i più vicini, difatti sono Darietti e l’Ing. I quali, la mano successiva, si coalizzano e portano a casa un 2 a 70, diminuendo il divario, che pur rimane ingente.
Darietti ci prende gusto e, dopo qualche schermaglia di poco conto, si dice: ”Ehi, amico hai detto a me? (con intonazione alla Robert De Niro in Taxi Driver) e chiama un bel CARICHI che riamane una meteora nella noiosa serata. Vince e si porta in testa.
Il vantaggio non è molto su Rb, solo due punti,ma è comunque un buon viatico per aggiudicarsi la vittoria. Ahinoi, la fortuna aiuta gli audaci, il Darietti non fa parte della schiera di questi ultimi e quindi la fortuna vede bene di voltargli le spalle e di arridere ad Rb che ha il coraggio di osare un 2 a 66 alla terz’ultima mano che gli consente il nuovo sorpasso. Le ultime due mani sono ininfluenti sul punteggio finale, che dà ragione ad uno spregiudicato Rb.

Ad PERSONAM

Zorapide: non gioca male, il punteggio è bugiardo, le poche volte che si avventura a chiamare trova un deserto davanti a lui. Finalmente gioca senza commettere errori grossolani.
Concentrato.

Db: poteva essere la sua serata. Inizia alla grande, ma viene boicottato dal palazzo. Dopo la mano a monte la sua è una lenta agonia.
Mancato.

Ing. della Briscola: il punteggio nullo dice tutto. Sembra riaversi a metà partita, ma è un fuoco di paglia. Le chiamate estrose non gli entrano e quindi il suo gioco non fa la differenza.
Cavaliere dimezzato.

Darietti: che dire un’altra serata a suo favore, racimola altri 3 punti preziosi, ma non brilla di acume tattico (tranne che in occasione della chiamata a CARICHI).
Ormeggiato.

Rb: il cinismo allo stato puro. Capitalizza a pieno un gioco nascosto: chiama solo 3 volte e 2 volte soltanto è socio. La serata gli dice bene sin dall’inizio, non è mai negativo.
Unto.

Quelli della Briscola – 8

Punteggi: Avv. Peloso +6; Darietti +5;Ing. della Briscola +2; Zorapide –6; Rb –7.

In una serata che non ti aspetti, vince l’Avv. Peloso che non ti aspetti. Dopo la tristissima partita della volta scorsa doveva essere una serata di ripresa, scoppiettante, frizzante ed invece la catatonia continua ad imperare sovrana. Non che non ci sia l’intenzione, ma sembra che le divinità delle carte in questo momento siano in altre vicende affaccendate: il “terreno di gioco” è al limite della praticabilità (le uniche due chiamate SPECIAL in tutta la partita lo stanno a dimostrare).
Nonostante la scarsa vena dei partecipanti alla serata, rendiamo omaggio all’Avv. Peloso e alla sua prima vittoria (meritata) da professionista: il segreto del suo successo è stato quello di rimanere vigile sino all’ultimo e di cogliere le poche occasioni date sfruttandole al massimo: continui così che c’è bisogno di questi giocatori (non sonnambuli).
La partita si è svolta interamente sull’asse Avv. Peloso e Ing. della Briscola, unici due sempre in positivo; sul finale si è aggiunto Darietti, autore di un ottimo recupero (da –6 a +5) che ha indebolito le esili speranze di vittoria (o quantomeno di realizzare un punteggio positivo) dei due fanalini di coda: Rb (che funziona a corrente alternata) e Zorapide (oramai avvezzo a punteggi abissali, che continua ad imbarcare acqua e ha rassegnato le dimissioni).
Invochiamo gli dei della Briscola chiamata affinché in futuro ci donino con abbondanza partite più sanguigne e infuocate, perché di vedere 5 anziani abulici ad un tavolo sino a tarda notte ci siamo veramente rotti gli zebedei.

La fredda Cronaca
Si inizia al freddo ed al gelo, il fantascientifico citofono del Darietti (quello con l’occhio del grande fratello) è rotto (tanto per cambiare: il Darietti sostiene che è per il freddo e i materiali si dilatano!!!): Rb, l’Ing. e Zorapide all’addiaccio per 15 minuti buoni, attendendo il solito ritardatario dell’Avv. e il solito giocherellone del Darietti.
Sbrinati gli occhiali di Zorapide, rimossa la stalattite sul naso di Rb e schiaffeggiato l’Ing. in preda ad una crisi di sonno si va ad iniziare con 10 minuti buoni di ritardo.
L’Avv. (unico non intorpidito dal freddo) parte in tromba e chiama due volte vincendo bene, si vuole subito distinguere dalla massa e difatti schizza a +4 lasciando tutti al palo allibiti davanti a questa partenza a razzo. L’ing. non vuole perdere terreno, vuole la vittoria finale che lo rilancerebbe in classifica generale e quindi provvede subito a rimettere le cose sul giusto binario, ma le carte avare non gli permettono più di tanto e si limita a non scendere sotto zero. Chi scende sotto lo zero sono invece Rb, che pur chiamando raccoglie poco, e Darietti che sembra intorpidito (secondo noi né dal freddo, né dal sonno, ma più che altro per il fatto di sentire la fatica di essere in testa alla classifica da tanto tempo) e che per sgranchirsi le gambe vede bene di proporre ai presenti un bouquet di Ananas (tagliato a dadini) e di patatine al prezzemolo (gentilmente offerte da Rb).
Dunque il terreno è favorevole per una fuga dell’Avv. (sono tutti tesi all’ananas dolcissimo e alle patatine saporitissime) il quale però si limita a controllare e non spinge più di tanto sull’acceleratore e quindi lascia che prenda vita il recupero da parte dell’Ing. che invece sembra indiavolato: cinque mani tre chiamate vinte e una volta socio vincente. Il risultato di questa tornata è che l’Ing. vola a +8 e l’avvocato si assesta sul +4. Degli altri non ci sono notizie certe, comunque tutti in ambito negativo.
Si giunge così a metà partita dove si concentrano le 5 mani più vive della serata (nelle quali si consumano le due SPECIAL): Rb si riprende, chiama e vince due volte (chiamate al limite della decenza un 3 ed un K), la sortita gli permette di risalire sino ad un più onorevole 0; chiamate dell’Ing.: un 2 di quadri (persa) ed un CARICHI vinta con sicurezza. Poi ci riprova Rb (che intanto è tornato sotto zero) con una chiamata SPECIAL: un 2 a 70 (due di cuori), il socio (che chissà come mai, quando va male è sempre Zorapide) non è molto provvisto di briscole, anzi in mano ha solo un Jack, cioè solo 2 punti, cioè al limite dell’agibilità (con zero punti si manda a monte la partita); nonostante l’indigenza con un 6 di cuori Zorapide riesce a racimolare ben 11 punti (che equivalgono ad un carico, viste le tasche vuote, una manna dal cielo!), ma nelle tornate successive non impedisce (secondo Rb grave errore) un giro di carichi (roba da 31 punti) che si aggiudicano gli avversari.
Come potete immaginare apriti cielo: la sconfitta è colpa di Zorapide che non ha giocato il 2 al momento opportuno, sarà vero? I critici hanno di che discutere.
Dopo questa botta di vita (e botte da orbi) la situazione di classifica è ben definita: Ing. +12; Avv. +5; Darietti –2; Rb –7; Zorapide –8.
La partita che in una attimo si era accesa, in un attimo si spegne: chiamate altissime (o bassissime, dipende da dove le guardate) di 3 e di K, uno schifo: l’ing. riesce a perdere una partita chiamando un 3 e Zorapide chiamando un K (anche qui ci sarebbe materiale per i critici su una donna giocata da Zorapide a favore degli avversari, che il socio Ing. non ha gradito: tre punti che avrebbero dato la vittoria).
All’ultima mano si giunge con l’Avv. in vantaggio di un solo punto sull’Ing. che come al solito si lancia in una chiamata avventatissima pur di vincere (o la va o la spacca, si dice in gergo), non si accontenta di racimolare punti buoni per la classifica generale e (come si dice in gergo) continua a spingere: chiama un 2 a 64.
Perde miseramente trascinando nel baratro lo scorato Rb: l’Ing. è fuori di Asso, Re, e Donna, un innovatore della Briscola, l’innovazione gli ha detto male: Avv. Peloso sul gradino più alto, Ing. addirittura terzo, Darietti sorride in seconda posizione (meritata e guadagnata con fatica).

Ad PERSONAM

Rb: un’altra serata storta da buttare nel dimenticatoio (il suo, perché noi non ci dimentichiamo). Sempre negativo (a parte l’exploit di metà partita), gli vanno male le chiamate cardine (e non solo per colpa dei soci).
Miserabile.

Zorapide: non c’è mai fine al peggio. Grandi errori non ne fa (nonostante i benpensanti gli diano contro), ma non basta per ritornare al livelli accettabili. Inizia bene, ma a non chiamare si perde e basta. Il suo solito sforzo finale gli procura non è in grado di dargli la sufficienza.
Catastrofe.

Ing. della Briscola: con in mano la partita vuole strafare e riesce a perdere anche con una chiamata di 3. L’umiltà non è proprio il suo forte.
Curiosity killed the Cat.

Darietti: inizia in modo catastrofico, perdendo terreno sui primi in modo “fattoriale”. Poi, in contro tendenza rispetto al modo in cui è uso giocare, si dà una scrollata e riesce a piazzarsi al secondo posto con merito.
Stacanovista.

Avv. Peloso: stupisce tutti con una partita giocata bene. Non scende mai sotto lo zero, anzi aumenta gradatamente il suo punteggio con intelligenza dosando le poche forze che gli carte gli concedono. Acume tattico quanto basta, culo quanto basta: che dire di più?
Ritrovato.

Quelli della Briscola – 7

Punteggi: Ing. della Briscola +9; Rb +2; Zorapide -1; Darietti -2; Gollum Patch Adams -8.

In una scialba serata di fine Novembre si consuma il ritorno alla vittoria dell’Ing., il quale senza quasi nessuna difficoltà si porta a casa il match ed un buon bottino di punti che lo rilanciano in classifica generale. Di partite così brutte, senza colpi di scena, senza grinta, non se ne vedevano da tempo. Anche noi che siamo qui a raccontarvela abbiamo fatto fatica a rilevare i momenti salienti di un incontro che ha lasciato tutti a bocca asciutta (eccezion fatta per il vittorioso Ing.).
Un dato su tutti, a dimostrare la tesi del grigiore della partita, è quello delle chiamate SPECIAL: su 35 mani solo 5!
L’unica definizione che può calzare in queste occasioni è: serata deprimente, o meglio ancora, serata piatta.
Chiaramente ci auguriamo che la vivacità torni presto sul tavolo della Briscola Chiamata, altrimenti ci toccherà iscriverci alla A.B.A.: Associazione Briscolisti Anonimi.

La fredda Cronaca
Si inizia tremendamente puntuali (e già si presagisce il nero!).
Organizzando la serata l’Ing. aveva taciuto il nome del 5° giocatore e quando i soliti tre (Darietti, Rb e Zorapide) si sono visti comparire sulla soglia Gollum hanno subito pensato che la serata non sarebbe stata una serata come tutte le altre.
E di fatti torniamo a riaffermare la tesi poco sopra esposta nel preambolo: Gollum ha massacrato i “gioielli” dei contendenti con i suoi discorsi astrusi, con le sue battute e con i suoi rumori molesti: concentrarsi sulle carte era impresa alquanto complicata, se non quasi impossibile.

Dunque andiamo ad esporre brevemente ciò che di notevole si può esporre.
Il più attivo è l’Ing. che parte a testa bassa chiamando per ben 5 volte nelle prime 10 mani: 4 vinte ed una sola persa, tra queste chiamate a catena spicca il 2 a 70 (vinto) che gli permette di assestarsi su di un sontuoso +9. Non contento il “luminare” continua a spingere come un forsennato e chiamando altre tre volte (vincendo) si presenta a metà partita con uno score ragguardevole: +15. Gli altri stanno letteralmente a guardare, perché Gollum continua imperterrito nei suoi sproloqui sprofondando in fondo alla classifica (-9), Rb sembra stanco della serata e si adagia sugli allori accontentandosi di essere un socio perfetto (+2), Darietti non chiama e scandalosamente è lì (+1) e Zorapide continua a leccarsi le ferite per gli errori grossolani che ancora una volta ha commesso razzolando, pure lui, nel fondo della classifica (-9).
Grazie a due chiamate sbagliate di Rb e Darietti, la cavalcata irrefrenabile dell’Ing. giunge sino al raggiungimento del punteggio massimo di + 17, che in relazione del +1 del secondo Rb è un punteggio che ti permette di tirare i remi in barca.
Visti gli sviluppi della partita e il punteggio finale dell’Ing. si può affermare che i remi in barca effettivamente sono stati tirati e che il “Cannibale” Ing. questa volta non ha voluto infierire più di tanto sui distratti contendenti.
In realtà qui occorre ricordare che la rinuncia all’incremento del bottino da parte dell’Ing. coincide con un partita andata a monte per la solita “fregola” che hanno i giocatori troppo sicuri di sé che tendono a voler chiudere la partita anzitempo buttando all’aria le carte certi ormai della vittoria.
Un’altra volta la fretta è stata cattiva consigliera ed una partita certamente vinta si è conclusa invece con un nulla di fatto che psicologicamente ha messo in crisi l’Ing., il quale non è più riuscito a riaversi dallo schiaffo morale subito e ha dilapidato un vantaggio spropositato che avrebbe oltremodo sconvolto la classifica generale.
Nel finale si risvegliano Gollum (chiamando per ben due volte, di cui una a CARICHI) e Zorapide (che chiama per ben 4 volte, di cui una a CARICHI), ma il tentativo di risorgere dalle ceneri dei due lanternini di coda ha solo l’effetto di appianare la classifica della serata portando tutti nell’intorno dello zero (eccezion fatta per l’ineffabile Gollum appisolato sul suo -8).
La classifica finale dell’incontro è quella ufficializzata di sopra, che dire?
Speriamo che il fondo del barile sia stato raschiato per bene.

Ad PERSONAM

Gollum Patch Adams: nella sua ultima apparizione (roba da cenozoico) aveva vinto alla grande sprofondando uno come l’Ing. a -10! Ci si aspettava decisamente di più: lui non si preoccupa più di tanto della partita e si dedica all’aspetto farsesco della serata.
Giocherellone.

Darietti: conferma il suo momento calante: in 35 mani chiama solo due volte!
Disperso.

Zorapide: si smarrisce, come al solito, nella prima metà della partita e insistentemente persevera nell’errore grossolano. A 5 mani dalla fine, come al solito, si sveglia, ma è troppo tardi.
Ritardatario recidivo.

Rb: la sua è una partita di attesa: attende (come tutti i giocatori) che gli vengano le carte buone. Intanto si destreggia (bene) tra le mani mancate e le chiamate scontate.
Mietitore senza messe.

Ing. della Briscola: la sua partita è di normale amministrazione. In tempi di carestia tira fuori quello che può da carte dimesse e rachitiche. Non riesce ad incrementare il vantaggio e si accontenta (per modo di dire) di vincere il match.
Incompiuto.

Quelli della Briscola – 6

Punteggi: L’Onnivoro +7; Il Caricatore +4; Darietti +4; Rb -6; Zorapide -9.

Inviti due pisquani qualunque alla Briscola (teniamo a sottolineare organizzata da Zorapide, vista l’assenza dell’organizzatore ufficiale Ing. della Briscola per lavoro a Parigi) e questi due si inventano Primo e Secondo, destabilizzando completamente il circolo della Chiamata con le loro giocate sperimentali, con le loro trovate geniali, con la loro voracità di punti (e di cibo).
La serata è complessa, incisiva, fuori dallo schema, fuori controllo.
Tatticismi obsoleti (“Se sei titubante gioca il Fante!”) tornano prepotentemente in auge. La vecchia scuola del carico a perdere avvizzisce davanti alla più arrembante tecnica del raddoppio di carico incontrollato (cioè per dire, mani da 30 punti come se piovessero!). In questo clima di assoluta anarchia l’Onnivoro si rivela come un cannibale spietato: prima lascia sfogare gli avversari (dedicandosi alla dispensa del Darietti, da qui il soprannome) e poi, non dopo pacchiani errori, si rivela in tutta la sua magnificenza e va a vincere colpendo più volte gli avversari ai reni, schiantandoli uno dopo l’altro.
Il compare dell’Onnivoro non è da meno, in quanto a voracità (in principio i soprannomi dovevano essere Locusta 1 e Locusta 2, ma poi la distinzione tra i due si faceva alquanto complessa), ma più che altro colpisce per la sua generosità nel distribuire di qua e di là carichi su carichi: a lui i due, i tre, i quattro punti, vanno stretti, solo Carichi (e uno dopo l’altro) e da qui le mani pesanti sopra citate: il carico a perdere non ha più valore, per giocarne uno bisognava abdicare alla razionalità. Il Darietti dal canto suo vuole riconfermarsi (dopo la tornata a vuoto della scorsa partita), ma secondo noi è ritornato quello di prima, quello della cuspide: sino a metà partita si porta in testa alla classifica, mettendo su un punteggio di tutto rispetto, poi si lascia andare e piano piano ritorna sulla terra; evidentemente la pozione magica che ha preso ad inizio di stagione sta perdendo efficacia, aspettiamo la sua capitolazione. Rb chiama solo 4 volte, cerca di risalire più volte la china, ma la serata non gli dice bene, sino a metà è lì sull’intorno dello zero, poi comincia lentamente ad addormentarsi sulle carte. Non ci resta che parlare di Zorapide e cosa dire? Che la sfiga ci vede benissimo. Il nostro alchimista ha le carte belle, bellissime (per farvi capire più volte Asso, Tre e Re!), ma era il suo socio che gli tirava costantemente il pacco; era come avere in mano una Ferrari, ma senza la benzina, non riesci neanche a raggiungere l’edicola lì all’angolo: stai fermo al palo e vedi gli altri che ti passano davanti, però che bella macchina! Però che bella soddisfazione!

La fredda Cronaca
Si inizia in ritardo pauroso.
I novizi si fanno attendere.
Il nervosismo sale ed Rb e Zorapide vedono bene di ammazzare il tempo con una briscoletta (tristissima) in due (per la cronaca vinta da Zorapide per 2 a 1, ma questa è un’altra storia).
Finalmente si incomincia e si comincia a ritmo elevatissimo. Di prima mano Zorapide tira su le sue carte e vede: Asso, Tre, Re, il sangue gli sale alla testa; nessun carico a perdere e in più una briscoletta, la testa gli sta per esplodere. “2 a 70!”, così di prima mano, così per svegliare subito gli animi, per far vedere che qui non si gioca mica a ruba mazzetto!
Che botta! Per Zorapide: il Caricatore aveva solo il 2! Secco!
Il 2 di quadri come la foglia di fico di Adamo ed Eva!
Evidentemente il Caricatore non era ancor entrato nel personaggio. Zorapide, ne prende atto, incassa e porta a casa. Tre mani dopo stessa scena per Zorapide che questa volta, oltre alla triade magica, possiede tre briscolette ed il 2. Perché fidarsi ancora di qualcun altro? Perché non fare per una volta lo sborone? Zorapide chiama il 2, in mano se lo chiama. Peggio che andare di notte con la benda sugli occhi: botte da orbi, che mazzate! Zorapide dopo le prime 5 mani è già a -10! Se questi non sono record di cui vantarsi, quali lo sono? Gli altri se la ridono amabilmente (d’altronde chi non lo farebbe?): Zorapide gioca contro di se e a favore degli avversari, cosa c’è di peggio nella vita?
Il masochismo: passano due mani e BUM! Zorapide ci riprova (facciamo notare anche questa volta che le carte non erano affatto sfavorevoli: con Asso, Tre e Re e nessun carico a perdere, anche uno sprovveduto come Darietti punterebbe in alto). Patatrac: per l’ennesima volta il Caricatore (in barba al soprannome) lascia a piedi il suo compare, presentandosi all’appuntamento con ancora la foglia di fico (per lo più avvizzita, essendo ancora quella di qualche mano fa) in bella vista.
Partita tutta in salita per Zorapide (-15) e serenamente in discesa per tutti gli altri: Darietti +6; l’Onnivoro +5; Rb e il Caricatore +2.
Da Parigi intanto l’Ing. spinge insistentemente (via SMS) per ragguagli sulla situazione di classifica. Via SMS i contendenti invitano l’Ing. garbatamente a farsi gli affari suoi e a dirigersi con solerzia nel luogo proprio dei seccatori!
In questo momento di follia pura vede bene di arricchirsi alla grande il Darietti, il quale, complici alcune chiamate storte dell’Onnivoro, chiamando un misero Tre di Picche si porta paurosamente in testa alla classifica, presentandosi a metà partita sul punteggio di +13. Rb, scivolato a -3, non ci sta e vede bene di imitare Zorapide nelle chiamate solitarie e si inventa un 2 a 66 in mano, che lo getta nello sconforto più nero.
Darietti, due mani più tardi avere raggiunto il suo massimo punteggio, vede bene di rimettere tutto in gioco, inventandosi una chiamata di CARICHI (nella quale i Carichi li avevano gli altri) che lo risucchia nella mischia. Ci prova allora il Caricatore, che per antonomasia è il gestore dei “bomboloni”, chiamando una Special di CARICHI, e qui accade un misfatto, ma di quelli grossi, ma di quelli che forse neanche Zorapide!
Penultima mano: è chiaro che Il Caricatore non può vincere, non ha in mano prese a sufficienza. L’Onnivoro si libera a favore del Darietti di un pesantissimo Asso di Picche. Il Caricatore ha in mano il Tre di Picche e raccoglie l’ultima mano e vince! Il Darietti fa notare, con inaspettata sagacia, che l’Asso di Picche avrebbe preso nell’ultima mano e avrebbe schiantato definitivamente le velleità di vittoria del Caricatore.
L’Onnivoro assediato su più fronti, accusa il colpo e affoga il nervosismo e la rabbia nei “Nippon” (riso soffiato ricoperti di cioccolato: c’è a hi piacciono).
Dopo questa chiamata vinta in modo molto rocambolesco, il Caricatore si presenta in classifica davanti a tutti: +10; bagnando il naso al Darietti (terzo a +5) e all’ormai scorato ed affranto Onnivoro (secondo a +6), omettiamo per rispetto i due punteggi mancanti.
Nelle ultime cinque mani non accade nulla di eclatante, tranne che Zorapide riesce a rimettersi in pista chiamando e vincendo tre volte (ultima chiamata delle tre un SPECIAL, un 2 a 80, con in mano Asso, Tre, Re, Donna e 4. Sarebbe stato troppo perdere anche quella!).
Nell’ultima mano il Darietti e l’Onnivoro sono appaiati a +6, il Darietti tenta la scalata al successo con un 4 di picche, ma il socio Zorapide (pur facendo il possibile) non riesce a rianimare una mano già morta in partenza. La sortita ha l’effetto di incoronare il novizio Onnivoro campione.
Complimenti, anche per l’Asso di Picche!

Ad PERSONAM

Zorapide: è difficile avere le carte così belle in mano e non vincere, lui ci è riuscito. La briscola è così: un giorno ti eleva sino al Paradiso, un altro giorno ti infossa fino al fondo del baratro della disperazione.
Buco profondo e nero.

Rb: non sbraita come al solito, forse per questo le carte non sono intimorite e non gli portano il solito rispetto. Chiama pochissimo e viene chiamato malissimo.
Parafulmine.

Darietti: parte a spronbattuto, ma poi si perde sul più bello. Cerca di fare il brillante per vincere arrischiandosi in chiamate decisamente non nel suo stile. Si mangia un vantaggio abissale in poche mani.
Sprecone.

Il Caricatore: decisamente un innovatore della Briscola chiamata. Gioca carichi a ripetizione. Gioca carichi quando meno te lo aspetti.
Generoso.

L’Onnivoro: sicuramente l’appetito non gli manca. Giocatore tecnico-tattico di prima qualità. Accusa il colpo dell’Asso di Picche e rischia di perdere la partita, ma poi rinviene alla grande e pianta tutti in Asso!
Colono di Catan.

Quelli della Briscola – 5

Punteggi: Ing. della Briscola +7; Darietti +4; Rb +2; Il Taciturno –4; Zorapide -9.

Serata scoppiettante, brillante, nervosa, goffa. Torna alla vittoria l’Ing. della Briscola, anche se in modo macchinoso e soprattutto fortunoso. Rb rimane a bocca asciutta dopo aver rincorso la vittoria per tutta la partita: getta la spugna (o gliela fanno gettare) sul finale per un maldestro errore di Zorapide che non gli regala (a giochi fatti) un carico facile, facile e oltremodo prezioso, prezioso: forse che è stato fatto apposta per boicottare la sua seconda vittoria e favorire la prima dell’Ing.? Forse che la vendetta è un piatto che bisogna consumare freddo? Ai posteri l’ardua sentenza.
Il Darietti tatticamente si tiene su punteggi positivi e non brama certo raggiungere una vittoria che è a portata di mano: il proverbio dice che “Chi troppo vuole, nulla stringe”, ecco lui non vuole nulla, non desidera, il suo unico cruccio è quello di non lasciarci le penne; spesso e volentieri ci domandiamo come diavolo faccia ad essere in vetta alla classifica: misteri della fede.
Il Taciturno, nella sua prima apparizione nel club della Briscola, dimostra di essere un giocatore vero e di ottima qualità (il punteggio è bugiardo), al contrario del fratello (Darietti) più blasonato.
Zorapide parte bene, ma si smarrisce tra le urla altisonanti e furibonde di Rb.
Tutto sommato ad avercene di partite così: nelle prime 12 mani ben 6 SPECIAL. I 2 si sprecano. Gli insulti volano che è un piacere. Il ritmo è elevato. Che volete di più dalla vita?

La Fredda Cronaca
La serata non inizia con buona puntualità: si aspetta il Taciturno, che arriva con ben 5 minuti di ritardo. Certe cose ti segnano dentro.
Apre i giochi l’Ing. con un bel 2 a 64 e si porta subito in testa vincendo facile.
Terza mano CARICHI di Zorapide: vittoria facilissima visti i 54 punti serviti su di un piatto d’argento, la serata inizia benissimo per lui, sembra che la fortuna gli sia molto vicina.
Settima mano: il Darietti ostenta una certa sicurezza e chiama a botta sicura un 2 a 80, ma Zorapide preso da un raptus di follia chiama CARICHI un’altra volta, non tanto perché le carte gli arridessero in modo particolare (per la vittoria sarebbero serviti tatticismi di cui Zorapide è totalmente sprovvisto), ma quanto per fare ostruzionismo su di un arrembante e troppo sicuro di sé Darietti. Succede a volte che a lasciare le cose come stanno si guadagna molto di più, di fatti, senza la chiamata kamikaze di Zorapide, il saccente Darietti si sarebbe inavvertitamente chiamato in mano, con tutte le conseguenze del caso (e vallo a sapere!).
La mano successiva Zorapide avrebbe dovuto accusare il colpo, ma invece ci riprova (questa volta a botta sicura) e chiama un 2 a 70. Sì, un 2 a 70 con Asso, Tre, Re e due briscolette in mano, mica pizza e fichi!
Il fico (d’India) glielo presenta l’Ing. il quale si fa trovare all’appuntamento nudo e crudo con il solo 2 in mano e una caterva di carichi (ben 31 punti inutili) da mangiarsi le mani. A questo punto della gara, giunto a –9 Zorapide comincia ad accusare un certo dolorino al fondo schiena. Dalla sortita di Zorapide mungono a piene mani Darietti, che schizza a +6 ed Rb che si assesta su di un onorevole +3; l’Ing. ed Il Taciturno sono nulli ed appaiati.
Le cose per il Darietti vanno ancora meglio quando azzecca, subito dopo la chiamata di sopra narrata, un 2 a 70 in collaborazione con suo fratello: che bel quadretto familiare!
Darietti là in vetta con il suo bel +10!
Non finisce qua il momento magico delle chiamate SPECIAL (e siamo solo alla 10a mano). Dopo uno smunto (si fa per dire) 2 a 64 del Taciturno (vinto), l’Ing. si appresta a trionfare e a dare spettacolo con un bel 2 a 72! Non basta: la mano successiva il Taciturno si ributta nella mischia e chiama un 2 a 70, va a cogliere un euforico Ing. che, sulla scia della precedente chiamata, sembra tenere botta ed invece fa cadere lui ed il suo compare nel pozzo della disperazione, regalando gioia incontenibile alla coppia Darietti-Rb, i quali rimangono da soli a contendersi la leadership.
Che partita!
Che emozioni!
Che serata!
Terminata la scia di botti, si tira un po’ il fiato e si entra nella fase di stanca della partita. La fatica comincia ad affiorare sui volti dei giocatori, incominciano i primi malori, i primi caldi, i primi crampi dovuti alla stanchezza e ci si riposa qualche mano in attesa del rush finale (le lunghe pause di riflessione cominciano a farla da padrone). Zorapide, persa ogni velleità di vittoria, si dedica a sedare i crampi (della fame) con olive KALAMATA’ (olive nere, ma per il Darietti fa più figo chiamarle olive greche KALAMATA’) e alle cipolle borettane in agrodolce (misere soddisfazioni).
Per recuperare il ritmo il Darietti vede bene di dare uno strappetto: chiamandosi un 2 in mano intende prendere definitivamente il largo, ma la sortita non ha alcun effetto, l’utopico tentativo viene stroncato sul nascere da un giro impressionante di carichi che affossa la tattica spregiudicata del chiamante.
Unico risultato quello di ricompattare la classifica (tranne per la scheggia impazzita Zorapide): Darietti +8; Rb +7; Ing. +2; Il Taciturno –4; Zorapide –13.
Si giunge alla prima lacerazione (delle corde vocali di Rb) su di una chiamata del Taciturno vinta, dicono, per colpa di Zorapide (in realtà ci sono delle mani che non hanno storia).
La cazzata (se possiamo definirla così) è questa: chiamata del Taciturno 2 a 64 di cuori.
Seconda mano (il socio non è stato ancora individuato!): gioca Darietti (ininfluente); gioca Rb (un 5 di cuori); gioca Zorapide (Asso di quadri); gioca l’Ing. (raddoppio di carico); prende il Taciturno con un altro carico.
Ok si è fatto 30 punti.
Domande: chi se lo sarebbe inculato il 5 di cuori di Rb senza l’Asso di Zorapide? Chi sapeva che l’Ing. era il socio? Di solito non si tenta di far scendere le Briscole? Con il senno di poi son tutti bravi a parlare e sbraitare! E comunque l’Ing. era ben messo (con il senno di poi…).
Non vi dico che pandemonio ne è venuto fuori!
Un bordello assurdo: gente sui tavoli, il Darietti attaccato al lampadario, Rb che salta sul divano brandendo la televisione, Zorapide che tira fuori una pistola lanciarazzi. Insomma la follia allo stato puro. Per una mano che non avremmo mai vinto: con il carico di Zorapide si e no si collezionavano 30 punti (in totale)!
Si giunge alla terzultima mano (calmati i bollenti spiriti) con una chiamata scellerata di Darietti (2 a 74!) persa miseramente (grazie al “sotuttoio” di Rb) che ributta in gioco l’Ing. il quale si ritrova solitario a +5 in vetta. L’Ing. prova a vincere chiamando alla penultima un 2 di picche, ma la sorte e soprattutto il Taciturno non lo aiutano. Perde la partita e punti preziosi: ora è a +3, mentre il duo delle meraviglie Darietti ed Rb è a +4.
Nell’ultima mano c’è il giallo del carico non dato da Zorapide ad Rb: chiama ancora l’Ing. (2 di cuori); ultima mano con socio (quasi dichiarato Darietti). Giro di briscole e strozzi, arriva il turno di Zorapide che si tiene in mano il suo bel caricozzo (non sappiamo per quale ragione: forse senso di rivalsa su Rb). Vince l’Ing., vince Darietti (socio assodato).
Parità: 5 a 5.
Mano di spareggio: chiama l’ennesima volta l’Ing. che vince partita ed incontro.
Brucia, brucia, brucia il peperone!
Perché fa male, male, male!
Alla prossima.

Ad PERSONAM.
Zorapide: non finisce più il buco nero in cui si è infilato. Strapazzato e cazziato è in crisi psicologica da prestazione.
Schiaffeggiato.

Il Taciturno: prima uscita dignitosa. Gioca bene (meglio del fratello), ma raccoglie decisamente poco. Ce ne fossero giocatori così.
Meteora.

Rb: dice sempre che “E’ una partita di merda!” e “Che carte di merda”, ma alla fine è sempre lì a giocarsela. A parte gli incidenti di percorso, il suo è un gioco tatticamente valido.
Abbandonato.

Darietti: si preoccupa troppo del punteggio. Cerca di vincere a metà partita, ma gli va buca. La Fortuna è sua compagna fedelissima.
Re Mida.

Ing. della Briscola: torna alla vittoria, ma sono lontani i tempi d’oro in cui imponeva la sua legge. Rischia di essere degradato a Geometra della Briscola, ma si fa sotto nel finale e vince grazie anche ad aiuti inaspettati.
Free Willy.

Quelli della Briscola – 4

Punteggi: Rb +11; Darietti +8; Db –1; Ing. della Briscola –5; Zorapide -13.

Nulla di nuovo sotto il sole. Nulla di nuovo eccetto la vittoria di Rb, maturata alla fine di una partita (a detta dei più) distratta. In realtà di distratto c’era solo Zorapide, gli altri quattro erano molto attenti e se la sono giocata. Il borioso Darietti in questa tornata resta a bocca asciutta (di vittorie), ma trova comunque grande soddisfazione dall’ampio punteggio positivo che non farà altro che giovare alla sua classifica generale; per gli altri non resta che contemplare punteggi negativi che fanno assomigliare la classifica generale alle previsioni del tempo di un notiziario locale Siberiano.
Davanti agli occhi incartapecoriti dell’Ing. (che d’ora in poi, in barba alla scaramanzia, porterà il gelato per i prossimi 20 anni di briscola chiamata), alla pigrizia del Darietti, alla furbizia di Db e alla negligenza di Zorapide, la vittoria consumata da Rb è netta, pulita, non fa una grinza. Poche volte la fortuna ha posato la mano così pesantemente sulla spalla di qualcuno, certo non si può affermare che Rb abbia avuto solo quella, ma il vecchio adagio della Briscola non si può di certo dimenticare (soprattutto quando fai una mano con Asso, Tre, Re, Jack e Donna in bella vista).

La Fredda Cronaca
La serata inizia con buona puntualità.
Inizia con l’Ing. chiamante e vincente.
Inizia con un Darietti chiamante e perdente (60 punti).
Inizia con Zorapide nel pallone dopo solo 6 mani: l’Ing. chiama un 2 (di quadri) a 62 fuori di Asso e Tre. Db provvede a spazzare via le velleità di un 5 di quadri giocato dall’Ing. con un bello strozzo di Tre; il socio Darietti va liscio; Rb ci mette un bel caricone e Zorapide provvede a spazzare il tutto con l’Asso di briscola: il gioco è fatto, l’Ing. si può godere una vittoria inaspettata, grazie al frustrato (e frustato) Zorapide (completamente inadatto alla situazione) che incassa gli insulti di tutti (anche del peruviano che in quel mentre passeggiava giù in strada, nonché della famiglia dell’appartamento soprastante svegliata dagli schiamazzi strepitanti).
Chiaramente le giustificazioni di Zorapide erano inadeguate davanti alla logica schiacciante di un gioco chiarissimo, unico neo (della logica schiacciante) era la chiamata azzardata ed irrazionale (come al solito) dell’Ing.: era fuori di Asso e Tre!! Di Asso e Tre!! E chiamava un 2 a 62!!
Vai ad immaginare che gli manca anche il Tre avendo tu in mano l’Asso?

La Briscola dà e la Briscola toglie: esattamente tre mani dopo Zorapide è di nuovo sulla breccia aiutando con il suo Re di fiori l’Ing. a fare cappotto (e la Briscola ha dato).
Però abbiamo detto che la Briscola toglie: la mano successiva l’Ing. forte del suo +6 vede bene di farne una delle sue: un bel 2 a 80! Zorapide cade dalla breccia e si ritrova nel bel mezzo di un bel pozzo di liquame scuro e maleodorante (merda) in cui affonda abbondantemente, salvando (forse) solo i capelli.
La frase storica del giorno dopo: ”Eh! Forse bastava un 2 a 70!”.
Gli inzuppati di merda ringraziano.
Qui si conclude la partita di Zorapide.
Dopo 5 mani transitorie dove l’Ing. tenta di ritirarsi su (cosa che di questi tempi non gli riesce per nulla), arriva il momento di Rb, che incomincia a mettere il primo mattone della sua vittoria: spiazzando gli avversari con una pantomima nella quale impersona il volto di dolore di un condannato a morte, chiama un sofferto CARICHI. La dissimulazione riesce benissimo, ma anche le carte (fortunate) in mano funzionano alla grande: cappotto.
Altre tre chiamate vincenti di Rb: uno squallido Tre di fiori, una nobile Donna di fiori e per concludere un sontuoso 2 a 80 (con in mano il bouquet di carte sopra citato), unica pecca della triade di chiamate sta nell’aver beccato (proprio nella mano principe) un fortunello Darietti che, grazie alla generosa donazione, si stabilizza in seconda posizione (e si adagia sugli allori accontentandosi del secondo posto): Rb +13; Darietti +10; Ing. della Briscola 0; Db –6; Zorapide –17.
La situazione è psicologicamente tesa. Pur non essendoci un vero scontro di interessi tra i contendenti, le rivalità ed i dissapori (maturati durante le serate precedenti) si fanno sentire ed il nervosismo sale: ci si dileggia, ci si schernisce, ci si motteggia. Il primo a gettare benzina sul fuoco è l’irriverente Darietti il quale, dimentico dei suoi trascorsi poco fortunati dell’anno scorso (e dire “poco fortunati” è un complimento), si prende gioco di Zorapide chiedendo a gran voce la classifica (cosa che per altro fa ad ogni fine mano, dimostrando la sua completa astrazione ed alienazione alla partita) urlando: ”Scandisci bene!”. Evidentemente chi non è avvezzo alla vittoria, dopo qualche gloriosa serata, tira su la testa dalla palta in cui è stato immerso sino a l’altro giorno e crede di essere un super-matcho: i campioni sono davvero altri.
Non accade nulla di più: nelle parti alte della classifica ci si limita a controllare la situazione paghi della meta raggiunta (per Rb) e del punteggio positivo (per il rinunciatario Darietti). Nei bassifondi, all’opposto, ci si dimena per qualche misero punticino per rendere la classifica meno squallida: un 2 a 70 di Db (vinta) ed un 2 a 66 di Zorapide (vinta).
Nulla di nuovo sotto il sole.

Ad PERSONAM.
Zorapide: è la sua serata storta. E’ ingiustificabile, gli errori commessi sono troppo gravi per permettergli di sperare addirittura in un punteggio positivo. Il –13 tutto sommato è un successo.
Cuoco pasticcione.

Ing. della Briscola: la crisi nera in cui è caduto fa pensare che l’anno precedente sia stato solo un caso fortunato. Le chiamate estrose a cui ci aveva abituato sono un lontano ricordo, le carte gli hanno decisamente voltato le spalle.
Abbandonato.

Db: il suo gioco è enigmatico. Molte volte confonde tutti con il suo gioco fatto di “vedo” e “non vedo”. Dopo le prime dieci mani è messo molto bene, poi si fa travolgere dagli eventi.
Sfollato.

Darietti: il punteggio è positivo, ma la parabola potrebbe essere discendente. Rinunciatario sul finale, si accontenta di poco, non si arrischia nella rincorsa ad Rb.
Spompato.

Rb: lucido come non mai si porta a casa una vittoria meritata. Continua a dire che le carte sono sfortunate, ma poi sotto sotto va a vincere a mani basse. Poche chiamate azzeccate e contendenti poco convinti (o addirittura in panico) lo hanno portato al gradino più alto.
Scalatore.

Quelli della Briscola – 3

Punteggi: Darietti +7; Rb +4; Zorapide –1; Avv. Peloso –1; Ing. della Briscola -9.

Avete letto bene, il Darietti si è riconfermato campione schiantando per la terza volta consecutiva gli avversari. Avete letto proprio bene l’Ing. è stato di nuovo umiliato e relegato all’ultimo posto della serata.
Serata tattica, di trincea. Tutti nascosti dietro le proprie carte, si chiama con il contagocce, per vedere una SPECIAL bisogna attendere la 18a mano (mano che coincide con l’inizio della fine della partita dell’Ing. che da quel punto in avanti ha cominciato ad imbarcare acqua a fiumi).
In realtà tutti speravano in una vittoria di Rb o di Zorapide, che, dopo la mano sopracitata, sembravano gli unici in grado di poter portarsi a casa la partita, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: Zorapide dopo due chiamate SPECIAL di seguito (che gli fanno accumulare ben 10 punti) si ferma al palo dilapidando il vantaggio sugli avversari come il Figliol Prodigo; Rb, dal canto suo, si lascia sfuggire la vittoria nelle ultime due mani, dove il colpo di reni del Darietti è stato più efficace.
In tutta onesta ora si comincia un po’ ad odiare questa egemonia del Darietti, che detto a denti stretti, raccoglie più del dovuto (se non era per l’incitamento finale dell’Ing., che lo invitava ad una chiamata azzardata, non so se la vittoria finale sarebbe stata sua), epperò la storia non si fa con i “se” ed i “ma”, alla fine chi vince ha sempre ragione, c’è da dire che vedere un Ing. così poco brillante provoca una fitta al cuore; forse, forse non c’è quasi gusto ad iniziare una nuova partita, sapendo che l’avversario numero uno è spompato e spento.
Coraggio Ing. che la prossima sarà tua!
(Si è aperta ufficialmente la campagna: “Dona un carico all’Ing.!”. Chi volesse aderire è pregato di comunicarlo alla direzione gara).

La fredda Cronaca
La puntualità è di casa, questa volta, anche se trovare parcheggio sotto casa di Darietti il Venerdì sera è un’impresa ardua, per stomaci forti.
L’Ing. ci riprova: tenta di essere generoso offrendo ai contendenti una sontuosa vaschetta di gelato. Riconoscenti per il gesto, dobbiamo puntualizzare, però, che il magnate non è proprio un fulmine di guerra nella scelta dei gusti. L’imperativo, quando si compra il gelato, è: o tutte creme, o tutta frutta, non c’è via di scampo, non si possono mischiare le due cose, è tassativo, è la regola, è il bon-ton.
Bene, l’Ing., oltre a contraddire l’imperativo di cui sopra, si lancia in associazioni di gusto che fanno rabbrividire. L’altra sera si è presentato con codesto bouquet: lampone, fico, banana e nutellone. Certo nulla di trascendentale, ma il nutellone, Ing.! Il nutellone!
Perché il Fico?
C’è da dire che in questi casi è applicabile un altro imperativo: a caval donato non si guarda in bocca. Della vaschetta di gelato ha resistito solo il coriaceo e poco commestibile contenitore, ripulito in ogni sua parte con meticolosa perizia (dall’avvoltoio Rb, per la cronaca).
Facciamo un notazione scaramantica: l’Ing. visti i risultati delle sue serate, in stretto rapporto con l’offerta di gelato, ha deciso che d’ora in poi non offrirà più nulla. Vedremo se le carte gli diranno bene e se alla fortuna non piace il gelato.
Si incomincia in sordina, come dicevamo nel preambolo, l’unico a tenere banco è l’Avv. Peloso che non la smette di parlare: ci massacra su ogni cosa. Ci metteremo un tappo la prossima volta. A metà partita si vede il primo vero botto con l’Avv. (stranamente in silenzio) che chiama un 2 a 70, si tira dietro un contentissimo e fornitissimo Rb e si piazza in testa alla classifica. La mano dopo altro botto: CARICHI di Zorapide, che grazie ad un 3 di quadri (facciamo notare che a sbagliare è stato Rb, che non gioca benissimo le sue carte) vince a mani basse è da un altro scossone alla classifica, passando in un battibaleno da un –2 ad un +2. Avv. peloso è a +3, alla pari con Rb, Darietti è a –2, mentre l’Ing. a tenere su tutti e a scivolare nel limbo con il suo bel –6. In realtà il luminare della briscola tenta un colpo di coda con una chiamata (vinta), ma d’ora in poi è un continuo scivolare verso la disperazione.
Nelle successive 5 mani è Zorapide che prende in mano il pallino delle operazioni, chiamando tre volte: la prima volta un 2 a 66 (dobbiamo dire che su questa chiamata è sfumato un cappottone, grazie al socio distratto Darietti che si addormenta su di un K di picche), poi uno dietro l’altro un 2 a 80 ed un 2 a 70. La partita sembra chiusa (anche perché siamo a 5 mani dalla fine): Zorapide +13, Rb +5, Darietti –3, Avv. peloso –5, Ing. della Briscola –10.
Al termine delle 30 mani canoniche (quando l’orologio è abbondantemente oltre la mezzanotte) c’è il solito buontempone che la butta lì: “Ne facciamo altre 5?”, e come al solito l’unico che si tira indietro è l’Avv. Peloso adducendo scuse da arrampicata sugli specchi, gli si fa notare che siamo in democrazia e che 4 è più di uno e si continua per altre 5 mani.
Per non saper ne leggere ne scrivere l’Avv. d’improvviso si sveglia e chiama un bel 2 a 70 e vincente va a favorire uno sfavillante Darietti che non crede ai suoi occhi: è a solo 5 punti da Rb, il secondo posto è a portata di mano, perché non buttarsi nella mischia alla grande?
Boom! 2 a 70. Un balzo in avanti: pareggio con Rb e Zorapide a tre lunghezze sopra.
All’ultima mano la situazione è tesa: Zorapide trema con le carte in mano che non gli vengono e gli fanno perdere il prezioso vantaggio accumulato sino ad ora; Rb è in preda ad una crisi di nervi perché… “E’ un gioco di merda!”; l’Avv. pur essendosi trascinato sin ad un onorevole 0 sul tabellino sembra ripiombato nelle braccia di Morfeo; l’Ing. continua a fissare il tavolo con sguardo catatonico da lobotomizzato, con un filo di bava alla bocca che gli cola giù fino allo stomaco.
Teatro dell’assurdo.
Teatro psicologico.
La situazione è delle migliori per beccare tutti in castagna e il Darietti con prontezza felina e un culo sfondato, la butta lì: CARICHI. E vince: schianta definitivamente Rb e si porta in vantaggio su Zorapide di ben 2 punti.
E’ fatta, ha vinto, tutti si alzano per andarsene, si stanno per spegnere le luci quando? Il Darietti con cavalleresco ardore e intimando il silenzio, data l’ora infausta, la butta di nuovo lì: “Altre 5 mani?”. L’Avv. peloso cade a terra in preda all’epilessia da sonnambulismo, mentre gli altri tre non aspettavano altro (più Rb e Zorapide che l’Ing., il quale in verità si accascia nuovamente sulla sedia farfugliando qualcosa come: “Vi faccio neri” o “Ho gli occhi neri” o “Enrico Ameri” fate un po’ voi).
Dunque la cavalleria vince ancora: tanto di cappello.
Rb fregandosi le mani chiama ben 2 volte e sembra in grado di andare a prendere lo sfuggente Darietti: +5 Rb, +6 Darietti, Zorapide segue a +2.
Zorapide a questo punto dice: “Ehi ci sono anche io! Aspettatemi!” e quindi si lancia in una chiamata improbabile: 7 di cuori fuori di Asso. La sorte gli dice male a lui e al suo compare, il lanciato Darietti che inciampa e cade perdendo un punto sull’incalzante Rb, sorpasso +5 a +6.
Visto che hanno chiamato tutti ci prova anche l’Ing. che risvegliandosi dalla catatonia in cui è caduto osa (non molto convinto) una chiamata: un 4 di quadri, il socio che inciampa con lui è ancora una volta lo sventurato Darietti che si vede scappare Rb da sotto il naso: +4 a +7, mentre l?ing comincia ad avere le visioni.
Si giunge all’ultima mano con i due contendenti (Zorapide è completamente fuori dalla lotta dal basso del suo +1) ad un passo l’uno dall’altro, come si dice in questi casi qui nel circolo della briscola: chi chiama vince.
E dunque Darietti (su esplicito incitamento, in realtà un mugugno sbrodolento dell’Ing.) si lancia in una chiamata avventata: Jack di picche, vince e fa felice anche l’Ing. che guadagna un misero punticino.
Ma a questo punto i duellanti sono in parità perfetta 6 a 6, occorre quindi la mano di spareggio. Rb si lancia (per il detto di cui sopra), ma incappa in una mano sfortunatissima ed ancora di più in compare poco fornito (Zorapide): la vittoria è di Darietti che ringrazia e manda tutti a nanna dall’alto delle sue 3 vittorie consecutive, dall’alto dei suoi 25 punti in classifica generale, dall’alto della sua straripante media di 8.33 punti per partita (e non chiedetemi altro).

Ad PERSONAM

Avv. Peloso: si cimenta in simposi che vanno dai PACS alla classifica della frutta più zuccherata. Si lancia in chiamate ardite e riesce a stare in corsa fino a metà partita. Poi lo piglia il sonno e le carte gli diventano da scala quaranta. Orso peloso, logorroico e sonnacchioso.

Ing. della Briscola: il gelato gli dice male. Le carte gli dicono male. L’acidità di stomaco (manifestata palesemente con sonorità inaudite) gli dice male. Si adagia dopo metà partita in balia delle onde che lo portano lontano con il cuore ed il pensiero. Il delirium tremens lo stordisce al punto da crollare quasi dalla sedia. Irriconoscibile: Mr. Hyde.

Zorapide: illude tutti con due mani da botta di culo forte. E’ il socio ideale (tranne che per Rb, il quale non gli perdona e non gli perdonerà mai il 7 di quadri). Nonostante tutto questo anche questa sera va buca: dilapida un vantaggio strabordante, prova a vincere, ma rimane al palo. Impalato.

Rb: Sin dall’inizio si vede che sarà la sua serata. I bookmakers lo danno vincente. Chiama bene, ma si fa chiamare ancora meglio. Trova terreno fertile sul finale, ma un bruto uragano (soprannominato Zorapide) gli butta tutto all’aria. Sfollato.

Darietti: cinismo allo stato puro, quando meno te l’aspetti lui ti è dietro alle spalle per finirti. Sembrava spacciato ed invece azzecca lo “schema” giusto e capovolge la partita. Raccoglie più del dovuto, ma la vittoria è meritata. Coccarda d’oro.

Quelli della Briscola – 2

Punteggi: Darietti +10; Ing. della Briscola +8; Zorapide +2; Pennello -1; Rb -19.

Il Darietti è lanciato, non si ferma più: sulla scia della prima, eclatante vittoria, ottiene un nuovo successo, anche grazie alla scarsa lena dell’Ing. sul finale di partita. Sostenitore della causa Darietti c’è Zorapide, che sino alla sest’ultima mano si contendeva l’ultimo posto con Rb a punteggi siderali, ma inebriato dalla tarda ora si è concesso sei turni di chiamate scoppiettanti, che lo hanno portato ha colmare un gap di ben 15 punti.
Pennello si è limitato a limitare i danni, mantenendosi nell’anonimato, mentre Rb ha tirato fuori la prestazione più brutta degli ultimi 20 anni, cadendo in disgrazia, tremenda disgrazia.
Dati certi sono: che la Briscola è un gioco di culo (e Darietti ne sa qualcosa) e che l’Ing. continua ad imbarcare acqua e la cosa gli rode e molto; gli sono tornati i brufoli, l’insonnia, e la lingua felpata.
Coraggio che la vita (e soprattutto la stagione) è ancora lunga.

La fredda Cronaca.
Casa Darietti.
Ottima la puntualità.
Si incomincia bene con un 2 a 66 del Darietti che vuole mettere subito le cose in chiaro, vuole dimostrare che quest’anno è il suo anno: vince a mani basse. Preso dall’emozione (da pipì nei pantaloni) per il successo ottenuto nella prima mano, il Darietti vuole strafare e chiama ancora, ma questa volta la frenesia gli dice male: a metà partita (certo della vittoria) butta all’aria le carte, ma ahimè doveva uscire ancora l’ultimo “bombolone” e quindi nulla da fare. A MONTE: con un bel “Pirla” scritto sul referto.
La serata è molto distratta, il ritmo è molto blando, dopo un’ora le mani giocate sono solo 10! C’è chi si atteggia a grande campione (Darietti) riflettendo all’inverosimile (seghe mentali) su ogni giocata. Anche un misero 5 di quadri è un parto tri-gemellare con complicazioni.
A metà partita, la situazione è ancora in bilico anche se analizzando ben bene, la lotta è a due tra l’Ing. (sempre più frenetico) e il Darietti (sempre più bradipo); i punteggi sono questi: Darietti ed Ing. +6, Pennello +4, Rb -11, Zorapide -5.
Si parlava della frenesia dell’Ing.
L’Ing. soffre, perché le carte non gli vengono; non riesce a comandarle a bacchetta come al solito e quindi cerca di anticipare le giocate per fare in fretta, per arrivare alla fine, per giocare un nuova mano; è la classica tigre in gabbia, insofferente, nervosa. Si becca anche lui un bel “pirla” sul referto per avere mandato a monte una mano, per avere inavvertitamente “mollato” prima della fine (in realtà era già dall’inizio che l’Ing. mollava e Zorapide ne subiva le conseguenze narcotizzato dalle mefitiche e silenziose esalazioni: le armi chimiche non valgono).
La partita, dopo le canoniche trenta mani è nelle mani del Darietti, che è in vantaggio sull’Ing. di ben 5 punti. Si propone il prolungamento visto il giorno festivo seguente. Il solo Pennello si trova in disaccordo, per motivi di classifica (un misero +2) e per motivi di poca concentrazione dovuti alla sonnolenza.
Si decide di proseguire. L’Ing. si mette all’inseguimento del Darietti, ma il vero protagonista delle ultime 5 mani è Zorapide che, mentre tutti gli altri gradatamente si stanno abbandonando al sonno, si esibisce in voli pindarici non indifferenti: chiama ben tre volte (una volta CARICHI) e si fa chiamare due volte. Zorapide dal -12 in cui era impantanato risale la china fino ad un più onorevole +2: per lui sono soddisfazioni.
Il prolungamento, quindi, non muta nulla nelle parti alte della classifica, perché il Darietti riesce a portarsi a casa un’altra vittoria, mentre l’Ing. si accontenta di racimolare qualche punto utile per la classifica generale, ma resta secondo e a bocca asciutta di vittorie: il prossimo match si preannuncia infuocato.

Ad PERSONAM.
Zorapide: la sua prima uscita stagionale non gli dice affatto bene. Il suo punteggio è costantemente negativo. Di veri grossi errori non ne compie, ma i suoi soci sono sempre pronti ad imputargli le colpe della sconfitta (vedi il 7 di quadri con chiamante Rb: cioè lui chiama un 2 a 70. Zorapide ha in mano il 2, il 7 e due figure del cazzo non di briscola. E la colpa della sconfitta è di Zorapide che non ha fatto girare il gioco con il 7! Ma va a cagare! Come si fa a vincere senza una ceppa di carico??!). Si rifà sul finale con 5 mani alla grande (spedendo a -19 Rb: TOH!).
Martire redento.

Darietti: vince anche questa con il minimo sforzo. Si limita a pensare, pensare e pensare. Se volete vincere alla briscola con un gioco attendista, chiedetelo a lui. Come al solito le carte gli dicono bene e anche i soci che becca gli dicono bene.
Culatone.

Ing. della Briscola: la sicurezza che ostentava la stagione scorsa è un vago ricordo. E’ una maschera di nervosismo: tamburella le dita sul tavolo, canticchia canzoni oscene, produce aria da tutti i pori, ma non riesce a vincere e gli rode, si vede e si sente. Anche lui se la prende con Zorapide. Cerca la chiamata ad effetto, una delle sue, ma come si fa a chiamare con quelle carte?
Mantice in fibrillazione.

Pennello: ci si aspettava un’ecatombe ed invece smentisce tutti con un prestazione discreta. Il punteggio è quasi sempre positivo.
Ex-zimbello.

Rb: poca concentrazione. Carte che gli sono sempre contro. Per tutta la sera non proferisce altre parole che: ”Che Gioco di merda!”. Che dire altro? Guardate il punteggio. L’unica volta che chiama un 2 a 70, credendo di vincere, trova Zorapide nudo in mezzo ad una strada, e lui cosa fa? Lo prende a calci per un cazzo di 7 di quadri!!
Arrampicatore sugli specchi.

Quelli della Briscola – 1

Inizia un nuovo anno senza Zorapide.

Vado ad immaginazione.
Intorno al tavolo il fumigante Rb, l’Ing. nervoso per la prima uscita stagionale che tamburella ritmi impossibili con le dita, l’Avv. Peloso che continua a lisciarsi il manto (spidocchiandosi), il Darietti che si gratta la testa e guarda le carte, guarda le carte e si gratta la testa, il quinto? Forse DB o lo Specialista chi puo’ dirlo?.

Il punteggio?
Non e’ ho la piu’ pallida idea; so solo che Rb mi ha scritto un SMS annunciante la vittoria (clamorosa e senza lode) di Darietti.
Tutto il resto e’ cronaca che qualcuno dovra’ prima o poi buttare giu’.

Scandaloso, ha vinto Darietti.
Io non omologherei il risultato.