Il Cavallo Rosso

Ieri si è spento uno dei più grandi autori italiani del ‘900: Eugenio Corti.
Il suo “Cavallo Rosso” è un vero monumento letterario della nostra Epoca, un romanzo storico di rara bellezza.
Se non l’avete letto provvedete.

C’è una pagina del suo romanzo maggiore, Il cavallo rosso, che pur parlando del passato illustra il nostro presente. Si tratta di un dialogo fra il tenente Manno e i suoi soldati subito dopo lo sbandamento dell’esercito italiano l’8 settembre 1943. Per niente scoraggiato dalla liquefazione del grosso delle forze militari, Manno rimane inquadrato e si dà a istruire gli allievi ufficiali di complemento, i quali si rivolgono così al loro superiore:

“Ma alla fine di questo corso” gli obiettava con amarezza qualche allievo “noi non sappiamo neppure se riceveremo la nomina a sottotenente o no. (…) Signor tenente: noi a volte ci chiediamo se il nostro studiare non sia semplicemente inutile.”
Manno risponde loro:
“No. Non fosse perché, rifiutando di studiare, favorireste per quanto vi riguarda questo tremendo caos in cui stiamo sempre più sprofondando. Ci sono dei momenti, a volte periodi di pochi mesi, in cui si gioca il futuro di un popolo per molto tempo. E noi ci troviamo in uno di tali momenti, come non ve ne rendete conto?”
(tratto dall’articolo di Tempi).

2 risposte a “Il Cavallo Rosso

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