Quelli della Briscola – 6

Punteggi: L’Onnivoro +7; Il Caricatore +4; Darietti +4; Rb -6; Zorapide -9.

Inviti due pisquani qualunque alla Briscola (teniamo a sottolineare organizzata da Zorapide, vista l’assenza dell’organizzatore ufficiale Ing. della Briscola per lavoro a Parigi) e questi due si inventano Primo e Secondo, destabilizzando completamente il circolo della Chiamata con le loro giocate sperimentali, con le loro trovate geniali, con la loro voracità di punti (e di cibo).
La serata è complessa, incisiva, fuori dallo schema, fuori controllo.
Tatticismi obsoleti (“Se sei titubante gioca il Fante!”) tornano prepotentemente in auge. La vecchia scuola del carico a perdere avvizzisce davanti alla più arrembante tecnica del raddoppio di carico incontrollato (cioè per dire, mani da 30 punti come se piovessero!). In questo clima di assoluta anarchia l’Onnivoro si rivela come un cannibale spietato: prima lascia sfogare gli avversari (dedicandosi alla dispensa del Darietti, da qui il soprannome) e poi, non dopo pacchiani errori, si rivela in tutta la sua magnificenza e va a vincere colpendo più volte gli avversari ai reni, schiantandoli uno dopo l’altro.
Il compare dell’Onnivoro non è da meno, in quanto a voracità (in principio i soprannomi dovevano essere Locusta 1 e Locusta 2, ma poi la distinzione tra i due si faceva alquanto complessa), ma più che altro colpisce per la sua generosità nel distribuire di qua e di là carichi su carichi: a lui i due, i tre, i quattro punti, vanno stretti, solo Carichi (e uno dopo l’altro) e da qui le mani pesanti sopra citate: il carico a perdere non ha più valore, per giocarne uno bisognava abdicare alla razionalità. Il Darietti dal canto suo vuole riconfermarsi (dopo la tornata a vuoto della scorsa partita), ma secondo noi è ritornato quello di prima, quello della cuspide: sino a metà partita si porta in testa alla classifica, mettendo su un punteggio di tutto rispetto, poi si lascia andare e piano piano ritorna sulla terra; evidentemente la pozione magica che ha preso ad inizio di stagione sta perdendo efficacia, aspettiamo la sua capitolazione. Rb chiama solo 4 volte, cerca di risalire più volte la china, ma la serata non gli dice bene, sino a metà è lì sull’intorno dello zero, poi comincia lentamente ad addormentarsi sulle carte. Non ci resta che parlare di Zorapide e cosa dire? Che la sfiga ci vede benissimo. Il nostro alchimista ha le carte belle, bellissime (per farvi capire più volte Asso, Tre e Re!), ma era il suo socio che gli tirava costantemente il pacco; era come avere in mano una Ferrari, ma senza la benzina, non riesci neanche a raggiungere l’edicola lì all’angolo: stai fermo al palo e vedi gli altri che ti passano davanti, però che bella macchina! Però che bella soddisfazione!

La fredda Cronaca
Si inizia in ritardo pauroso.
I novizi si fanno attendere.
Il nervosismo sale ed Rb e Zorapide vedono bene di ammazzare il tempo con una briscoletta (tristissima) in due (per la cronaca vinta da Zorapide per 2 a 1, ma questa è un’altra storia).
Finalmente si incomincia e si comincia a ritmo elevatissimo. Di prima mano Zorapide tira su le sue carte e vede: Asso, Tre, Re, il sangue gli sale alla testa; nessun carico a perdere e in più una briscoletta, la testa gli sta per esplodere. “2 a 70!”, così di prima mano, così per svegliare subito gli animi, per far vedere che qui non si gioca mica a ruba mazzetto!
Che botta! Per Zorapide: il Caricatore aveva solo il 2! Secco!
Il 2 di quadri come la foglia di fico di Adamo ed Eva!
Evidentemente il Caricatore non era ancor entrato nel personaggio. Zorapide, ne prende atto, incassa e porta a casa. Tre mani dopo stessa scena per Zorapide che questa volta, oltre alla triade magica, possiede tre briscolette ed il 2. Perché fidarsi ancora di qualcun altro? Perché non fare per una volta lo sborone? Zorapide chiama il 2, in mano se lo chiama. Peggio che andare di notte con la benda sugli occhi: botte da orbi, che mazzate! Zorapide dopo le prime 5 mani è già a -10! Se questi non sono record di cui vantarsi, quali lo sono? Gli altri se la ridono amabilmente (d’altronde chi non lo farebbe?): Zorapide gioca contro di se e a favore degli avversari, cosa c’è di peggio nella vita?
Il masochismo: passano due mani e BUM! Zorapide ci riprova (facciamo notare anche questa volta che le carte non erano affatto sfavorevoli: con Asso, Tre e Re e nessun carico a perdere, anche uno sprovveduto come Darietti punterebbe in alto). Patatrac: per l’ennesima volta il Caricatore (in barba al soprannome) lascia a piedi il suo compare, presentandosi all’appuntamento con ancora la foglia di fico (per lo più avvizzita, essendo ancora quella di qualche mano fa) in bella vista.
Partita tutta in salita per Zorapide (-15) e serenamente in discesa per tutti gli altri: Darietti +6; l’Onnivoro +5; Rb e il Caricatore +2.
Da Parigi intanto l’Ing. spinge insistentemente (via SMS) per ragguagli sulla situazione di classifica. Via SMS i contendenti invitano l’Ing. garbatamente a farsi gli affari suoi e a dirigersi con solerzia nel luogo proprio dei seccatori!
In questo momento di follia pura vede bene di arricchirsi alla grande il Darietti, il quale, complici alcune chiamate storte dell’Onnivoro, chiamando un misero Tre di Picche si porta paurosamente in testa alla classifica, presentandosi a metà partita sul punteggio di +13. Rb, scivolato a -3, non ci sta e vede bene di imitare Zorapide nelle chiamate solitarie e si inventa un 2 a 66 in mano, che lo getta nello sconforto più nero.
Darietti, due mani più tardi avere raggiunto il suo massimo punteggio, vede bene di rimettere tutto in gioco, inventandosi una chiamata di CARICHI (nella quale i Carichi li avevano gli altri) che lo risucchia nella mischia. Ci prova allora il Caricatore, che per antonomasia è il gestore dei “bomboloni”, chiamando una Special di CARICHI, e qui accade un misfatto, ma di quelli grossi, ma di quelli che forse neanche Zorapide!
Penultima mano: è chiaro che Il Caricatore non può vincere, non ha in mano prese a sufficienza. L’Onnivoro si libera a favore del Darietti di un pesantissimo Asso di Picche. Il Caricatore ha in mano il Tre di Picche e raccoglie l’ultima mano e vince! Il Darietti fa notare, con inaspettata sagacia, che l’Asso di Picche avrebbe preso nell’ultima mano e avrebbe schiantato definitivamente le velleità di vittoria del Caricatore.
L’Onnivoro assediato su più fronti, accusa il colpo e affoga il nervosismo e la rabbia nei “Nippon” (riso soffiato ricoperti di cioccolato: c’è a hi piacciono).
Dopo questa chiamata vinta in modo molto rocambolesco, il Caricatore si presenta in classifica davanti a tutti: +10; bagnando il naso al Darietti (terzo a +5) e all’ormai scorato ed affranto Onnivoro (secondo a +6), omettiamo per rispetto i due punteggi mancanti.
Nelle ultime cinque mani non accade nulla di eclatante, tranne che Zorapide riesce a rimettersi in pista chiamando e vincendo tre volte (ultima chiamata delle tre un SPECIAL, un 2 a 80, con in mano Asso, Tre, Re, Donna e 4. Sarebbe stato troppo perdere anche quella!).
Nell’ultima mano il Darietti e l’Onnivoro sono appaiati a +6, il Darietti tenta la scalata al successo con un 4 di picche, ma il socio Zorapide (pur facendo il possibile) non riesce a rianimare una mano già morta in partenza. La sortita ha l’effetto di incoronare il novizio Onnivoro campione.
Complimenti, anche per l’Asso di Picche!

Ad PERSONAM

Zorapide: è difficile avere le carte così belle in mano e non vincere, lui ci è riuscito. La briscola è così: un giorno ti eleva sino al Paradiso, un altro giorno ti infossa fino al fondo del baratro della disperazione.
Buco profondo e nero.

Rb: non sbraita come al solito, forse per questo le carte non sono intimorite e non gli portano il solito rispetto. Chiama pochissimo e viene chiamato malissimo.
Parafulmine.

Darietti: parte a spronbattuto, ma poi si perde sul più bello. Cerca di fare il brillante per vincere arrischiandosi in chiamate decisamente non nel suo stile. Si mangia un vantaggio abissale in poche mani.
Sprecone.

Il Caricatore: decisamente un innovatore della Briscola chiamata. Gioca carichi a ripetizione. Gioca carichi quando meno te lo aspetti.
Generoso.

L’Onnivoro: sicuramente l’appetito non gli manca. Giocatore tecnico-tattico di prima qualità. Accusa il colpo dell’Asso di Picche e rischia di perdere la partita, ma poi rinviene alla grande e pianta tutti in Asso!
Colono di Catan.

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