Quelli della Briscola – 17

Punteggi: Darietti +8; Ing. della Briscola +3; Db +2; L’Onnivoro –1; Zorapide –12.

Poteva essere la serata della riscossa e del ritorno alla vittoria dell’Onnivoro ed invece ci troviamo a commentare la seconda vittoria consecutiva del Darietti, il quale raccoglie davvero più del dovuto: nonostante grossolani errori e madornali cantonate, le carte e, più di ogni altra cosa, una fortuna sfacciata (in poche parole un culo aperto) gli hanno permesso di vincere senza fatica la serata nella quale nessuno (e diciamo nessuno) è stato in grado di prendere realmente in mano le redini del gioco.
Serata da cavalli sciolti, cani senza collare e vele al vento senza gomene cazzate.
Dilettanti allo sbaraglio.
La partita è stata avara e scarna di emozioni, le chiamate quasi al limite della regolarità (nonostante i quattordici 2, sicuri, chiamati), gli unici lampi di genio li dobbiamo, come al solito, all’Ing. della Briscola il quale, repentinamente e alla fine dell’ennesima scialba ed interlocutoria mano, ha dichiarato solennemente di essersi “…Rotto le palle!!…” di questo gioco del nascondino dietro alle carte e ha veduto bene di regalarci un’altra perla del suo repertorio: ricordate la teoria del 7? Ecco, roba sorpassata, roba da cenozoico, ora c’è la chiamata di Jack, chiaramente senza Asso, Tre e Re.
Le uniche due SPECIAL della serata sono due chiamate a CARICHI: nella prima l’Onnivoro si è cimentato in una chiamata surrealistica e post-impressionista, nella quale ha sciorinato l’ampia conoscenza acquisita riguardo alla teoria del Caos e del calcolo combinatorio, chiamata che però ha terminato il suo viaggio siderale in un grosso Buco Nero che ha fatto perdere malamente al chiamante la partita, l’onore e la laurea “Honoris causa” in astrofisica.
Nella seconda un infreddolito Db (dal basso del suo –9) in tono sommesso (le sue parole prima di chiamare sono state le testuali: “Va bè, io ci provo”.) ha schiantato gli avversari irridendoli con un cappottone di doppio cammello perlato del Kazakistan dei bei vecchi tempi, spazzolando tutto ciò che c’era sul tavolo (compresi bicchieri, limoncello-benza e cadaveri dei tafani-coleotteri-mosche, ma non zanzare, di cui vi parleremo più tardi).
Se non fosse per l’eclatante punteggio negativo accumulato in 35 mani, Zorapide sarebbe stato solo una comparsa in questa partita, e quindi che dire?
La fortuna ieri sera era a letto con qualcun altro.
La Classifica si è così tramutata.

La Fredda Cronaca
Casa dell’Onnivoro: spelonca calda, soffocante, con umidità relativa oltre il 95%.
Unica fonte di aerazione una porta finestra, spalancata sul cortile, senza la protezione necessaria ed indispensabile (in questa stagione) della zanzariera.
Torme di “aeroplani” ed oggetti non ben identificati che volteggiavano sinistri intorno ad i tre lampioni posti sopra al tavolo da gioco e, cosa assai più inquietante, intorno ai 5 giocatori impegnatissimi nella serata pacco (poi capirete il perché).
L’entomologo Onnivoro ad ogni passaggio aereo dei Nagzul sciorinava la sua conoscenza degli Esapodi categorizzandoli per specie, sottospecie e albero genealogico, ma mi raccomando non ditegli che erano semplicemente zanzare che defalcavano copiosamente dalle vene (anche varicose) dei 5 impegnati giocatori.
Sul tavolo, oltre alle carte, al verbale di partita, ad una penna e 5 bicchieri, si sono palesati a metà serata un uovo di Pasqua di dubbia provenienza e una bottiglia di Limoncello di provenienza e gradazione certi, ma dagli effetti ignoti (praticamente una benzina di colore paglierino e viscosità pari all’olio da mototrazione).
Il primo argomento trattato non poteva che essere lo scampato annullamento della serata: Rb alle 20.13 si ritira dalla competizione mandando in tilt i sistemi informatici e di telecomunicazione dell’intero pianeta; no dico: alle 20 e 13!
Solo grazie alla perizia dell’Ing. (che in quanto a logistica non scherza un cazzo) e alla disponibilità della “ruota di scorta” Db la serata ha potuto avere luogo.
Ringraziamo per la disponibilità e per la pazienza tutti i presenti e chiaramente l’unico colpevole assente.
Finalmente si gioca.
Il Primo botto lo fa il CARICHI, fallito nell’iperspazio, dell’Onnivoro.
Il Secondo botto lo fa la chiamata di Jack dell’Ing., fuori come un melone, che abdicando alla ragione si cimenta in un volo pindarico non indifferente: malamente cade a terra malmenato da Zorapide con in pugno Asso e Tre.
Il Terzo botto lo fa il cervello di Zorapide che dopo il quarto bicchiere di benza-limoncello si rifiuta categoricamente di andare avanti con questo massacro etilico.
Il Quarto botto lo fa il culo del Darietti che in tre mani (e dico 3) si porta a +11, scoraggiando l’arrembante Onnivoro, il quale, oramai tutto preso dal fascino dei coleotteri volteggianti nel suo salotto, ha rispolverato la sua retina per i pesci per utilizzarla come trappola per insetti e in piedi sul divano allegramente intonava canti montani dimenandosi nello sforzo della cattura.
Il Quinto botto lo fa l’Onnivoro cadendo dal divano, nello sforzo di stare dietro ad una chiamata di 7 di picche di Zorapide: è chiaro che l’Onnivoro era secco, secco.
Il Sesto botto lo fa Db che “prova” il CARICHI, ma più che altro era una prova Cappotto: l’indumento invernale gli calza a pennello, gli altri al freddo a morire assiderati.
Il Settimo ed ultimo botto sono le 5 mani addizionali (oltre la 30a) che schiantano le ultime velleità di vittoria sia dell’Ing. che dell’Onnivoro (si vocifera che i due abbiano passato buona parte della notte a scambiarsi indiscrezioni sui costumi sessuali degli stercorari).
Chiosiamo e chiudiamo: vince immeritatamente e inaspettatamente un distratto Darietti e poi non veniteci a dire che la Briscola NON è un gioco dove il culo conta molto.

Ad PERSONAM.
Darietti: abbiamo ampiamente espresso il giudizio sulla sua partita.
Paperoga.

Ing. della Briscola: è un continuo gemito di dolore.
Torturato.

Db: si salva grazie ad un cappotto ben confezionato e tirato fuori al momento giusto.
Sarto.

L’Onnivoro: non carbura più. Non vince più. Colleziona bruciature (e farfalle).
Fargan.

Zorapide: serata sfigata, ma sfigata, sfigata, sfigata.
In fondo alla Botte.

~ di zorapide su Giovedì, 28 Giugno 2007.

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