ANIMAL HOUSE – 1

Prima serata da scapoloni…
Che si fa?
L’Ing. decide che questa è la sera del Biliardo (vuole farsi del male un’altra volta, vuole prendere un’altra lezione, un’altra tostata).

Ci ritroviamo, sotto l’acqua scrosciante di un temporale estivo, fuori dal Bowling di via Padova.
Entriamo, e orde di cinesi tamarri ci investono con i loro schiamazzi e le loro risa; del biliardo, che l’Ing. dice di avere visto poco più di sette mesi fa, neanche l’ombra: visto l’alto lignaggio dei clienti del Bowling hanno veduto bene di farlo sparire…(o sono stati gli stessi “nobili” cinesi mandarini che l’hanno fatto sparire?); non era il caso di indagare.

Che si fa?

L’Ing., preso da un altro raptus ludico-sportivo, decide che questa sarà la serata del BINGO!
Oddio…
Proprio dietro a casa mia, circa un anno fa, hanno soppiantato il fantascientifico show-room della BMW con una sala Bingo, all’angolo tra V.le Zara e V.le Marche, di fianco al Mc Donald’s.
Quale occasione migliore per fare la prima visita ai vicini di casa?

Passatoie e moquette rosse.
Pareti tinteggiate di color albicocca.
Drappi rossi di velluto su porte e finestre.
Un bel ambientino, così a prima vista.
Saliamo le scale e accediamo al salone da gioco.

Se fossimo stati in un villaggio marittimo durante il XVI / XVII secolo, quella sala poteva benissimo essere una malfamata taverna di porto zeppa, zeppa di pirati e pendagli da forca: mi sentivo un po’ come Jim nell’Isola del Tesoro di Stevenson, peccato che al mio fianco non ci fosse Long John Silver.
Se fossimo stati a Bagdad nel XIV / XV secolo, quella sala poteva benissimo essere un mercato zeppo, zeppo di beduini e mercanti orientali: mi sentivo un po’ come Aladino nelle Mille e Una Notte, peccato che al mio fianco non ci fosse il Genio della Lampada.
Puzza di vissuto…
Odore acre di fumo…
Foschia di sigarette…
Un bell’ambientino per passare un serata in compagnia (e procurarsi un bel cancro ai polmoni per fumo passivo…Alla faccia delle normative anti-fumo del Sirchia).

Nell’arco di una serata eravamo passati da China Town ai Pendagli da forca caraibico-portoricani, ai beduini del deserto.
Ragazzi che gente…
Ragazzi che posto… (quasi di fianco a casa mia!).
Oddio…

Ci sediamo.
Subito si avvicina Caleb (non so se si chiamava così, ma il nome rende bene nazionalità ed estrazione culturale) che ci vuole rifilare le prime schede…
1,50e l’una…
L’Ing. ne prende due.
Io ne prendo due.
Subito sboroni…
Se siete abituati alla sonnolenta tombola natalizia; quella in cui i bioritmi e il metabolismo sono sottozero grazie ai pranzi e alle cene proprie del periodo, siete fuori strada.
Qui si tratta di frenesia pura.
Qui si tratta di tensione, quella vera, quella che ti fa sudare le mani tanto che il pennarello che impugni per segnare i numeri ti schizza via due volte su tre.
Qui si tratta di rosolamento di fegato.
Qui si tratta di ulcere duodenali.

Un numero al secondo.
Una macchina che, in un turbinio di palline, ne aspira una, la fotografa e la fa scendere lungo una guida di metallo dorata.
La voce che dice un numero al secondo.
E poi…
Uno grida: CINQUINA!! (Naturalmente non io ne l’Ing.)
Altri trenta, trentacinque numeri e…
Un altro grida: BINGO!! (Naturalmente non io ne l’Ing.)

Tutto qui.
E poi si ricomincia dopo pochi minuti: Caleb che si avvicina un’altra volta ti rifila altre cartelle e la ruota ricomincia a girare.
Semplice no?
Varianti: ogni dieci mani (mi sembra) c’è il Super-Bingo e la Super-Cinquina, cioè le cartelle costano 3e l’una; se in 6 numeri fai la cinquina ti porti a casa circa 400e; se fai Bingo con 40 numeri di porti a casa la bellezza di 11.000e: utopie dei tempi moderni e della statistica.
In meno di due ore siamo riusciti a farci spennare la bellezza di 20e a testa e abbiamo (ho) fatto una sola cinquina (9.70e).

Bene questa è stata la nostra serata.
Una serata in cui abbiamo inventato ogni sorta di insulti rivolti:
– alla sfiga
– alla sorte
– alla macchina delle palline
– a Caleb (che secondo noi ci portava sfiga e ci godeva a vederci perdere)
– alle quattro “Zoccole” (in senso figurato) che avevamo di fianco e continuavano a vincere
– ai due cinesi (che ci avevano seguiti dal Bowling) che alla prima botta avevano messo a segno una cinquina da ben 27e (noi eravamo lì già da un’ora e avevamo già perso 15e)
– ai fumatori in genere che ci toglievano il respiro e ci hanno intriso di fumo (persino le mutande mi puzzavano di fumo!)
– all’anziana signora che ogni due giocate cambiava tavolo
– alle cartelle che ti davano che avevano sempre o il 7 (che non usciva mai) o il 90 (che usciva sempre e mi ha fatto fare cinquina)
– al monitor che ogni tavolo aveva e che nel nostro non funzionava
– al BINGO in genere (luogo in cui non metterò più piede)
– all’Ing. della Briscola che con il Bingo non ci azzecca un cazzo: lui e la sfiga sono due gemelli siamesi
– alla prima cartella che ho acquistato, che mi ha fatto sperare nel Bingo, ma aveva il numero 7 che non esce mai

Evviva la Tombola natalizia, quanto meno si mangia, si beve e si sta in compagnia…
In buona compagnia!

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