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Quelli della Briscola – 3

Punteggi: Darietti +7; Rb +4; Zorapide –1; Avv. Peloso –1; Ing. della Briscola -9.

Avete letto bene, il Darietti si è riconfermato campione schiantando per la terza volta consecutiva gli avversari. Avete letto proprio bene l’Ing. è stato di nuovo umiliato e relegato all’ultimo posto della serata.
Serata tattica, di trincea. Tutti nascosti dietro le proprie carte, si chiama con il contagocce, per vedere una SPECIAL bisogna attendere la 18a mano (mano che coincide con l’inizio della fine della partita dell’Ing. che da quel punto in avanti ha cominciato ad imbarcare acqua a fiumi).
In realtà tutti speravano in una vittoria di Rb o di Zorapide, che, dopo la mano sopracitata, sembravano gli unici in grado di poter portarsi a casa la partita, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: Zorapide dopo due chiamate SPECIAL di seguito (che gli fanno accumulare ben 10 punti) si ferma al palo dilapidando il vantaggio sugli avversari come il Figliol Prodigo; Rb, dal canto suo, si lascia sfuggire la vittoria nelle ultime due mani, dove il colpo di reni del Darietti è stato più efficace.
In tutta onesta ora si comincia un po’ ad odiare questa egemonia del Darietti, che detto a denti stretti, raccoglie più del dovuto (se non era per l’incitamento finale dell’Ing., che lo invitava ad una chiamata azzardata, non so se la vittoria finale sarebbe stata sua), epperò la storia non si fa con i “se” ed i “ma”, alla fine chi vince ha sempre ragione, c’è da dire che vedere un Ing. così poco brillante provoca una fitta al cuore; forse, forse non c’è quasi gusto ad iniziare una nuova partita, sapendo che l’avversario numero uno è spompato e spento.
Coraggio Ing. che la prossima sarà tua!
(Si è aperta ufficialmente la campagna: “Dona un carico all’Ing.!”. Chi volesse aderire è pregato di comunicarlo alla direzione gara).

La fredda Cronaca
La puntualità è di casa, questa volta, anche se trovare parcheggio sotto casa di Darietti il Venerdì sera è un’impresa ardua, per stomaci forti.
L’Ing. ci riprova: tenta di essere generoso offrendo ai contendenti una sontuosa vaschetta di gelato. Riconoscenti per il gesto, dobbiamo puntualizzare, però, che il magnate non è proprio un fulmine di guerra nella scelta dei gusti. L’imperativo, quando si compra il gelato, è: o tutte creme, o tutta frutta, non c’è via di scampo, non si possono mischiare le due cose, è tassativo, è la regola, è il bon-ton.
Bene, l’Ing., oltre a contraddire l’imperativo di cui sopra, si lancia in associazioni di gusto che fanno rabbrividire. L’altra sera si è presentato con codesto bouquet: lampone, fico, banana e nutellone. Certo nulla di trascendentale, ma il nutellone, Ing.! Il nutellone!
Perché il Fico?
C’è da dire che in questi casi è applicabile un altro imperativo: a caval donato non si guarda in bocca. Della vaschetta di gelato ha resistito solo il coriaceo e poco commestibile contenitore, ripulito in ogni sua parte con meticolosa perizia (dall’avvoltoio Rb, per la cronaca).
Facciamo un notazione scaramantica: l’Ing. visti i risultati delle sue serate, in stretto rapporto con l’offerta di gelato, ha deciso che d’ora in poi non offrirà più nulla. Vedremo se le carte gli diranno bene e se alla fortuna non piace il gelato.
Si incomincia in sordina, come dicevamo nel preambolo, l’unico a tenere banco è l’Avv. Peloso che non la smette di parlare: ci massacra su ogni cosa. Ci metteremo un tappo la prossima volta. A metà partita si vede il primo vero botto con l’Avv. (stranamente in silenzio) che chiama un 2 a 70, si tira dietro un contentissimo e fornitissimo Rb e si piazza in testa alla classifica. La mano dopo altro botto: CARICHI di Zorapide, che grazie ad un 3 di quadri (facciamo notare che a sbagliare è stato Rb, che non gioca benissimo le sue carte) vince a mani basse è da un altro scossone alla classifica, passando in un battibaleno da un –2 ad un +2. Avv. peloso è a +3, alla pari con Rb, Darietti è a –2, mentre l’Ing. a tenere su tutti e a scivolare nel limbo con il suo bel –6. In realtà il luminare della briscola tenta un colpo di coda con una chiamata (vinta), ma d’ora in poi è un continuo scivolare verso la disperazione.
Nelle successive 5 mani è Zorapide che prende in mano il pallino delle operazioni, chiamando tre volte: la prima volta un 2 a 66 (dobbiamo dire che su questa chiamata è sfumato un cappottone, grazie al socio distratto Darietti che si addormenta su di un K di picche), poi uno dietro l’altro un 2 a 80 ed un 2 a 70. La partita sembra chiusa (anche perché siamo a 5 mani dalla fine): Zorapide +13, Rb +5, Darietti –3, Avv. peloso –5, Ing. della Briscola –10.
Al termine delle 30 mani canoniche (quando l’orologio è abbondantemente oltre la mezzanotte) c’è il solito buontempone che la butta lì: “Ne facciamo altre 5?”, e come al solito l’unico che si tira indietro è l’Avv. Peloso adducendo scuse da arrampicata sugli specchi, gli si fa notare che siamo in democrazia e che 4 è più di uno e si continua per altre 5 mani.
Per non saper ne leggere ne scrivere l’Avv. d’improvviso si sveglia e chiama un bel 2 a 70 e vincente va a favorire uno sfavillante Darietti che non crede ai suoi occhi: è a solo 5 punti da Rb, il secondo posto è a portata di mano, perché non buttarsi nella mischia alla grande?
Boom! 2 a 70. Un balzo in avanti: pareggio con Rb e Zorapide a tre lunghezze sopra.
All’ultima mano la situazione è tesa: Zorapide trema con le carte in mano che non gli vengono e gli fanno perdere il prezioso vantaggio accumulato sino ad ora; Rb è in preda ad una crisi di nervi perché… “E’ un gioco di merda!”; l’Avv. pur essendosi trascinato sin ad un onorevole 0 sul tabellino sembra ripiombato nelle braccia di Morfeo; l’Ing. continua a fissare il tavolo con sguardo catatonico da lobotomizzato, con un filo di bava alla bocca che gli cola giù fino allo stomaco.
Teatro dell’assurdo.
Teatro psicologico.
La situazione è delle migliori per beccare tutti in castagna e il Darietti con prontezza felina e un culo sfondato, la butta lì: CARICHI. E vince: schianta definitivamente Rb e si porta in vantaggio su Zorapide di ben 2 punti.
E’ fatta, ha vinto, tutti si alzano per andarsene, si stanno per spegnere le luci quando? Il Darietti con cavalleresco ardore e intimando il silenzio, data l’ora infausta, la butta di nuovo lì: “Altre 5 mani?”. L’Avv. peloso cade a terra in preda all’epilessia da sonnambulismo, mentre gli altri tre non aspettavano altro (più Rb e Zorapide che l’Ing., il quale in verità si accascia nuovamente sulla sedia farfugliando qualcosa come: “Vi faccio neri” o “Ho gli occhi neri” o “Enrico Ameri” fate un po’ voi).
Dunque la cavalleria vince ancora: tanto di cappello.
Rb fregandosi le mani chiama ben 2 volte e sembra in grado di andare a prendere lo sfuggente Darietti: +5 Rb, +6 Darietti, Zorapide segue a +2.
Zorapide a questo punto dice: “Ehi ci sono anche io! Aspettatemi!” e quindi si lancia in una chiamata improbabile: 7 di cuori fuori di Asso. La sorte gli dice male a lui e al suo compare, il lanciato Darietti che inciampa e cade perdendo un punto sull’incalzante Rb, sorpasso +5 a +6.
Visto che hanno chiamato tutti ci prova anche l’Ing. che risvegliandosi dalla catatonia in cui è caduto osa (non molto convinto) una chiamata: un 4 di quadri, il socio che inciampa con lui è ancora una volta lo sventurato Darietti che si vede scappare Rb da sotto il naso: +4 a +7, mentre l?ing comincia ad avere le visioni.
Si giunge all’ultima mano con i due contendenti (Zorapide è completamente fuori dalla lotta dal basso del suo +1) ad un passo l’uno dall’altro, come si dice in questi casi qui nel circolo della briscola: chi chiama vince.
E dunque Darietti (su esplicito incitamento, in realtà un mugugno sbrodolento dell’Ing.) si lancia in una chiamata avventata: Jack di picche, vince e fa felice anche l’Ing. che guadagna un misero punticino.
Ma a questo punto i duellanti sono in parità perfetta 6 a 6, occorre quindi la mano di spareggio. Rb si lancia (per il detto di cui sopra), ma incappa in una mano sfortunatissima ed ancora di più in compare poco fornito (Zorapide): la vittoria è di Darietti che ringrazia e manda tutti a nanna dall’alto delle sue 3 vittorie consecutive, dall’alto dei suoi 25 punti in classifica generale, dall’alto della sua straripante media di 8.33 punti per partita (e non chiedetemi altro).

Ad PERSONAM

Avv. Peloso: si cimenta in simposi che vanno dai PACS alla classifica della frutta più zuccherata. Si lancia in chiamate ardite e riesce a stare in corsa fino a metà partita. Poi lo piglia il sonno e le carte gli diventano da scala quaranta. Orso peloso, logorroico e sonnacchioso.

Ing. della Briscola: il gelato gli dice male. Le carte gli dicono male. L’acidità di stomaco (manifestata palesemente con sonorità inaudite) gli dice male. Si adagia dopo metà partita in balia delle onde che lo portano lontano con il cuore ed il pensiero. Il delirium tremens lo stordisce al punto da crollare quasi dalla sedia. Irriconoscibile: Mr. Hyde.

Zorapide: illude tutti con due mani da botta di culo forte. E’ il socio ideale (tranne che per Rb, il quale non gli perdona e non gli perdonerà mai il 7 di quadri). Nonostante tutto questo anche questa sera va buca: dilapida un vantaggio strabordante, prova a vincere, ma rimane al palo. Impalato.

Rb: Sin dall’inizio si vede che sarà la sua serata. I bookmakers lo danno vincente. Chiama bene, ma si fa chiamare ancora meglio. Trova terreno fertile sul finale, ma un bruto uragano (soprannominato Zorapide) gli butta tutto all’aria. Sfollato.

Darietti: cinismo allo stato puro, quando meno te l’aspetti lui ti è dietro alle spalle per finirti. Sembrava spacciato ed invece azzecca lo “schema” giusto e capovolge la partita. Raccoglie più del dovuto, ma la vittoria è meritata. Coccarda d’oro.

~ di zorapide su Lunedì, 3 Ottobre 2005.

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