Il Paradosso di Achille e la Tartaruga

Vicende metropolitane.Vie satolle di autovetture.
Ad un semaforo sta per scattare il verde: il Bruno provetto automobilista ha già inserito la prima e sta per liberare i suoi 450 cavalli imbizzarriti.
Scatta il verde: il Bruno lascia di botto la frizione e, colorando l’asfalto con i suoi fumanti pneumatici, scatta in avanti raggiungendo la velocità di crociera di ben 120 Km/h in 6 secondi netti. Sfreccia per la via rasentando le macchine parcheggiate a lato strada, si avvicina all’incrocio in cui ha la precedenza e sfruttando le su gomme ribassate montate su cerchioni da gara in lega leggera riesce a sterzare a destra con perizia assoluta e a presentarsi lanciato sul rettifilo, ma, ahimè, il semaforo è rosso: frenata con freno a mano, con derapata a leggero sotto sterzo e marcia inserita, pronto, per la prossima partenza.

Vie satolle di autovetture.
Nello stesso luogo di cui sopra, nello stesso momento di cui sopra, al semaforo sta per scattare il verde: la Maria si ispeziona minuziosamente la fronte in cerca del brufolo ribelle, noncurante del Bruno e del mondo che la circonda.
Scatta il verde: la Maria, presa di sorpresa con le mani nella marmellata (pus giallognolo e lievemente tinto di rosso proprio dei brufoli belli maturi) ingrana, con qualche difficoltà, la prima e mette in movimento la sua vetturina singhiozzante, quasi spegnendo il motore. Nonostante il via libera si guarda prima a destra e poi a sinistra e accelera più decisamente raggiungendo la velocità di crociera di ben 25 Km/h in soli 25 secondi; si avvicina (pendendo paurosamente a sinistra quasi a metà della corsia opposta) al primo incrocio in cui ha la precedenza: mette la freccia (a sinistra) per girare a destra, frena, accelera, frena, accelera, si guarda a sinistra, frena, accelera e docilmente accompagna la sua autovettura a lambire il marciapiede e quindi ad imboccare la curva.
Sterza, si allarga, accelera (singhiozzando). Ritorna paurosamente a lambire le macchine parcheggiate sul ciglio della strada.
Semaforo rosso: frena.
Poco dopo viene affiancata dal Bruno che la guarda con aria di scherno (non certo per il liquame che le sta scendendo dalla fronte).

Il Bruno e la Maria.
Achille e la Tartaruga.

Morale: nel traffico cittadino non importa che tu sia Achille o la Tartaruga, l’importante è che ricordi che a qualsiasi velocità tu vada (warp o da carrozzella) le leggi dinamiche e gli “attriti” che governano il nostro mondo si annullano e indipendentemente dal percorso seguito e dall’accelerazione impressa alla propria autovettura ci metterai sempre lo stesso tempo di qualsiasi altra vettura (supersonica o carrozzella).

Faccio presente però che ulcere e mal di stomaco del nostro mondo vengono provocati, in buona dose, dallo stress indotto dalla sopportazione delle carrozzelle che tutti i giorni ci tocca incontrare per le strade cittadine.

Pazienza e suscettibilità: un altro paradosso.

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