Quelli della Briscola – 4

Punteggi: Rb +11; Darietti +8; Db –1; Ing. della Briscola –5; Zorapide -13.

Nulla di nuovo sotto il sole. Nulla di nuovo eccetto la vittoria di Rb, maturata alla fine di una partita (a detta dei più) distratta. In realtà di distratto c’era solo Zorapide, gli altri quattro erano molto attenti e se la sono giocata. Il borioso Darietti in questa tornata resta a bocca asciutta (di vittorie), ma trova comunque grande soddisfazione dall’ampio punteggio positivo che non farà altro che giovare alla sua classifica generale; per gli altri non resta che contemplare punteggi negativi che fanno assomigliare la classifica generale alle previsioni del tempo di un notiziario locale Siberiano.
Davanti agli occhi incartapecoriti dell’Ing. (che d’ora in poi, in barba alla scaramanzia, porterà il gelato per i prossimi 20 anni di briscola chiamata), alla pigrizia del Darietti, alla furbizia di Db e alla negligenza di Zorapide, la vittoria consumata da Rb è netta, pulita, non fa una grinza. Poche volte la fortuna ha posato la mano così pesantemente sulla spalla di qualcuno, certo non si può affermare che Rb abbia avuto solo quella, ma il vecchio adagio della Briscola non si può di certo dimenticare (soprattutto quando fai una mano con Asso, Tre, Re, Jack e Donna in bella vista).

La Fredda Cronaca
La serata inizia con buona puntualità.
Inizia con l’Ing. chiamante e vincente.
Inizia con un Darietti chiamante e perdente (60 punti).
Inizia con Zorapide nel pallone dopo solo 6 mani: l’Ing. chiama un 2 (di quadri) a 62 fuori di Asso e Tre. Db provvede a spazzare via le velleità di un 5 di quadri giocato dall’Ing. con un bello strozzo di Tre; il socio Darietti va liscio; Rb ci mette un bel caricone e Zorapide provvede a spazzare il tutto con l’Asso di briscola: il gioco è fatto, l’Ing. si può godere una vittoria inaspettata, grazie al frustrato (e frustato) Zorapide (completamente inadatto alla situazione) che incassa gli insulti di tutti (anche del peruviano che in quel mentre passeggiava giù in strada, nonché della famiglia dell’appartamento soprastante svegliata dagli schiamazzi strepitanti).
Chiaramente le giustificazioni di Zorapide erano inadeguate davanti alla logica schiacciante di un gioco chiarissimo, unico neo (della logica schiacciante) era la chiamata azzardata ed irrazionale (come al solito) dell’Ing.: era fuori di Asso e Tre!! Di Asso e Tre!! E chiamava un 2 a 62!!
Vai ad immaginare che gli manca anche il Tre avendo tu in mano l’Asso?

La Briscola dà e la Briscola toglie: esattamente tre mani dopo Zorapide è di nuovo sulla breccia aiutando con il suo Re di fiori l’Ing. a fare cappotto (e la Briscola ha dato).
Però abbiamo detto che la Briscola toglie: la mano successiva l’Ing. forte del suo +6 vede bene di farne una delle sue: un bel 2 a 80! Zorapide cade dalla breccia e si ritrova nel bel mezzo di un bel pozzo di liquame scuro e maleodorante (merda) in cui affonda abbondantemente, salvando (forse) solo i capelli.
La frase storica del giorno dopo: ”Eh! Forse bastava un 2 a 70!”.
Gli inzuppati di merda ringraziano.
Qui si conclude la partita di Zorapide.
Dopo 5 mani transitorie dove l’Ing. tenta di ritirarsi su (cosa che di questi tempi non gli riesce per nulla), arriva il momento di Rb, che incomincia a mettere il primo mattone della sua vittoria: spiazzando gli avversari con una pantomima nella quale impersona il volto di dolore di un condannato a morte, chiama un sofferto CARICHI. La dissimulazione riesce benissimo, ma anche le carte (fortunate) in mano funzionano alla grande: cappotto.
Altre tre chiamate vincenti di Rb: uno squallido Tre di fiori, una nobile Donna di fiori e per concludere un sontuoso 2 a 80 (con in mano il bouquet di carte sopra citato), unica pecca della triade di chiamate sta nell’aver beccato (proprio nella mano principe) un fortunello Darietti che, grazie alla generosa donazione, si stabilizza in seconda posizione (e si adagia sugli allori accontentandosi del secondo posto): Rb +13; Darietti +10; Ing. della Briscola 0; Db –6; Zorapide –17.
La situazione è psicologicamente tesa. Pur non essendoci un vero scontro di interessi tra i contendenti, le rivalità ed i dissapori (maturati durante le serate precedenti) si fanno sentire ed il nervosismo sale: ci si dileggia, ci si schernisce, ci si motteggia. Il primo a gettare benzina sul fuoco è l’irriverente Darietti il quale, dimentico dei suoi trascorsi poco fortunati dell’anno scorso (e dire “poco fortunati” è un complimento), si prende gioco di Zorapide chiedendo a gran voce la classifica (cosa che per altro fa ad ogni fine mano, dimostrando la sua completa astrazione ed alienazione alla partita) urlando: ”Scandisci bene!”. Evidentemente chi non è avvezzo alla vittoria, dopo qualche gloriosa serata, tira su la testa dalla palta in cui è stato immerso sino a l’altro giorno e crede di essere un super-matcho: i campioni sono davvero altri.
Non accade nulla di più: nelle parti alte della classifica ci si limita a controllare la situazione paghi della meta raggiunta (per Rb) e del punteggio positivo (per il rinunciatario Darietti). Nei bassifondi, all’opposto, ci si dimena per qualche misero punticino per rendere la classifica meno squallida: un 2 a 70 di Db (vinta) ed un 2 a 66 di Zorapide (vinta).
Nulla di nuovo sotto il sole.

Ad PERSONAM.
Zorapide: è la sua serata storta. E’ ingiustificabile, gli errori commessi sono troppo gravi per permettergli di sperare addirittura in un punteggio positivo. Il –13 tutto sommato è un successo.
Cuoco pasticcione.

Ing. della Briscola: la crisi nera in cui è caduto fa pensare che l’anno precedente sia stato solo un caso fortunato. Le chiamate estrose a cui ci aveva abituato sono un lontano ricordo, le carte gli hanno decisamente voltato le spalle.
Abbandonato.

Db: il suo gioco è enigmatico. Molte volte confonde tutti con il suo gioco fatto di “vedo” e “non vedo”. Dopo le prime dieci mani è messo molto bene, poi si fa travolgere dagli eventi.
Sfollato.

Darietti: il punteggio è positivo, ma la parabola potrebbe essere discendente. Rinunciatario sul finale, si accontenta di poco, non si arrischia nella rincorsa ad Rb.
Spompato.

Rb: lucido come non mai si porta a casa una vittoria meritata. Continua a dire che le carte sono sfortunate, ma poi sotto sotto va a vincere a mani basse. Poche chiamate azzeccate e contendenti poco convinti (o addirittura in panico) lo hanno portato al gradino più alto.
Scalatore.

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