Quelli della Briscola – 2

Punteggi: Ing. della Briscola +15; L’Onnivoro +3; Darietti 0; Zorapide -7; Il Caricatore -11.

Siamo qui a raccontarvi un’altra batosta, un’altra Caporetto, un’altra serata in cui c’e stato poco da fare: il “Cannibale” Ing. in questo inizio di stagione ha dalla sua (legata ben stretta) la Dea bendata. Si è parlato di tecnica sopraffina, acume tattico, rischi calcolati, ma davanti a cotanta grazia, davanti a cotanta beltà, c’è poco da parlare, da chiacchierare, non ci sono parole per descrivere l’abominevole e sfacciato culo con cui l’Ing. vince la seconda serata.

E quindi ritorna prepotentemente alla memoria il racconto ancestrale delle origini del gioco nobile della Briscola allorquando, un anonimo fiorentino che con sfacciataggine assoluta aveva osato (pur non essendo titolato) corteggiare la figlia del marchese di Senigallia, propose al nobile Marchigiano, che voleva mozzargli la testa per l’impudenza, di insegnargli il gioco delle carte più bello del mondo in cambio di aver salva la vita.
Il Marchese accettò e dopo ben 6 mesi di allenamenti quotidiani riuscì a conseguire una buona padronanza dei tatticismi della Briscola. Dunque l’anonimo fiorentino aveva quasi raggiunto l’obbiettivo di aver salva la testa, ma nell’ultima partita, prima di ricevere la grazia, ebbe l’arroganza di stravincere e per di più, fortunosamente, conseguì un punteggio altisonante: +50, in 30 mani!
Tutto ciò fece infuriare il Marchese che sembrava quasi sul punto di annullare ogni buon proposito di perdonare l’impudente fiorentino, ma poi, placatosi, riconobbe che alla fine “la Briscola dà e la Briscola toglie” (massima inculcatagli dallo strano insegnante al principio delle lezioni, massima che sta alla base della deontologia del giocatore di Briscola), ciononostante il Fiorentino volle strafare e, con impeto cavalleresco, ebbe l’ardire di pronunciare le fatidica frase che per secoli i giocatori di briscola si sono tramandati di generazione, in generazione: “Mi sono accorto che alla fine, nella Briscola il culo conta molto!”. Il Marchese accecato dalla rabbia (mal sopita), estrasse repentinamente la spada ed eseguì egli stesso la sentenza: ZAC! Un colpo secco: fiorentino addio!

Dunque parlavamo di fortuna, in contrasto con quella sfacciata dell’Ing., c’è, invece, l’inizio stentato dell’acerrimo nemico, colui che poteva essere il nuovo Messia della Briscola, colui che aveva illuso nella scorsa stagione di essere la vera alternativa allo strapotere fastidioso e mefitico dell’Ing., ossia l’Onnivoro. “Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette…”, ma ahimè “Chi gli ha fatto le carte, lo ha chiamato vincente, ma uno zingaro è un trucco…” e difatti siamo ancora qua ad attendere che si manifesti la vera forza di questo giocatore vorace, ma poco incisivo (di certo c’è che le poche volte che chiama trova malissimo, addirittura le Donne gli dicono male, per non parlare del 2 di Picche).
Ed invece parliamone di questo 2 di Picche: nelle prime 15 mani chiamato per ben 9 volte! Non crediamo nella cabala, ma questa carta sfigata si è rivelata vincente solo nelle mani (o nelle mani alleate) dell’Ing. della Briscola (eccezion fatta per un 2 a 70, che se vinto avrebbe trasformato la serata in una caccia alla volpe, con i cacciatori senza cavalli, corni, cani da caccia e soprattutto senza doppiette).
Gli altri tre personaggi che si muovono in questo contesto metafisico (degno di un bel quadro di De Chirico) sono nell’ordine: Darietti, che non entra quasi mai in gioco, se non per rallentarlo clamorosamente; Zorapide che gioca una buona partita, ma la Dea bendata, affaccendata a tenere caldo il sedere dell’Ing., gli volta le spalle e quindi da qui il punteggio negativo (facciamo notare che a metà partita questo giocatore era l’unica alternativa credibile allo strapotere dell’Ing., ma poi grazie alla cellula impazzita Caricatore è stato risucchiato nel baratro dell’indecenza aritmetica); e poi c’è il Caricatore che riesce sempre e comunque a mettere i bastoni tra le ruote a qualsiasi tentativo di riaccendere la partita.

Statisticamente è andata in questo modo: 35 mani, 23 Vittorie; 2 SPECIAL.
Ing. vittorioso grazie alla sua fortuna sfacciata (lo ripeteremo all’infinito).

La Classifica generale è Questa (facciamo notare che è stata aggiunta una nuova statistica, per intenditori).

Si mormora negli ambienti underground che l’Ing. passi le notti attaccato al Computer per studiare nuove tattiche, nuove strategie vincenti, per raggiungere il record di punteggio dell’Anonimo Fiorentino.

Girerà, prima o poi, girerà…
Attendiamo fiduciosi.

5 risposte a “Quelli della Briscola – 2

  1. Se la fortuna contasse l’85% sarebbe contro ogni legge della statistica la vittoria dello stesso tra otto (che mediamente partecipano) per cinque anni di fila… il Caricatore (Re della statistica) non potrà che confermare.

    Diciamo che la percentuale è da dividere per 3.

    Ma comunque io non voglio autoincensarmi, 5 anni di briscola al Poli mi hanno insegnato semplicemente a contare punti, briscole e carichi, ed evitare errori ripetitivi…
    Errori comunque ne faccio sempre… perchè la briscola è anche un gioco di intuito e bluff… e quello il bello.

    Il punto è che mi piacerebbe che voi incominsiaste a contare, e valutare l’impatto della cosa… no?

    Altrimenti continuate a dire che ho culo e basta… ed amici come prima: io, a differenza di RB, mi diverto tanto ogni sera.

  2. Quando la fortuna ti volta le spalle e cioè quando la sfiga che ci vede bene ti attanaglia, c’è poco da “contare”: perdi e basta.
    Nel gioco della Briscola (come del resto in tutti i giochi) l’avere fortuna aiuta, anzi, è quasi fondamentale (diciamo un’80%? Ma no facciamo 85%).
    Quindi: è indubbio che tu sappia giocare meglio di noi nel 15% che rimane, ma è anche vero che se tu non avessi il culo che hai non saresti così in alto.

    Il Darietti (2 anni fa) ci ha ammazzato tutti con una pletora di vittorie incredibili, eppure ora è anche lui è lì in mezzo al guado: che cos’è si dimenticato di come si gioca?
    No, semplicemente la fortuna gli ha voltato le spalle, o quanto meno.

    E’ vero in 5 anni hai sempre vinto, ma caro amico non venirmi a raccontare che è tutta abilità.

    Le statistiche vanno bene così: non vogliamo dare adito ad ulteriori sberleffi da parte tua.
    E comunque quando chiami un 2 e lo trovi nudo e crudo (come succede la maggior parte delle volte in questi lidi) a voglia a metterti lì a fare calcoli!!
    E questo vale anche per una Donna o un Fante.

  3. Ricordo a tutte le comparse di queste serate che l’ing me medesimo l’hanno scorso ha vissuto mesi di sconforto totale con 2 / 3 chiamate a serata (ovviamente fatte senza A e 3).

    Ora la dea bendata è tornata a farmi l’occhiolino… ed io ne approfitto per allungare, per mettere anni luce tra i miei ed i vostri punti.

    … mi aspetterei comunque reazioni diverse da parte vostra: dopo 5 anni (minchia 5 anni!!!) di miei successi, ci sono sussurrate ammissioni del tipo “comunque al fondo sei il più bravo”, ma tutto ciò serve a poco.
    C’è poco impegno: pochi contano i punti, pochissimi le briscole, nessuno i carichi…
    Non vi piace il gioco calcolato, preferite quello sbarazzino? Vincerete poco.
    Troppe volte dalle vostre labbra escono frasi del tipo: “qui sarebbe stato utile contare” “non mi ricordo se…”.
    Soprassediamo su chi periodicamente chiede chi ha chiamato che cosa a metà partita… un bluff straordinario o stiamo giocando con il morto?

    La briscola dà la briscola toglie, sono contento di questo raccolto, questa annata straordinaria, vendemmia abbondante e di ottima qualità!

    Quanto alle statistiche, francamente mi aspettavo di più, tipo aggiungere anche le vinte e perse da chiamante, da socio e da avversario.
    Sono disponibile ad integrare il tutto.

  4. Chi mi conosce sa che ho sempre riconosciuto all’ing. un surplus tattico/tecnico che lo rende l’avversario più temibile nell’arena della briscola chiamata. Nelle ultime partite, tuttavia, queste sue doti rischiano di essere adombrate da un’abnorme fondoschiena. Naturalmente non intendo fargliene una colpa, tuttavia è bene che l’ing. si prepari ad affrontare la malasorte che prima o poi lo raggiungerà. Nel frattempo attendo come un’avvoltoio…

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